In politica, come nella vita tutta, la prima domanda alla quale rispondere per capire è «Cui prodest? A chi porta vantaggio?». Il sabotaggio del gas russo – e tutta la guerra in Ucraina – porta vantaggi agli Stati Uniti d’America e danni enormi all’Europa e alla Russia. È da qui che bisogna partire.
E proseguire poi con le conferme: chiusura di aziende europee grandi e piccole a causa dei costi energetici; conseguente dilagare della disoccupazione; trasferimento (delocalizzazione) delle maggiori aziende europee negli USA; impoverimento della società europea con problemi relativi persino al riscaldamento invernale; inflazione e crisi economica in Europa e contestuale enorme crescita dei profitti delle aziende USA e del governo di quel Paese.
E soprattutto il rischio di una guerra – convenzionale o nucleare – allargata a tutto il Continente, che segnerebbe davvero la nostra fine.
La conclusione è chiara: i decisori politici europei sono dei veri e propri traditori al servizio di una potenza straniera e nemica, che sta muovendo guerra all’Europa.
Per quanto riguarda in modo specifico l’Italia, la continuità tra il governo Draghi e il governo della draghina non è un problema per Meloni. La quale infatti si rivolge a Zelensky con queste parole, tra le altre: «Sii forte e mantieni salda la tua fede!».
Il sostegno a un regime con simpatie neonaziste può essere coerente per Fratelli d’Italia, ma è clamoroso che lo sia anche per il Partito Democratico e per la sedicente «sinistra», la quale coinvolgendo l’Italia in una guerra insensata e assai rischiosa contro la Russia che nulla ci ha fatto; regalando milioni di euro degli italiani all’Ucraina; contribuendo alla guerra della NATO/USA contro l’Europa dimostra ancora una volta di essere uno zombie insipiente.

Follie e saggezze
Follie anglosassoni, saggezze russe Aldous, 9 giugno 2026 Pagine 1-2 Articolo sul sito della rivista Pdf dell’articolo In questo breve articolo accenno ad






Severo ma giusto.
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Puttitalia
il Simplicissimus, 22.4.2026
Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2026/04/22/puttitalia/
I morti che camminano
il Simplicissimus, 30.11.2025
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I nodi vengono disperatamente al pettine, la storia si vendica dei bugiardi, dei servi e dei seminatori di vento. E così un intero mondo è entrato in un metaforico braccio della morte mentre continua a proclamarsi innocente e libero e a cercare in tutti i modi di ottenere la grazia. Per Zelensky non si tratta solo di metafora: dopo aver dovuto licenziare il suo braccio destro Andrii Jermak per il suo coinvolgimento nello scandalo della corruzione, il pericolo di un golpe interno si fa sempre più denso: se fa la pace è probabile che i suoi lo facciano fuori e se non la fa saranno i servizi Usa ad occuparsi di quest’ affare bagnato. In ogni caso l’ex comico è la cuna dell’ago attraverso cui è passato tutto l’affaire ucraino, sa troppe cose e non credo che abbia molte probabilità di sopravvivenza. Ma con lui molte altre persone e costrutti hanno ricevuto una sentenza di morte: per esempio l’accoppiata Ue – Nato, in realtà le due facce di una stessa moneta, sta entrando in crisi nera con la sconfitta ucraina. L’unione europea (perdonate se non mi sento di mettere maiuscole) ha ciecamente gettato alle ortiche un intero modello economico senza tuttavia avere un piano B e ora tutte le economie sono in grande affanno: la Francia e l’Italia sono assediate dal debito, assieme alla Gran Bretagna, mentre la Germania si sta denudando del suo apparato produttivo che peraltro coinvolgeva molti altri Paesi. In queste condizioni non basteranno le torsioni autoritarie e censorie a salvarla: è un altro cadavere che cammina.
