Gli eventi umani, i fatti sociali, le strutture politiche sono guidate, tra le altre, da una dinamica che possiamo chiamare piano inclinato: una volta che la pallina è messa in moto, essa acquista nel tempo e nello spazio velocità, sino a non poter più essere fermata e, alla fine, a schiantarsi.
Sin da quando nel giro di poche ore il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte decise nel marzo del 2020 il confino generalizzato dei cittadini italiani, e analoghe e insieme diverse decisioni venivano prese da altri governi europei, sapevo che si sarebbe arrivato a questo: che io e tanti altri cittadini saremmo diventati dei reietti, dei paria, dei «negri, ebrei, comunisti», come recita una canzone.
L’istinto gregario (la servitù volontaria); il terrorismo di giornali e televisione (infodemia); ciò che Friedrich Dürrenmatt definisce «la terribile stupidità del mondo» (L’incarico, Adelphi 2012, p. 104), insieme a particolari contingenze, interessi e viltà producono la discriminazione tra gli esseri umani sino, a volte, alla loro estirpazione. L’Europa, mia madre, ha creduto di essersi affrancata per sempre dalle ondate di fanatismo e di oscurantismo. Naturalmente non è così: nella vita umana, individuale e collettiva, il per sempre non esiste.
E quindi vediamo in atto una forma di totalitarismo nuova ma dai caratteri ancora fortemente novecenteschi: informazione sottoposta ai governi, discriminazione simbolica e prassica nei confronti di categorie ben identificate di cittadini dei quali si decreta la morte sociale (apartheid), violenza psicologica, minacce e insulti verso chi non è d’accordo con alcune decisioni delle autorità in carica.
Nello specifico, una società decente (come la definirebbero Popper o Barrington Moore) sarebbe quella nella quale chi vuole si vaccina e chi non vuole non lo fa, data anche la grande incertezza scientifica che involve la questione. E invece no: gli impulsi profondamente autoritari dei singoli e delle collettività (si possono in questo senso anche chiamare «fascisti») portano a dire, a volere, a gridare: «obblighiamoli!»
Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è un perfetto esempio di «fascismo del XXI secolo», capace di coniugare conformismo mediatico, violenza delle polizie e biopolitica.
Il significato di tutto questo è ben riassunto in un breve e lucido testo di Giorgio Agamben, uno dei non molti filosofi contemporanei che abbiano compreso sin dall’inizio a cosa avrebbe condotto il piano inclinato.
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Cittadini di seconda classe
Come avviene ogni volta che si istaura un regime dispotico di emergenza e le garanzie costituzionali vengono sospese, il risultato è, come è avvenuto per gli ebrei sotto il fascismo, la discriminazione di una categoria di uomini, che diventano automaticamente cittadini di seconda classe. A questo mira la creazione del cosiddetto green pass. Che si tratti di una discriminazione secondo le convinzioni personali e non di una certezza scientifica oggettiva è provato dal fatto che in ambito scientifico il dibattito è tuttora in corso sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini, che, secondo il parere di medici e scienziati che non c’è ragione di ignorare, sono stati prodotti in fretta e senza un’adeguata sperimentazione.
Malgrado questo, coloro che si attengono alla propria libera e fondata convinzione e rifiutano di vaccinarsi verranno esclusi dalla vita sociale. Che il vaccino si trasformi così in una sorta di simbolo politico-religioso volto a creare una discriminazione fra i cittadini è evidente nella dichiarazione irresponsabile di un uomo politico, che, riferendosi a coloro che non si vaccinano, ha detto, senza accorgersi di usare un gergo fascista: “li purgheremo con il green pass”. La “tessera verde” costituisce coloro che ne sono privi in portatori di una stella gialla virtuale.
Si tratta di un fatto la cui gravità politica non potrebbe essere sopravvalutata. Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Il bisogno di discriminare è antico quanto la società e certamente forme di discriminazione erano presenti anche nelle nostre società cosiddette democratiche; ma che queste discriminazioni fattuali siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare.
16 luglio 2021
Giorgio Agamben
Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-cittadini-di-seconda-classe
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[Questo articolo è stato pubblicato anche in Girodivite e Corpi e politica]






Con l’obbedienza universale all’inganno del Covid19 si sono spalancate le porte alle peggiori distopie, quelle che intendono dominare i corpi sin dalla nascita, sin dentro le cellule. In nome, ovviamente, della ‘salute’.
Nella sciagurata circostanza della falsa ‘vaccinazione salvifica’ avevo parlato di ‘piano inclinato’. Mi addolora aver avuto ragione.
