Cosmopoli della dissoluzione
in Dialoghi Mediterranei
n. 79, Maggio-Giugno 2026
pagine 442-444

 

La vicenda di Eric Michael Packer – narrata da Don DeLillo nel romanzo Cosmopolis – descrive molto del male americano, che è l’inferno della finanza liberista e globalizzata. Intorno alla sua automobile/mondo scorre una città assolutamente degenerata, dedita a ogni possibile eccesso. Le guardie del corpo di Packer non possono fare nulla nei confronti del radicale cupio dissolvi che a poco a poco ma con inesorabile chiarezza emerge dai comportamenti del loro datore di lavoro.
Perché? Che cosa spinge un uomo ricchissimo e potente a questa lenta disgregazione della propria persona? La ragione principale sembra la rovina finanziaria causata da una troppo ardita e tenace scommessa sul calo dello yen nel mercato mondiale, mentre avviene esattamente il contrario facendo esplodere la bolla speculativa sulla quale Eric continua ostinatamente a insistere.
Ma non è soltanto e principalmente questo. L’idea di attraversare la città è stata infatti presa a inizio giornata, quando ancora tutto sembrava quasi normale. Non solo: la moglie di Packer, ricchissima anch’ella, è pronta a sostenerlo.
No, la dissoluzione è dentro quest’uomo, è nel suo mondo, è nel mondo ridotto a ologramma finanziario, nel quale gli indici delle mille speculazioni in atto dentro tutte le Borse aperte ogni giorno e per tutto il giorno disegnano l’avvento del Nulla virtuale, la vita ridotta a cifra che scorre sugli schermi presenti ovunque in città.
Ho cercato di analizzare questo romanzo alla luce di dispositivi teoretici e politici come il transumanesimo, le intelligenze artificiali, la società della Spettacolo.

 

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1 Commento
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Molto suggestiva, profondamente drammatica, decisamente coinvolgente la tua presentazione del romanzo di Don DeLillo (e del film che ne hanno ricavato). I temi che affronti hanno tutti un profondo radicamento non solo nel mondo americano ma nell’intero globo diventato una infinita moltiplicazione della Limousine bianca in cui Eric M. Packer estingue la sua esistenza e si trasforma -come potrebbe accadere a tutti noi- in un solco, in una traccia, in un qualcosa di archiviato in un hard disk. Molto stimolante l’insieme delle tante riflessioni che suggerisci e a cui rimandi: la trasformazione della materia in pixel; il transumanesimo; il cieco nulla; la dissoluzione del capitalismo finanziario…

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