Al di là dei miti invalidanti
Aldous, 12 gennaio 2026
Pagine 1-2
Tra le evidenze della fine del XX e di questo primo quarto del XXI secolo ci sono il ritorno esplicito – e rivendicato come faro di civiltà – del colonialismo anglosassone; il corrispondente declino dell’Europa, dominata e dissolta da un’Unione Europea che del colonialismo anglosassone è espressione; la incipiente ma già ben delineata divisione del pianeta in sfere di influenza, divisione che in realtà è sempre stata causa di conflitti distruttivi.
Un’ulteriore evidenza, che delle precedenti è conseguenza e insieme causa, è il declino di un mito politico invalidante: la separazione topologica tra Destra e Sinistra. Una differenziazione nata durante gli Stati Generali che si riunirono a Versailles nel maggio del 1789 e che ormai è arrivata al suo termine. La stanca sopravvivenza di tale schema è favorita da uno dei caratteri di fondo delle società umane: la forza di inerzia, alla quale si aggiunge in questo caso la comodità di una distinzione elementare e il suo ancora massiccio utilizzo da parte della pubblicistica e in generale dei media.






Un’intervista odierna del politologo Marco Tarchi individua con chiarezza le ragioni e le forme della continuità sempre più profonda, si può dire sistemica, tra le due forme politiche liberiste, atlantiste e occidentaliste che si fanno chiamare destra e sinistra.
«Russi in Biennale? Chanche per l’Italia»
la Verità, 11.5.2026
Fonte: https://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2026/05/Tarchi_11.5.2026.pdf
Intervento che non solo condivido pienamente ma di cui ti sono grato per aver dato un significativo riconoscimento a tesi che Diorama porta avanti da decenni. E che il contesto politico attuale, sia a livello internazionale sia a livello nazionale, conferma pienamente.