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Sono convinto che alla fine sarà proprio la Germania a darle il colpo di grazia nel tentativo di riallacciarsi al mondo euroasiatico che da un millennio è il suo vero obiettivo, condensato nel Drang nach Osten cominciato sotto Ottone I di Sassonia. Certo oggi l’obiettivo non è più la Livonia o le coste baltiche, ma il collegamento con Pechino. Cos’ha da perdere? Nulla perché in queste condizioni l’euro non è più l’elemento competitivo che era stato concepito a Maastricht proprio per dare alla Germania uno strumento monetario meno forte del marco e dunque una capacità concorrenziale straordinaria. Naturalmente questo contrasta con la Nato che tuttavia esce ridimensionata dalla guerra in Ucraina, avendo perso quella patina di potenza e di invincibilità che aveva. Ha perso la faccia insomma e per giunta si è evidenziato un contrasto fondamentale tra l’azionista di maggioranza dell’Alleanza, ovvero gli Usa che vogliono chiudere al più presto la palude ucraina e le sue colonie europee guidata da un élite interamente compromessa con la guerra persa e che non vuole mollare l’osso perché ne va della sua stessa sopravvivenza. Tuttavia la questione è più ampia: chi conserva qualche neurone comprende che gli interessi europei sono profondamente diversi da quelli statunitensi e riguardano il collegamento con quel mondo asiatico che è divenuto il principale nemico dell’isola continentale che si chiama America.
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Per questo l’Ue, pensata come bengodi per le oligarchie che pretendevano di avere raggiunto la fine della storia, non può reggere alle forze centrifughe che si stanno manifestando: il rifiuto del Belgio di consentire il furto da parte della Ue di cento miliardi di fondi russi congelati nelle sue banche, perché nessuno può garantirgli di non essere trascinato in una causa internazionale, è forse l’atto più sottovalutato di questo processo di disgregazione. Di fronte a un suicidio che Bruxelles voleva attuare per mera stupidità, qualcuno ha cominciato a dire no, ben sapendo che il furto avrebbe allontanato dall’Europa qualsiasi investimento o anche passaggio di denaro, essendo quest’ultimo sottoposto al pericolo di un sequestro. Che si sia arrivati a mettere in discussione anche le basi essenziali della finanza mostra a che punto siano scoperti i nervi di un milieu politico in completo marasma. È anche lui un morto che cammina e che pensa di poter calpestare qualsiasi cosa pur di rimanere in piedi. Guardateli, sembrano i ritratti di fantasmi, ripresi nella sala bar dell’albergo di Shining: Macron, Merz, Starmer, Meloni, von der Leyen, Kaja Kallas, ma anche i loro serventi, i vari Crosetto, Pistorius, Lecornu, Picierno e chi più ne ha,, più ne metta. Figurine già ingiallite perché sanno che è finita. Fanno capannello intorno a Zelensky supplicando che si dia loro un’altra occasione. Ma è ormai una foto ricordo.
I nostri nemici.

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Il governo italiano contro gli italiani.

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Nemici dell’Italia e del nostro popolo, nemici assoluti.

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Da: Stessa spiaggia, stesso mare
il Simplicissimus, 9.8.2025
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Insomma si avvicina sempre più il giorno in cui il grasso sottopelle accumulato nel secolo scorso finirà, si esauriranno i risparmi e dunque anche l’acquiescenza delle persone. Ieri, per esempio, il governo ha regalato altri 3,2 miliardi a quel ladro matricolato di Zelensky perché continui una guerra già persa, cosa che restituisce l’idea di come vengano buttati dalla finestra i nostri soldi, invece di essere utilizzati per fare qualcosa di utile per il Paese. Per esempio piani di sistemazione ambientale o di rivitalizzazione di aree che si è deciso di abbandonare. Ma il personale politico non sembra in grado di escogitare nulla che non sia il pagamento di piani e progetti che poi rimangono nel cassetto, a parte s’intende la commemorazione della battaglia di Canne, un capolavoro assoluto di dadaismo, di impotenza e di futilità. Ma quanto ancora potrà durare tutto questo senza una totale svolta? L’abbandono delle spiagge, gli ombrelloni aperti, i lettini distesi ma vuoti, sono un segnale, la piccola scossa che precede il terremoto.
L’indignazione per una notizia ancora ambigua proveniente dall’Ucraina e il silenzio assoluto per un evento accaduto oggi a Gaza e per le migliaia di fatti che da due anni disegnano lo sterminio e l’orrore in Palestina. Ecco questa è la più profonda ragione di decadenza morale e di dissoluzione civile dell’Unione Europea e anche delle persone private che la rappresentano, come Giorgia Meloni.