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SEQUENZIAMENTO UNIVERSALE
di Marco Cosentino, 13.3.2026
https://www.gov.uk/government/publications/10-year-health-plan-for-england-fit-for-the-future/fit-for-the-future-10-year-health-plan-for-england-executive-summary
Mi sono imbattuto stasera casualmente in “Fit for the Future”, il piano sanitario decennale che l’Inghilterra pare abbia lanciato nel luglio 2025. Nel documento si dichiara l’intenzione di modernizzare il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) attraverso tre linee d’azione principali: spostare l’assistenza dagli ospedali alle strutture territoriali, passare dall’analogico al digitale e concentrarsi sulla prevenzione piuttosto che sulla cura delle malattie. I rischi intrinseci a obiettivi del genere sono molteplici e certo non basta un post social per elencarli, sebbene sia certo che in gran parte posano essere chiari e ovvi, il che peraltro non ne attenua e se mai anzi ne aggrava la pericolosità. Scorrendo il testo tuttavia si scoprono alcuni passaggi di portata se possibile ancora più preoccupante, come ad esempio quello in cui si dichiara tranquillamente di arrivare al sequenziamente genetico alla nascita universale. Sequenziamento genetico alla nascita universale.
Ovviamente in nome della prevenzione. L’idea è cioé di affibbiare a ogni nuovo nato infinite stigmate di rischio per patologie future, basandosi su marcatori genetici i quali, salvo rarissime eccezioni, sono del tutto inaffidabili e soggetti a imprevedibili falsi positivi e negativi. La conseguenza più immediata sarà di rendere tutti fin dalla nascita del pazienti in potenza, tutti malati e dunque inseriti in programmi sanitari e prima ancora classificati come tali con implicazioni distopiche infinite.
Si pensi al percorso scolastico e formativo, all’inserimento lavorativo, al matrimonio e alla costruzione diuna famiglia, al diritto alle cure, alle coperture assicurative e via dicendo, tanto che al confronto le opere di George Orwell e Aldous Huxley saranno al più letture per l’infanzia con le figurine da colorare. Buona fortuna!
ALLE ARMI!
Numerosi lettori di questo sito sono in età di leva, anche le ragazze. Altri sono genitori giovani. Miei cari amici, siete pronti e pronte a combattere nell’Est dell’Europa (e, se necessario, a morire) per difendere i valori dell’occidente?
Quel foglio NATO che è la Repubblica chiude con una pensosa affermazione: forse i giovani europei e italiani «potrebbero non essere d’accordo» a morire per gli interessi della finanza globalista. Già, questo è un vero problema.
Ma i potenti mezzi di informazione li convinceranno che in nome della libertà dei banchieri e degli industriali delle armi è bello anche morire (in effetti i media occidentali sono capaci di convincere di qualunque cosa; lo hanno dimostrato).
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L’occidente liberale (e l’Unione Europea come sua espressione) garantisce pienamente i diritti e le libertà dei suoi cittadini, anche tramite un’informazione che chiede conto alle autorità delle loro decisioni. Senza libera stampa non c’è democrazia, lo dicono sempre.

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L’occidente liberale (e l’Unione Europea come sua espressione) garantisce pienamente i diritti e le libertà dei suoi cittadini.

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L’estrema destra nella Ue è la Ue
il Simplicissimus, 21.10.2025
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Ci si potrebbe legittimamente chiedere come mai l’Agenzia europea del farmaco abbia ordinato la cancellazione di tutti i dati sugli effetti avversi del vaccino contro il Covid. Si tratta di dati comunque preziosi per la medicina e la loro soppressione non ha altro senso se non nascondere l’ampiezza estrema di tali effetti e salvare così tutto l’ambiente sanitario dalla condanna che il tribunale della storia pronuncerà fra qualche anno. Per l’intanto si cerca di nascondere le prove. Ma ci si potrebbe anche chiedere come mai Jürgen Todenhöfer, ex deputato della Cdu e ormai 84enne, sia stato arrestato dalla polizia di Monaco per aver scritto sui social: “Signor Netanyahu, la sua coscienza non protesta mai quando fa ai palestinesi quello che i maledetti nazisti hanno fatto agli ebrei?”. Una frase quanto mai rispettosa rispetto a ciò che è accaduto a Gaza e che ancora sta accadendo. Ma in un certo senso si tratterebbe di domande retoriche perché mentre la narrazione pubblica, guidata da un’ informazione completamente dentro la rete dell’oligarchia continentale, strilla sul pericolo di una fantomatica estrema destra in Europa ce n’è una vera e reale: ovvero proprio la Ue. Sì, quella che alla fine è stata costretta a gettare la maschera, a investire tutto il proprio capitale sulla guerra e sulle politiche antisociali che ne derivano così esplicitamente che ci si chiede se causa ed effetto non vadano invertiti.
