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Raftis
di Sonia Liza Kenterman
Grecia, Germania, Belgio, 2020
Con: Dimitris Imellos (Nikos), Tamila Koulieva (Olga), Thanasis Papageorgiou (Thanasis), Daphne Michopoulou (Victoria), Stathis Stamoulakatos (Kostas)
Trailer del film

Pochi uomini ormai si fanno cucire gli abiti da un sarto (in greco ράφτης, raftis), ad Atene come altrove. Nikos e il suo anziano padre, uno degli artigiani più celebri della città, non riescono a far fronte ai debiti e le banche sono pronte e pignorare la loro sartoria. Quando il padre viene ricoverato, Nikos cerca un modo per sopravvivere. Gli viene così l’idea di offrire i suoi servizi senza aspettare i clienti in negozio ma muovendosi lui in città, portando abiti e strumenti in giro per Atene. Comprende così che l’unica possibilità è reinventarsi sarto da donna, cucendo persino abiti da sposa belli ed economici. Dopo un inizio stentato la nuova attività comincia ad andar bene, con la collaborazione di una vicina e della sua bambina. La quale però è gelosa del legame tra la madre e il sarto…
La vivacità, la simpatia, la forza del popolo greco oggi. Nel pieno della distruzione che l’Unione Europea ha voluto di quel Paese. Il volto di Nikos, un incrocio tra Buster Keaton e Totò, esprime una pacata tenacia e una energica rassegnazione. Il traffico della capitale greca, il mare e le isole che la circondano, diventano anch’essi personaggi di una storia nella quale agiscono non soltanto gli umani ma anche le strade, le case, gli oggetti. Spesso ripresi a frammenti e dal basso, come se il mondo dovesse ogni volta essere composto e reinventato dalla memoria e dai progetti di Nikos.
«Per le conseguenze dell’azione, non giova a nulla ch’essa sia stata più o meno intenzionale, originata da una necessità o da arbitrio. Secondo l’antica fede era infatti del tutto ovvio che l’uomo dovesse soffrire anche per qualcosa che non aveva voluto. Chi può dire che ciò non sia vero? Chi può permettersi di chiamarlo ingiusto?» (Walter F. Otto, Gli dèi della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco [1929], Adelphi 2004, p. 76).

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“pacata tenacia e energica rassegnazione” rende magnificamente lo spirito greco durante gli anni della crisi economica, ma non solo!

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