Israele, il sionismo, il male.
La foto di apertura documenta il Primo Congresso Sionista, che si svolse a Basilea dal 29 al 31 agosto 1897.
L’enorme foto al centro dell’immagine ritrae Theodor Herzl (1860-1904), il fondatore del movimento sionista, che all’epoca aveva 37 anni. Un vero esempio di culto della personalità.












Oltre, molto oltre, il nazionalsocialismo. Non 10 nemici eliminati per ogni tedesco ucciso bensì 1000 libanesi per ogni israeliano ucciso.
Ancora una volta è il puro orrore.
Esatto.
Non è soltanto il governo, è la più parte della società israeliana a essere violenta e razzista.
Gianluca Martino, 5.6.2026
Fonte: https://x.com/gianlucamart1/status/2062919116613095893
Desidero che la Papamobile venga trasformata in una clinica mobile e donata ai bambini di Gaza”
Questa è una delle ultime volontà di Papa Francesco prima di morire.
Ad eseguire la disposizione di Papa Francesco, il Vaticano incarica il cardinale svedese Anders Arborelius che a sua volta incarica la Caritas svedese per la trasformazione del veicolo.
Quando la stampa dà la notizia dell’incarico alla Caritas svedese di trasformare la Papamobile in clinica mobile per i bambini di Gaza, scatta la solidarietà dei cittadini svedesi che in pochi giorni inviano alla Caritas cospicue donazioni.
Grazie alle somme raccolte, la Caritas, non solo riesce a trasformare la Papamobile in una clinica mobile fornita di attrezzature mediche di ultima generazione, ma acquista altre 12 ambulanze da inviare a Gaza.
A novembre dello scorso anno, quando i lavori sulla Papamobile sono ultimati, per celebrare l’evento e assolvere all’ultima volontà di Papa Francesco, il Vaticano sceglie Betlemme, la città simbolo per eccellenza della cristianità, la città dove nacque Cristo.
In Piazza della Mangiatoia, il cardinale Anders Arborelius benedice la Papamobile e le ambulanze in partenza verso Gaza.
La Papamobile viene rinominata “Veicolo della Speranza”.
Passano giorni, settimane e poi mesi ma gli occupanti israeliani non consentono alla Caritas di fare entrare il Veicolo della Speranza a Gaza.
I rappresentanti del Vaticano e della Caritas chiedono più volte spiegazioni ma Israele si prende gioco di loro inventando storie assurde.
“Non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione”
E poi ancora: “I materiali sanitari all’interno della Papamobile potrebbero finire nelle mani di Hamas ed essere usati come armi”.
E intanto la Papamobile, trasformata in un gioiello della tecnologia medica, in grado di curare 200 bambini al giorno, è ancora lì, dopo sette mesi, sotto una teca in un parcheggio a pochi metri da Piazza della Mangiatoia in attesa di raggiungere i bambini di Gaza.
In uno stupendo articolo scritto dal cardinale Arborelius su ICN, Independent Catholic News (*link nel primo commento) il cardinale si rivolge alle autorità israeliane, chiede, quasi supplica, di lasciare entrare il Veicolo della Speranza ma non rinuncia a scrivere: “Negare le cure mediche ai bambini significa oltrepassare un limite morale che dovrebbe turbare tutti”.
Limite morale che non turba i leader politici occidentali che ostentano senza ritegno la loro fede cristiana ma restano in un vile silenzio mentre la colonia di plastica denominata Israele umilia il Vaticano prendendosi gioco delle ultime volontà di un Papa.
Che schifo!
Ripugnanti.
Israele è la menzogna, è il male.
Nell’universo sionista, un universo sterminatore e razzista.
Sino a che non saranno fermati con le armi il cancro che sono si estenderà senza limiti.
Sono fatti così.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male.
Un male ripetuto, ostinato, convinto.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Ovunque esiste e agisce, Israele fa il deserto. Un deserto pieno di armi e di morte.
Buone notizie.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Alcune azioni del Ku Klux Klan israelitico nel mese di aprile 2026.
Ku Klux Klan israelitico.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male.
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male
Se esiste il male assoluto, Israele è questo male.
Benvenuti
Madonna che schifo è Israele…
Il sionista Tajani deve fare il suo compitino, deve formulare la sua protestina.
Immagino che in Israele gli ridano dietro. Giustamente.
Una suora francese aggredita da un ebreo di 36 anni davanti al Cenacolo sul Monte Sion a Gerusalemme.
https://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2026/05/Suora_Israele.mp4
E i cristiani, il Pontefice Romano, le guide delle comunità luterane e calviniste in Europa, tutti zitti.
Come se fossero immobilizzati dal viso della Gorgone israeliana.
Costringere le persone, bambini compresi, a vivere con i topi.
Se c’è un male assoluto, Israele è questo male.
Il nemico di Israele.
Far morire di sete le persone.
Se c’è un male assoluto, Israele è questo male.
Vladimiro Giacchè ha ragione solo in parte.
Non ‘Nazis as usually’ ma ‘Beyond Nazism, as usual’.
A mia conoscenza, da questa signora non è stato detto nulla sul massacro di decine di migliaia di bambini palestinesi, sulla totale distruzione di Gaza, sull’ODIO senza limiti che Israele incarna ed esprime.
Emblematico.
L’esercito e i cosiddetti ‘coloni’ di Israele sono un’orda che massacra i bambini.
Israele è un’entità sterminatrice, todo modo.
L’esercito di Israele è un’orda che cancella i diritti degli altri popoli.
L’esercito di Israele è un’orda che massacra i bambini.