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Tutto questo è stato travestito troppo a lungo da centrismo: quello fasullo di Macron destinato a prendere in trappola i fermenti popolari; quello alla radice del progetto Pd, il cui scopo reale era quello di espungere tutto ciò che rimaneva della sinistra ideologica, tentando però di conservarne l’elettorato; quello della Merkel e dei suoi successori dementi; quello di Tony Blair che oggi fa il capocantiere a Gaza e che ha trasformato il partito laburista in un feudo delle classi medio alte afferenti che, mentre fantasticavano sulla fantomatica intelligenza collettiva che sarebbe scaturita dalla rete e dalla tecnologia, avevano come prospettiva solo e soltanto la loro individuale prosperità a danno degli altri. Ma questa borghesia, come accadde tra le due guerre mondiali, è completamente impazzita per mancanza di prospettive reali oltre al saccheggio dei redditi dei ceti popolari, ma soprattutto per il timore inconscio che la festa stesse per finire, paura che ha segnato gli ultimi 15 anni dopo la crisi del 2008. L’europeismo è stata la loro parola d’ordine e dal momento che esso è di fatto una guscio vuoto di ogni cosa salvo che di retorica, nel giro di un decennio ha portato alla mutazione che vediamo: con l’affermazione di un nazionalismo continentale, che nel suo desiderio di abbattere la Russia, rassomiglia come una goccia d’acqua all’estrema destra degli anni Venti e Trenta del secolo scorso.
Se a questo aggiungiamo le violazioni sempre più massicce e sistematiche della libertà di informazione e del suffragio popolare all’interno dell’Ue, ci avviciniamo ancora di più alla nozione di estrema destra. Fondata come associazione di democrazie liberali, l’Europa si sta trasformando in uno spazio delirante per il quale il paragone con il passato è ineludibile. Del resto la costruzione di un’Europa post-nazionale – un progetto illusorio se si considera la diversità del continente – ha portato all’espansione di una Unione raffazzonata e instabile nell’ex spazio sovietico, provocando inevitabilmente lo scontro con la Russia, benché quest’ultima fosse indispensabile al modello industriale che in un modo o nell’altro era stato il cuore dell’ economia europea. Ecco perché possiamo parlare di pazzia. Thomas Fazi ha aggiunto, nel corso di un dibattito con Emmanuel Todd, che l’insieme di queste situazioni ha determinato il ruolo cruciale della von der Leyen, nell’elaborazione del regime di sanzioni contro la Russia e nel garantire l’allineamento o meglio, la subordinazione dell’Unione alla strategia aggressiva Usa-Nato. Il che è l’ennesima dimostrazione di come i temi propri dell’europeismo non fossero che una vernice su un progetto chiaramente oligarchico. “Utilizzando la crisi ucraina per ampliare surrettiziamente i poteri della Commissione, a spese del Consiglio e degli Stati membri, von der Leyen è riuscita ad assumere di fatto il ruolo di “comandante in capo” dell’Unione, garantendo una risposta molto più aggressiva – e un contraccolpo economico molto più distruttivo – di quanto avrebbe probabilmente comportato un approccio intergovernativo più consensuale. In altre parole, la ricerca delle cause strutturali sottostanti la mancanza di competitività dell’Ue ci riporta ancora una volta… all’Ue stessa”.
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Insomma, un costrutto politico votato alla competizione intercapitalista, alla fine è diventato il motore immobile della stagnazione, della disuguaglianza sociale, della perdita di competitività, dell’emarginazione geopolitica e infine di un vistoso decadimento democratico. Qualcosa che è già morto, ma che continua a non accorgersene.
Un video di 6 minuti, semplice e coraggioso, documenta l’incedere nelle società occidentali di un atteggiamento guerrafondaio, della menzogna, della censura, della violenza istituzionale.
Lo avevamo detto, è un piano inclinato.
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Palermo 2025
Andrea Zhok, 5.10.2025
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Per capire come ti vedevano gli ‘altri’ durante la pandemia, guarda come ora tu vedi gli ‘altri’ che sfilano alle manifestazioni. Ti ingenerano frustrazione, fastidio?
Chiediti perché.
Ma onestamente.
Perché forse in questo disagio, c’è la ricerca di un alibi per non impegnarti in un qualcosa in cui senti che dovresti, ma tutto sommato non ne hai voglia.
Perché non ti ci riconosci.
E va bene pure così.
Ma non riversare il tuo odio e il tuo fastidio sulla causa. Perché quella è giusta. E resta giusta idipendemente da chi scende in piazza. È la causa quella che conta.
