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Il governo italiano guidato da Renzi è una genuina e coerente espressione del Partito Democratico, del suo ultraliberismo. Il PD -come il Nuovo Centrodestra, come Forza Italia, come l’Unione dei Democratici Cristiani, come Scelta Civica- è attento in primo luogo alla grande impresa e alla finanza, a quelli che una volta i comunisti che il PD ha tradito chiamavano «i padroni». Ed è attentissimo allo spettacolo. Il renzismo è la prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi.

 

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Persino L’Espresso scrive che “Matteo Renzi aveva promesso di abbassare la pressione fiscale. Ma ora le famiglie dovranno fare i conti con imposte sulla casa molto più alte che in passato. Vanificando così il bonus di 80 euro.”
Poveri italiani creduloni. Più l’imbonitore di turno la spara grossa, più gli credono.

Partito Democratico e Lega Nord votano insieme contro la proibizione di utilizzare «richiami vivi» nella caccia. Che schifo.

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Hanno preferito votare con la Lega, sottoporci al pagamento dell’infrazione europea. Hanno preferito tutto questo, i membri del governo, piuttosto che votare il nostro emendamento che vietava la terribile pratica dei richiami vivi.

Questo è successo questa mattina in Aula: hanno votato insieme, Pd e Lega, per mantenere l’aberrante e illecita tradizione dei richiami vivi, a scapito della vita, della dignità di migliaia di uccelli migratori che ogni anno vengono catturati per fare da esca nella caccia, e, non in ultimo, a discapito delle tasche degli italiani.
L’emendamento, a firma M5S, è stato bocciato in Aula proprio con i voti di Pd e Lega.

L’Europa ha aperto una procedura d’infrazione su questo e il voto di oggi ci farà andare incontro a nuovi costi che graveranno sulle tasche degli italiani.

Il nostro emendamento, sottoscritto da diversi gruppi parlamentari, modificava la legge 157 del 1992, vietando la cattura degli uccelli a fini di richiamo vivo costretti in piccole gabbie, al buio, così da far perdere loro la percezione del tempo. Gli uccelli detenuti in queste condizioni possono subire conseguenze gravissime, dalla morte quasi immediata allo sviluppo di malattie causate dall’immunosoppressione da stress; ma possono subire anche traumi fisici e alterazioni causate dall’essere sottoposti a trattamenti farmacologici a base di testosterone, per obbligarli a cantare anche fuori dal periodo riproduttivo. Quello che si nasconde dietro l’apparente innocenza del nome “richiamo vivo” è in realtà un vero e proprio maltrattamento dell’animale, che come tale andrebbe vietato, ostacolato e punito.

Il Governo ha tentato una supercazzola durante la discussione in Aula presentando un emendamento “specchietto per le allodole” che non risolve niente, anzi, se possibile complica le cose, e poi dichiara che in questo contesto non era necessario entrare nel merito della legge 157, ma bastava solo risolvere la procedura di infrazione. E come pensa di farlo il Governo? Introducendo nuove deroghe. Le stesse che l’Europa ci chiede di interrompere da 20 anni. Solo fumo negli occhi, insomma. Come sempre. Sarebbe bastato votare il nostro emendamento appoggiato anche da altri partiti. Ma il governo ha preferito sposare la linea della Lega e far vincere la lobby dei cacciatori.
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Fonte: Richiami vivi, il governo ci condanna all’infrazione