Sui falsi ‘sovranisti’:
Una colonia triste e patetica. Questo è diventata l’Italia, questo è l’Unione Europea.
Un’antica deferenza della destra politica italiana verso gli Stati Uniti d’America, la NATO, l’atlantismo.
In tale servilismo Giorgia Meloni gode adesso della compagnia del Partito Democratico e della patetica galassia della sedicente «sinistra» (e, naturalmente, del Quirinale).
I luoghi come metafora della menzogna, del servilismo, del triste tramonto del Continente che amo.
Affermazioni sbagliate, patetiche o menzognere su tutta la linea.
Complimenti, presidente Meloni.
Grazie Meloni per il suicidio assistito del Paese
il Simplicissimus, 26.2.2024
Mi sento ufficialmente in dovere di ringraziare la premier Giorgia Meloni, il suo vice Salvini e il governo tutto, salvo il ministro della Difesa Crosetto che sembra essere scomparso, per il capolavoro di politica estera che hanno messo in piedi obbligandoci a una guerra con la Russia entro 24 ore in caso di futura invasione dell’Ucraina. In tutte le cancellerie del mondo si sono rischiati decine di infarti per le irresistibili risate a questa notizia visto che secondo le narrazioni della Nato e quindi dell’ortaggio che ci governa, l’Ucraina è già invasa e quindi promettere un intervento militare diretto in caso di seconda invasione sembra una di quelle cambiali che ci si aspetta di non dover mai onorare. Anzi sembra uno scherzo di cattivo gusto pensato da idioti. Lo scopo di tutto questo è apparire duri e puri sostenitori del tragico pagliaccio Zelensky proprio mentre la guerra va in malora per lui e per la Nato, mettendo però le cose in maniera tale da non dover mai dar corso alle promesse fatte.
Tuttavia non si sa mai: mettiamo il caso che si arrivi a una sorta di pace, che la Russia si prenda le aree russofone, ovvero la metà dell’Ucraina, che questo Paese devastato anche demograficamente, sopravviva in una sorta di limbo, ma che gli Usa e la Nato, sempre che ancora esistano, venendo meno agli accordi, comme d’habitude, ci riprovino a farne una sorta di testa d’ariete contro Mosca. La Russia sarebbe di nuovo costretta a intervenire e noi entreremmo automaticamente in guerra contro di lei. Naturalmente non avremmo mai i mezzi per poter effettivamente assistere militarmente l’Ucraina contro l’esercito più forte del pianeta, visto che non siamo in grado di farlo per noi stessi e mi sa che i “riservisti” emigrerebbero all’istante, ma dal momento che ospitiamo una base americana ogni chilometro quadrato di territorio, Mosca dovrebbe subito togliersi questo fastidio e questo pericolo. Per fortuna non durerebbe molto, i venti minuti necessari ad eliminare dalla faccia della terra lo Stivale. E di questo voglio ringraziare la Meloni perché un Paese che accetta di farsi governare da gente senza intelligenza, senza idee, senza cultura, senza prospettive, senza esperienze di lavoro, senza studi, senza dignità non può fare che questa fine.
Da: Sicurezza? Quello che Meloni ha firmato a Kiev a nome dello stato italiano
di Andrea Zhok, L’AntiDiplomatico, 26.2.2024
“In sostanza, non paga di aver bruciato ottimi rapporti pluridecennali con la Russia, di aver buttato un numero indefinito di miliardi (i numeri sono secretati) nel sostegno bellico all’Ucraina, di aver contribuito ad un’esplosione dei prezzi dell’energia che ha impoverito il paese e proseguito nell’attività di deindustrializzazione, ora Giorgia Meloni vuole lasciare il suo segno nella storia legando l’Italia sempre più strettamente ad un paese che sta colando a picco, militarmente ed economicamente, esponendola in maniera crescente sul piano bellico.
[…]
In sostanza, una volta di più, Giorgia Meloni sta contribuendo (come molti prima di lei, va detto) ad un trasferimento diretto di risorse pubbliche da scuole e ospedali italiani, per cui la coperta è sempre cortissima, alla solita banda di oligarchi amici degli amici. E questo coinvolgendo tutti gli italiani in un ruolo di nemici di una grande potenza nucleare.