L’esercito di Israele è un’orda che priva uomini, vecchi, donne, bambini delle loro case e delle loro vite. Siamo al di là del nazismo.
L’esercito di Israele è un’orda di banditi.
Il 25 aprile contro la barbarie e il razzismo sionista.
Ecco come si manipola una notizia, ecco come si trasforma la realtà, ecco come si diffondono bugie a favore di Israele.
L’esercito di Israele è un’orda sadica, patologica, malata.
L’esercito di Israele è un’orda orgogliosa della propria ferocia.
L’esercito di Israele è un’orda di sadici e di razzisti.
Barbari. L’esercito di Israele è un’orda di barbari feroci e saccheggiatori.
Un civile palestinese è stato colpito alla testa e ucciso mentre dava da mangiare ai gatti.
Israele è l’orrore.
Si, ho guardato le foto e ho letto le didascalie. Tutto questo è davvero orribile, senza pietà, senza tregua, senza alcuna speranza. Ammiro il tuo impegno, speso nella quotidiana denuncia delle atrocità perpetrate dall’esercito di Israele. La disumanità della condizione dei palestinesi è tale da essere, letteralmente, non rappresentabile se non per singoli e isolati frammenti. Esprimo ancora una volta il mio pieno sostegno alla tua quotidiana e coraggiosa segnalazione di quanto accade. Non so immaginare come un popolo -confinato in quella situazione di criminale ferocia e brutalità che caratterizza l’esistenza dei “dannati della terra”- possa trovare le energie e le speranze per modificare in meglio la sua tragica condizione. No, temo che non ci sia alcuna via d’uscita.
Andrea Zhok, 21.4.2026
Quattro giorni fa Haaretz, unico giornale d’opposizione in Israele, ha pubblicato un articolo dal titolo “I Felt I Was a Monster” (17/04/2026). L’articolo parte dalla presentazione di un soldato israeliano psicologicamente tormentato e che afferma di temere più di tutto la vendetta. Nel corso dell’articolo vengono ricordati attraverso testimonianze o documenti alcuni fatti avvenuti durante la demolizione della striscia di Gaza (una goccia nel mare di quelli noti, ma comunque).
Si parla di soldati che urinano su un detenuto legato e bendato, ridendo e scherzando. Si parla di interrogatori dove i detenuti vengono torturati stringendo fascette di plastica intorno ai loro genitali. Si parla di un ufficiale che giustizia un palestinese disarmato che si era arreso con le mani alzate, per poi insabbiare l’episodio facendo credere fosse un “terrorista armato”. Si parla di un carro armato che spara e uccide cinque civili palestinesi che attraversano una linea, seguito da un bulldozer D9 che seppellisce i corpi nella sabbia. Si parla di innumerevoli casi di soldati dell’IDF che aprono il fuoco su civili disarmati, compresi coloro che cercano cibo durante la carestia causata dal blocco imposto dal governo israeliano. Si parla del saccheggio di case palestinesi, di interni bruciati, piscio sugli oggetti personali delle famiglie sfrattate, per il divertimento collettivo.
La tesi di fondo che sostiene l’articolo è che i soldati israeliani stiano soffrendo di gravi traumi per ciò che hanno fatto o che hanno visto fare ai propri commilitoni.
Due osservazioni mi paiono opportune.
La prima deve partire dalla constatazione che le atrocità ricordate nell’articolo sono solo una piccola parte, e non la più ributtante, di quanto fatto dall’esercito israeliano. (Non mi risulta ci siano precedenti altrove nel mondo di stupri e sevizie sui prigionieri, accertati con filmati giunti al pubblico internazionale, e seguiti da un’assoluzione in tribunale dei torturatori.) Detto questo, comunque, gli eventi ricordati su Haaretz, sono parte di un repertorio che ricalca in maniera impressionante alcuni dei momenti più abietti del nazifascismo.
E l’unico modo che Haaretz ha per presentare questi eventi al pubblico israeliano (all’esigua minoranza critica) è di presentarlo invocando la pietà umana per i soldati traumatizzati dallo schifo cui hanno partecipato. Ecco, già questo impianto narrativo ci dice come nella società israeliana si sia introiettata senza resti l’idea che l’unico soggetto umano del cui sguardo val la pena curarsi è un ebreo israeliano. Se tortura e uccide innocenti, la vittima resta fuori scena, mentre chiediamo compassione per le ripercussioni psicologiche sul carnefice. Questo, temo, sia il problema di fondo, da cui tutto il resto discende.
La seconda osservazione deriva dallo scandalo suscitato recentemente dall’immagine di un soldato dell’IDF, nel sud del Libano, che distrugge a colpi di mazza una statua di Gesù Cristo in croce. L’immagine ha fatto il giro del mondo, ha suscitato reazioni politiche e ha persino costretto, credo per la prima volta, il primo ministro israeliano Netanyahu a prendere le distanze e a promettere un intervento sanzionatorio nei confronti del soldato.
Ora, per chiunque abbia un’idea, anche limitata, del messaggio cristiano, non può che risultare incredibile che nessuna cancelleria europea si muova per migliaia di crimini di guerra documentati, stupri, torture, assassini a sangue freddo di cittadini inermi, fucilate sui bambini, bombardamenti incendiari sui campi profughi, ecc. (di cui molti ammessi e ripresi dai media israeliani), per poi sollevare rimostranze di fronte alla dissacrazione di un’immagine.
Infatti, se c’è una cosa per cui il messaggio cristiano si erge in contrasto polemico fortissimo verso la precedente tradizione ebraica è proprio il rigetto del formalismo, del legalismo, del culto dell’apparenza esteriore rispetto alla pietà umana.
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Matteo, 23, 27-28)