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Va bene abbassare i toni, va bene riconoscere i propri errori, ma quando è troppo, è troppo. Farsi prendere per il culo come se dovessimo scontare una condanna a vita da cornuti e mazziati è troppo.
Quando, dopo gli scandali, ma ormai più che di scandali che non scandalizzano più nessuno si dovrebbe parlare di cronaca quotidiana, dell’Expo e del Mose, in attesa della Tav, Renzie afferma che “Il problema della corruzione non sono le regole che non ci sono, ma quelle che non si rispettano, il problema sono i ladri, non le regole” è troppo. Ma i ladri stanno (anche) nel tuo partito, li avete fatti eleggere voi, avete dovuto aspettare la magistratura per fare il lavoro che avreste dovuto fare voi?. Allontanarli a calci. Sembra che ora nessuno conosca questo Orsoni, il sindaco di Venezia, quindi figlio di padre ignoto, così il suo partito di appartenenza assume il ruolo di meretrice, adescatrice, escort (puttana non si scrive più per non urtare la sensibilità dei giornalisti).
Si discetta con stile bizantiniano, carnevalesco (… dal giudice Carnevale che annullava le sentenze di condanna per i mafiosi in Cassazione per vizi di forma) se Orsoni sia o meno iscritto al Pd. Le foto con Bersani sul palco con una scenografia in cui le lettere “PD” sono gigantesche non fa testo e neppure che il Pd lo abbia candidato No. Ce l’aveva o no la tessera Pd? In caso negativo che c’entrano i segretari di partito che si sono succeduti in questi anni? Che c’entra il Pd? Nulla. Qui andiamo oltre. Oltre il ridicolo. Oltre la farsa. Oltre la presa per il culo. Oltre l’avanspettacolo.
Il meccanismo con cui questo sistema delinquenziale legalizzato si regge è ormai semplice per chi vuole capirlo. Grande Opera Inutile, cifre gonfiate, emergenze costruite ad arte per evitare i controlli, appalti agli amici, tangenti a persone “vicine” ai partiti, l’immortale Greganti docet, e via mazzettando per miliardi di euro che finiscono sui conti pubblici tagliando lo sviluppo del Paese.
Di che regole parla Renzie? Di quelle che non ci sono? Della legge anticorruzione che il M5S ha proposto? Della legge sui conflitti di interesse (presenti a mani piene nel suo governo)? Di nuovi strumenti da mettere a disposizione della magistratura resa (quasi) innocua da decine di leggi fatte dal partito unico PD/Forza Italia in vent’anni? O forse allude agli inquisiti candidati nel suo partito alle europee?
Quanti voti sposta la corruzione? Tanti. Di tutti quelli che ne godono, anche di poche briciole gettate sotto il tavolo. Dopo l’astensione, la corruzione è il primo partito del voto. Primum vivere, comunque sia, e a culo tutto il resto.
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Fonte: Le regole e i ladri

[…] la miglior garanzia per la prosperità delle sue aziende e per il mantenimento della sua influenza (Il PD lo ha chiamato a riscrivere insieme la Costituzione della Repubblica). Ciò che non perdono agli elettori del Partito Democratico è non aver capito questo, a meno che […]

Nella comunicazione politica, quello di R. rientra nel linguaggio rivoluzionario di tipo (finto) legittimante o programmatico, di bassa lega; inferiore anche al peggior Giorgio Mastrota piazzato nelle interruzioni dei programmi di Maria De Filippi.
Per fortuna la maggior parte degli italiani, e specialmente i bambini, hanno imparato a riconoscere il seme della menzogna nelle parole dei nostri “politicanti”.

Tardo per gli anni e tremulo
è il regnator d’oriente
siede un imbelle giovine
sul trono d’occidente
tutto sarà disperso
quand’io m’unisca a te
avrai tu l’universo
resti l’Italia a me

Giuseppe Verdi. Temistocle Solera. Attila, prologo n°4

I pizzini inviati dal Premier (? – il grande interrogativo su questo appellativo che accanto al nome di Matteo Renzi risulta assolutamente anticostituzionale, come d’altronde ha fatto notare ieri sera il sen. Claudio Crimi pochi istanti prima che si procedesse alle votazioni di Palazzo Madama)al vice Presidente della Camera Luigi Di Maio e pubblicati nel blog di Beppe Grillo evidenziano quanta instabilità psicologica e caratteriale risiedono in quell’individuo: anche un grafologo della domenica potrebbe dimostrarlo.
Eppure oggi abbiamo assistito alla tumulazione del nostro Paese e all’ennesima dimostrazione di quanto sporchi siano i banchi di chi ci governa.
I timori dell’avvenire divorano l’anima degli italiani che riescono a vedere “oltre”, consapevoli d’essere ancora una volta costretti a rimanere con le mani legate per totale assenza di coerenza, costituzionalità e democrazia partecipativa.

Con profondo ribrezzo,
Debora Borgese.

Renzi – il potere e il tradimento.

Ho letto e apprezzato il commento del signor Milanese Ambrogio specie per quell’espressione così manzoniana, bagalon del luster, bella come prestinaio e altrettanto definitiva. Ho messo invece qui in testa il link al bell’intervento di Barbara Spinelli che credo sia da leggere. Non credo affatto alle sorti umane e progressive da affidare al signor Tsipras. Ma in milanese piutost che nient l’è mej piutost.
Il signor Ambrogio scuserà se ignoro l’ortografia del dialetto, così bello quando è bello.
p.

Renzi e Berlusconi, una maggioranza occulta che esclude la Democrazia Partecipativa e predispone il ritorno della P2.
Lo dichiara l’ex Ministro Rino Formica sul quotidiano on line Il Primato Nazionale.

Appare dunque evidente che Licio Gelli ha continuato a perpetrare la sua influenza.

Cordialmente,
Debora Borgese

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