Ecco, scriviamo questo in attesa di vedere se la “lista di putiniani in Italia” che Zelensky ha promesso di dare alla premier italiana per sanzionarli sia già arrivata a destinazione.
Già perché, per chi se lo fosse dimenticato, tutto questo sfacelo nazionale è fatto nel nome della libertà e della democrazia.
Che ci facciamo insegnare da chi rivendica orgogliosamente il retaggio delle SS Galizien”
I diecimila incubi di Crosetto
il Simplicissimus, 29.1.2024
Ci mancava soltanto che quell’energumeno della banalità che risponde al nome di Crosetto invocasse la mobilitazione di 10 mila riservisti in caso di “estrema necessità”. Naturalmente questa specie di golem di argilla appartenente all’era berlusconiana, non ha spiegato quali possano essere queste necessità, ma diecimila uomini quali che siano le emergenze militari servono a ben poco nel contesto che stiamo vivendo a meno che essi non siano destinati a fare da tiro al bersaglio al posto degli americani o meno che non si tratti dei diecimila immortali di Artaserse. Ma poi dove li va a trovare questi diecimila volontari tout court chiamati riservisti? Tutti sanno, se proprio non sono deficienti all’ultimo stadio, che qui non si tratta della solita missione in qualche conflitto estremamente asimmetrico dove i rischi sono relativi e si tirano su un bel po’ di soldi, qui è probabile che ci sia una guerra vera che diecimila uomini se li mangia in una settimana e per la quale non ci sono nemmeno armamenti decenti, a meno che la loro bontà non sia misurata sull’entità delle mazzette che corrono tra industria bellica e la politica ( si fa per dire, ovviamente). Chi si presenterà all’appello?
In realtà questa uscita di Crosetto è altrettanto insensata quanto lui, è solo un modo per mettere in allarme e per tentare di nascondere la realtà dei fatti, ovvero che la guerra alla Russia è stata un epocale fallimento per l’Europa e per quel ceto di potere che ha accettato di distruggere l’economia continentale per ubbidire agli Usa in una delle più . Facendo la faccia feroce, minacciando la guerra totale, abbaiando come americani tutti i leader di questo continente in via di scomparsa a parte quelli di Ungheria e Slovacchi, fanno proclami in merito a una guerra con la Russia che non possono fare senza essere immediatamente sconfitti. Ma intanto dicendo questo evitano di confessare che sono già stati battuti e che ora mancano le risorse per risalire la china. Al Cremlino di faranno delle matte risate vedendo questo manicomio.
Ammettere la sconfitta del regime di Kiev sia pure tra le righe, nascondendo la gravità della cosa con frasi fatte e illusioni di uno stalli, è qualcosa di estremamente doloroso per gli Usa, perché è una inguaribile ferita sulla loro pretesa di dirigere gli affari del mondo, per la loro eccezionalità, ma almeno le élite nordamericane ci hanno guadagnato qualcosa ovvero la distruzione dell’industria europea e la sostituzione della Russia come fornitore di energia, naturalmente a prezzo quadruplicato: se non altro gli scellerati che hanno voluto la guerra in Ucraina hanno fato dei bei soldi. Ma da noi la perdita è stata netta sotto ogni profilo e dunque il milieu politico europeo sa che confessando la sconfitta sarebbe praticamente finito con forti rischi persino per l’incolumità personale. Così si mandano a Kiev gli ultimi fondi di magazzino tentando di mantenere in piedi la commedia dell’Ucraina che potrebbe vincere o che comunque non è stata sconfitta. Una fuga dalla realtà oltremodo penosa e patetica, ma che viene vissuta con l’odiosa leggerezza di chi pensa di non rischiare davvero: in tutto il pianeta e forse sino alla galassia di Andromeda è palese che la Russia non vuole affatto combattere l’Europa. Salvo che le tecniche terroristiche che sono le ultime carte in mano all’occidente in caduta libera, non spingano Mosca a dare una dura lezione a questi insolenti lillipuziani che sprizzano tutto ,l’odio che possono produrre la debolezza e anche – alla fine – il disprezzi per se stessi. Quindi sappia Crosetto dove si deve mettere i suoi diecimila uomini, proprio dove è probabile che tra qualche tempo dovrà ospitare le conseguenze di politiche insensate.
