Tra danze e corti – Viaggio nella musica antica (1400-1700)
Abito a un chilometro circa dalla dimora dove Francesco Petrarca visse durante il suo soggiorno milanese (1353-1361).
Varie associazioni di privati cittadini se ne prendono cura, in particolare la CSA Petrarca, che ha restaurato a proprie spese gli affreschi di alcune delle stanze. Nulla ha ricevuto dal Comune di Milano, al quale versa anzi un affitto di circa 4000 € all’anno. Una simile circostanza, unita all’intenzione della attuale amministrazione comunale di chiudere il Museo Leonardo in Piazza della Scala, dà plasticamente l’idea di che cosa sia la giunta guidata da Giuseppe Sala, giunta del Partito Democratico e quindi del tutto refrattaria alla cultura e molto attiva invece negli affari.
In una lettera inviata il 5 gennaio 2024 al Ministero della Cultura (ministro e sottosegretari) dell’attuale governo Meloni l’associazione ha rilevato che «oltre all’incalcolabile danno economico che demotiva investitori e mecenati, questi segnali negativi ci inducono a temere il peggio per la sopravvivenza di Casa Petrarca, nel delicato momento di rinnovo della concessione comunale. Gli esperti che l’hanno visitata sospettano che questo assurdo negazionismo possa nascondere interessi occulti: l’adiacente Parco delle Cave ha tuttora aree private da lottizzare e forse la presenza di Petrarca è incompatibile con la strategia edificatoria del territorio» (Fonte: Casa Petrarca).
Nonostante l’indifferenza (o peggio) delle amministrazioni locali e nazionali, non sono pochi i cittadini milanesi che amano il proprio territorio e cercano di preservarlo e valorizzarlo. I concerti di musica antica che si svolgono a Casa Petrarca offrono, ad esempio, la sensazione di ascoltare il canto delle pietre, l’eco sempre presente del tempo.
In una di queste occasioni, l’Amadis Consort ha eseguito con sei strumenti – vari flauti dolci, la viola barocca, il violoncello barocco e il cembalo – brani che vanno dalle danze rinascimentali a Lully, da Purcell a Rameau. Esecuzioni intime ed esatte. Propongo l’ascolto del Rondeau Z 570 dall’opera di Purcell Abdelazer (1676), nell’esecuzione dell’Academy of Ancient Music:





