Da Giosuè a Teheran
Aldous, 22 aprile 2026
Pagine 1-2
«Ogni luogo che calcherà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè. Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Ittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini. Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; non ti lascerò né ti abbandonerò» (Giosuè, 1, 3-5; Bibbia di Gerusalemme, Edizioni Dehoniane, Bologna 1988, p. 407).
Siamo sempre lì, siamo sempre a questa promessa di un Dio/Arconte al suo Popolo Eletto. Una promessa che ha prodotto guerre e stermini di ogni genere, dal XII secolo a.C. (epoca alla quale si riferiscono i fatti narrati nel Libro di Giosuè) sino al XXI secolo d.C.
Una riflessione sulla continuità dell’ebraismo dagli eventi biblici al presente.
L’articolo è uscito anche su girodivite.it