Strage senza fine dei palestinesi da parte diIsraele.
L’Ucraina che abbatte un aereo con i propri soldati.
Due governi criminali e fuori da ogni misura, che operano con la piena complicità del
Governo Meloni e di un Occidente asservito alla NATO e agli Stati Uniti d’America.
L’identità atlantista, la sottomissione agli Stati Uniti d’America, la complicità con i crimini della NATO in Ucraina e con il genocidio di Gaza in Palestina rendono assai vicine ‘destra’ e ‘sinistra’, il governo Draghi e il governo Meloni, Fratelli d’Italia e Partito Democratico.
I militanti del PD, i lettori di Repubblica, gli antifascisti teorici dovrebbero riflettere meglio su tali convergenze.
“Sovrastrutture e folclore a parte l’Italia è governata ininterrottamente da un monocolore neoliberale atlantista da trent’anni: i peggiori trent’anni sul piano economico e sociale dalla nascita dello stato nazionale salvo i periodi di guerra.”
Da Nuova via della seta e il “sovranismo” della Meloni
Andrea Zhok, 8.12.2023
Ma certo, Meloni, certo. Sempre al servizio dei servi dell’Impero americano.
Sennò che ‘italiani’ saremmo?
“Essendo quella italiana la condizione di una colonia, il termine giusto per la nostra classe dirigente è quella di ‘collaborazionisti con le forze di occupazione coloniale'”.
Andrea Zhok
Da Telecom e i “collaborazionisti” del governo Meloni
di Andrea Zhok
(7.11.2023)
Che cos’è un Paese che riempie di armi i propri nemici?
Che dignità conservano la Germania, l’Italia, l’Europa intera?
Nessuna.
Governi e stati che agiscono in questo modo, contro i propri cittadini, meritano davvero di decadere e scomparire.
Giorgia Meloni è una delle tante nemiche dell’Italia e degli italiani. Più spregevole perché il suo governo si presenta invece come loro difensore.
Condivido.
Un esempio preclaro di sottomissione alla potenza egemone, senza neppure un briciolo di autonomia e di dignità.
La frase (da Varsavia) di Meloni sull’Ucraina che deve farvi gelare il sangue
di Alessandro Bianchi, 5.7.2023
«Giorgia Meloni, con quelle frasi (“posizioni identiche con la Polonia” e “reali garanzia di sicurezza all’Ucraina”) ha di fatto consegnato l’Italia nelle mani degli estremisti e fondamentalisti, indebolito enormemente il “fronte delle trattative” e reso ancora più difficile ogni possibilità di negoziato.
[…]
Dopo gli attentati terroristici al ponte di Crimea e alla diga di Kakhovka, il regime di Kiev sta cercando di alzare la posta in gioco per forzare la mano dei membri Nato prima del vertice di Vilnius. Dinanzi la totale disfatta militare sul campo della cosiddetta “controffensiva” – con miliardi di armi Nato e miliardi dei contribuenti europei che potevano essere spesi in sanità, lavoro e istruzione letteralmente buttati – al regime di Kiev non resta (CON LE ARMI DELLA NATO) che bombardare ospedali e case (come ieri a Makeevka) e preparare la false flag finale ad uso dei media filo Nato».
Qual è il senso di questa immagine? Che cosa ha a che fare un impegno per la Terra con la visita al capo di un governo che mostra simpatie per le tradizioni naziste dell’Ucraina e che sta portando l’Europa al disastro bellico, economico, ambientale?
“Au nom de sa soumission aux États-Unis, le gouvernement italien pourrait renoncer à participer à la BRI, la Nouvelle route de la soie chinoise, au détriment de sa propre économie. […]
Quelles que soient les “couleurs” du gouvernement, sacrifier les intérêts nationaux italiens sur l’autel des contraintes géopolitiques, agissant sous la forme d’une ingérence extérieure, pourrait être une option. […]
Si l’Italie ruine ses relations avec la Chine, ce sera une démonstration claire de la faiblesse politique du gouvernement italien, justifiée par l’attitude idéologique des autres”.
