La rivista Il Covile ha unificato due miei articoli usciti nel gennaio 2026 e li ha pubblicati nella sua elegantissima veste grafica, che segnalo qui con piacere:
Ivan Illich: nemesi e dismisura
In Il Covile, n. 742, 11 febbraio 2026, pp. 1-8
In questi due testi ho analizzato, tra gli altri temi, il declino di un mito politico invalidante: la separazione topologica tra Destra e Sinistra. Una differenziazione nata durante gli Stati Generali che si riunirono a Versailles nel maggio del 1789 e che è ormai arrivata al suo termine. La stanca sopravvivenza di tale schema è favorita da uno dei caratteri di fondo delle società umane: la forza di inerzia, alla quale si aggiunge in questo caso la comodità di una distinzione elementare e il suo ancora massiccio utilizzo da parte della pubblicistica e in generale dei media.
Tentare di andare oltre la «morta gora» (Inferno, VIII, 31) di tale dicotomia è dunque un dovere insieme civile e intellettuale.






“E sia chiaro che a questa catastrofe ci hanno portato non Trump, non Nethanyahu – che fanno benissimo gli affari propri – ma le nostre politiche e l’ottusità di un elettorato incapace di uscire da schematismi retorici, un elettorato che ha consentito per almeno trent’anni a personaggi inguardabili di distruggere l’Italia e l’Europa”
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Andrea Zhok, 7.4.2026
Questa notte e stamane l’attacco israelo-americano è passato al livello più alto, iniziando a martellare, accanto alle infrastrutture dei trasporti, i principali centri di produzione energetica iraniana. Di pochi minuti fa è la notizia dell’inizio del bombardamento sull’isola di Kherg, cruciale per l’approvvigionamento energetico dell’Iran.
Come promesso più volte, l’IRGC ha annunciato che questo significa guerra totale e che procederà alla distruzione di tutti gli asset energetici del Golfo.
Non so se i criminali sionisti e statunitensi riusciranno nel loro intento di “spedire l’Iran all’età della pietra” (con tanti saluti alle puttanate sulla liberazione del popolo iraniano), ma quel che è certo è che se le cose procedono nella direzione presa fino in fondo, all’età della pietra ci finiremo sicuramente noi europei.
Parliamo di un potenziale shock energetico da far sembrare l’austerità del 1973-75 una passeggiata di salute. La prospettiva è quella di uno tsunami di inflazione, distruzione della mobilità privata, esplosione dei costi di produzione, distruzione del tessuto produttivo, fallimenti seriali e disoccupazione di massa.
E sia chiaro che a questa catastrofe ci hanno portato non Trump, non Nethanyahu – che fanno benissimo gli affari propri – ma le nostre politiche e l’ottusità di un elettorato incapace di uscire da schematismi retorici, un elettorato che ha consentito per almeno trent’anni a personaggi inguardabili di distruggere l’Italia e l’Europa.
Abbiamo giocato per tre decenni una partita tutta di contrapposizioni “simboliche”, di fuffa sovrastrutturale, ci siamo preoccupati dei cessi unisex, dello schwa, di vietare moschee, di fare la faccia feroce con i poveracci, ci siamo riempiti la bocca di diritti umani e diritto internazionale – se e quando lo ordinava il padrone oltreatlantico – e su ciò abbiamo organizzato fuochi d’artificio dialettici nei Talk Show.
A chi parlava di sovranità alimentare, monetaria ed energetica si è risposto dandogli del fascista o del rossobruno.
A chi criticava quella demenza criminale della “austerità espansiva” si dava del populista.
E ora, come rimanenza di quella lunga stagione ci resta solo una fragilità indifendibile, che porterà a fondo tutti (tranne quella manciata di oligarchi con conti cifrati all’estero, che rientreranno solo a bocce ferme, per comprarvi la casa come nuda proprietà).
Ho riletto il tuo articolo su Illich ripubblicato da Covile. Ho ritrovato la forza della tua ampia argomentazione che si spinge con ammirevole coraggio intellettuale oltre i limiti a cui le riflessioni convenzionali su questi decisivi temi invece si attengono. E ho ritrovato anche la potenza della parola e del pensiero di Illich.
Ma basta veramente con questi nemici dell’Italia, come Meloni e Schlein, basta con questa ossessione contro la Russia che impoverisce gli italiani e li mette in mano alla finanza anglosassone, ai padroni americani.