Da PRESSIONS AMÉRICAINES SUR L’ITALIE: VERS L’ABANDON DE LA NOUVELLE ROUTE DE LA SOIE?
(22.6.2023)
Avendo affidato la gestione degli affari al figlio, la dinastia tende a proseguire; l’analogia mi sembra corretta.
Questo Soros è un personaggio davvero senza scrupoli, molto pericoloso.
Mano nella mano con l’anziano capo dell’impero.
Questi sono i soggetti che la miserabile propaganda di stampa e televisione descrive come «sovranisti» e che invece sono soltanto una variante della servitù.
A questo serve il riferimento costante e puritano ai valori, ai diritti dell’uomo. Serve a giustificare la guerra, l’imperialismo, la distruzione dell’Europa.
Armi e pane. Armi a danno del pane. E a pagare sono i cittadini europei per difendere gli interessi della NATO, vale a dire dell’imperialismo USA.
Il Pontefice Francesco circondato da dirigenti e militari ucraini, alcuni dei quali in tuta mimetica e in divisa, compreso il burattino della Nato che sta accanto a lui.
L’ennesima immagine che testimonia la decadenza del Papato romano.
Viva la guerra e abbasso la Russia!
Grazie Giorgia!
Eh sì, l’Unione Europea non è nemica soltanto dell’Europa ma anche della giustizia e della pace.
Di quali valori parla la presidente Meloni?
Dell’atlantismo? Della servitù europea agli Stati Uniti d’America? Del mondo unipolare? Del pensiero unico?
Questa è la situazione della colonia italiana:
Prodi: “La Meloni è stata obbligata ad avere un ministro degli Esteri ‘americano’ e uno dell’economia ‘bruxellese’”.
Intervista rilasciata al Corsera (26 febbraio 2023).
L’Italia deve dunque nominare due figure scelte da nazioni da cui siamo, e dobbiamo restare, sottomessi. Non devono essere scelti due bravi, devono essere nominati due fidati servitori delle potenze che ci dominano (per loro interesse ovviamente).
Se un paese non ha autonoma politica estera né propria politica economica questi è una colonia e non uno Stato. E più il governo è fantoccio e maggiore sarà la necessità di sbandierare fumo identitario (‘prima gli italiani’ o l’inno cantato a San Remo servono a illuderci di esistere come nazione).
Controllare questi dicasteri determina l’intera politica di un territorio poiché dalle linee da essi tracciate dipende l’architettura di governo. Diffidate di quei partiti che non si pongono con chiarezza su esteri ed economia. Purtroppo di PD travestiti ne è pieno il paese e di arrivisti-ribelli-ignoranti alla maneskin non abbiamo bisogno.
Non serviva ce le dicesse Prodi queste cose, come non serviva Berlusconi ci dicesse chi è Zelensky ma registro con piacere che almeno se ne parli. È pur sempre un inizio.
Luca Deperi, Indipendenza.
ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org
Eh sì…
Italia ed Europa tolgono pane, sanità, scuola, lavoro, ai propri cittadini per armare all’inverosimile una dittatura come quella dell’Ucraina. Una delle tante testimonianze è di Fulvio Scaglione, su Limes, gennaio 2023.
Ormai è chiaro che il gasdotto che unisce la Germania alla Russia è stato distrutto da militari USA.
Gli Stati Uniti d’America praticano la guerra contro l’Europa.
Lo fanno da tanto tempo. Adesso l’hanno proprio dichiarata. La responsabilità maggiore è dell’Unione Europa, è dei ceti dirigenti europei di “destra” e di “sinistra”, compreso il governo Meloni, che non difendono i loro popoli da un nemico così implacabile, barbaro.
«Ma quali patrioti, macché nazionalisti / governo Meloni, governo di atlantisti!»
Autonomia differenziata e distruzione dell’Italia.
Regionali in Lazio e Lombardia e regionalismo differenziato
Indipendenza, 14.2.2023
Caro professore,
sono d’accordo: l’egemonia culturale è senz’altro della sinistra neoliberista che tenta di spettacolarizzare anche la guerra depotenziando la sua gravità, rendendola
‘romantica’, normalizzandola. Forse mi sono espresso un poco male: il nuovo spirito del tempo non lo penso in riferimento alla presenza di un governo di destra ma all’atmosfera bellica che si respira, ai costanti riferimenti alla guerra. La presenza stessa di questo tipo di governo ne è una conseguenza: ha la sua fetta di influenza sulla televisione di stato e quindi sulla scelta dei messaggi da veicolare. I fatti che ho elencato, la scelta di portare, nelle serate, patriottismo e militarismo ritengo siano l’espressione di una Cultura di destra (Jesi) che sta subendo una strumentalizzazione da parte del Potere. Ha detto bene: sia la sinistra che la destra hanno le stesse caratteristiche e hanno gli stessi padroni sebbene la prima abbia notevolmente più influenza.
Un caro saluto.
Caro professore,
Iil culmine della cultura militarista è stato perfettamente rappresentato in questo festival di Sanremo. La presenza del Presidente della Repubblica, l’Inno di Mameli cantato in almeno due occasioni, vari riferimenti da più parti al conflitto russo-ucraino. La ciliegina sulla torta è stata l’esecuzione dell’Inno della banda dell’aeronautica militare in quest’ultima serata. Con tanto di discorso di un generale che ha invitato ‘i giovani’ ad arruolarsi. È evidente che lo zeitgeist sia di stampo bellico. Questi fenomeni si possono spiegare in due modi: con la destra nostalgica al governo e con i fatti della guerra in corso. Una società sana non esalta la guerra ma fa di tutto per demilitarizzarsi. Nessuna guerra è giusta.
Caro Marco, da decenni non vedo il festival di Sanremo, che da quello che so è diventato sempre più un concentrato del conformismo, della volgarità e del politicamente corretto.
Ritengo non rispondente allo zeitgeist il suo riferimento alla “destra nostalgica al governo”, la quale non ha nessuna capacità di egemonia culturale.
Il partito culturalmente egemone – anche a Sanremo – è il Partito Democratico, una formazione politica corrotta, filoatlantica, asservita agli Stati Uniti d’America, guerrafondaia, serva della finanza internazionale.
La destra al governo ha le stesse caratteristiche ma con molto meno influenza sul corpo collettivo, sulla stampa, sulla televisione, sulle banche. Sui veri centri del potere.
Da La Russia non fallisce ma cresce. Noi moriamo per Maastricht e Washington
di Gilberto Trombetta, 1.2.2023
“Per colpa di una classe politica di venduti, di incapaci e senza spina dorsale stiamo letteralmente morendo per Maastricht. Ci stiamo suicidando per Washington.
Abbiamo il diritto (il dovere morale) di respingere qualsiasi ingerenza estera, diretta e indiretta.
L’unico futuro degno di essere vissuto per noi è fuori dalla UE e dalla NATO”.
Ahimè la logica da anni ormai latita. A tutti i livelli, compresi quelli presidenziali. E insieme alla logica la decenza, il buon senso, la difesa dell’economia e dell’indipendenza italiane, la sopravvivenza stessa dell’Europa.
Quando viene meno la correttezza del ragionare si aprono le porte all’iniquità.
L’Ucraina è uno dei Paesi più corrotti d’Europa e fiumi di denaro dei cittadini e contribuenti italiani ed europei vanno a ingrossare i conti correnti di politici e oligarchi ucraini:
«Alcuni documenti che dimostrano come in Ucraina in molti ministeri si prosegue ad appropriarsi dei fondi stanziati al Paese dai partner occidentali»
Fonte: La prassi delle “anime morte”. Come l’Ucraina “spende” i soldi dell’UE
23.1.2023
L’atlantismo filonato e guerrafondaio del governo Meloni è davvero eccessivo, sta raggiungendo i livelli del governo Draghi.
Se si utilizzano i soldi delle tasse dei cittadini per la sanità non si possono spendere per calmierare i prezzi dei carburanti, e viceversa. Mi sembra tuttavia che i fiumi di danaro pubblico per il governo dell’Ucraina, per le armi, per la guerra si trovino sempre. Vero, presidente Meloni?
…e ha ragione.