Chi gestisce il potere conosce alla perfezione questi meccanismi meschini. Lo hai provato sulla tua pelle. Per questo dovresti sapere che nel dubbio è meglio astenersi. Perché la guerra tra poveri indebolisce la causa e rafforza i padroni. Loro ci vogliono divisi.
Pazienza se oggi sul carro dei ‘vincitori’ ci saltano frotte di opportunisti. Ne abbiamo visti a vagonate anche per le nostre battaglie.
Quando sentivo ripetere che noi eravamo i ‘risvegliati’, mi sono permesso più volte di mettere in guardia dal peccato di superbia. Le vittime di ieri possono trasformarsi nei carnefici di domani.
C’è una propaganda per tutti.
Guardate quelle bestie con la bava alla bocca che sbraitano in TV.
Sono l’esatto corrispondente di quelli che si accanivano contro di noi. Per sminuirci. Per ridicolizzarci. Per mettere zizzania. Per dividere.
Sono loro i veri nemici.
È contro di loro che dobbiamo batterci.
Siate superiori.
Siate adulti.
Vinceremo soltanto quando riusciremo a rompere il giochino. Quando impareremo a fiutare la trappola per tempo.
La guerra tra i tanti con la vista corta e la rosicata sempre in tasca, rafforza i pochi con la vista lunga e che sanno mettere il risultato davanti a tutto il resto.
Se anche questa volta in molti mi volteranno le spalle, me ne farò una ragione, come la volta scorsa.
Ma voglio restare seduto dalla parte giusta della Storia.
La caricaturizzazione in chiave estremistica di questioni sociologiche e politiche di capitale importanza, serve esclusivamente a tenere i cittadini mille miglia lontani dal buon senso, in modo tale che non raggiungano mai quella massa critica necessaria per farsi valere.
Accanto ad elementi di assoluto buon senso, nell’uno e nell’altro schieramento, si mescolano elementi grotteschi, irricevibili per l’opposta fazione
All’interno di ciascun posizionamento le persone normodotate (la maggioranza) accettano le idiozie inserite nel “pacchetto ideologico” per far valere nel contempo la parte di buonsenso da contrapporre alla curva opposta della tifoseria.
Tra di loro le curve discutono anteponendo la componente ragionevole del proprio impianto dialettico e rinfacciandosi la parte demenziale del discorso altrui.
Quando provi ad argomentare con l’una o l’altra parte che quei “pacchetti ideologici” contengono ciascuno una polpetta avvelenata, vieni automaticamente incasellato nell’altro schieramento.
Nessuna delle due tifoserie riesce ad intravedere l’artificio.
E’ un dibattito creato ad arte del quale sono stati stabiliti fin nei minimi dettagli i contorni.
La strategia è identica ovunque.
Assoluto buon senso in entrambe le parti in conflitto, mischiato a balle sesquipedali.
Il risultato sono due curve in lotta perenne, tenute lontane dalla posizione ragionevole che genererebbe unità.
Divide et impera, sempre quello.
Viene ormai apertamente richiesta, proclamata, pretesa, ordinata la cancellazione delle libertà di pensiero, di espressione e di critica verso le verità stabilite da chi governa. Una delle tante prove che ogni visione progressiva, ottimistica e dialettica della storia è una visione errata.

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Il piano inclinato del liberal-totalitarismo procede inquietante, inesorabile.

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La Romania dice ancora no alla guerra: Ue nel panico
il Simplicissimus, 5.5.2025
Non ce l’hanno fatta: i despoti della Ue non sono riusciti a risolvere la questione romena. Prima hanno fatto carte false per invalidare le elezioni del 24 novembre scorso perché il candidato in testa al primo turno era stato, a sorpresa, Calin Geogescu, fautore della pace con la Russia, nonché critico sia verso la Nato, sia verso la Ue, accusata di trascurare gli interessi della Romania, soprattutto per quanto riguarda le politiche agricole. Poi visto che rimaneva in testa nei sondaggi per le nuove elezioni sostitutive lo hanno messo agli arresti domiciliari impedendogli di fare campagna elettorale e in seguito lo hanno escluso dalla competizione per maggiore sicurezza. Ma ieri questo castello di corruzione e malaffare politico è crollato: il candidato scelto dal partito di Georgescu per sostituirlo, George-Nicolae Simion, ha sbaragliato gli altri quattro concorrenti arrivando al 41 per cento, il doppio dell’avversario più vicino. Nella cartina in apertura del post potete vedere in arancione le aree del Paese in cui è risultato vincitore: dovunque a parte Bucarest e Cluj, ovvero le roccaforti “woke” dove hanno prevalso i suoi avversari.
La vittoria di Simion è maturata non soltanto nell’indignazione per l’annullamento delle elezioni, ma anche in un colpo strategico da maestro: nel dibattito televisivo fra i candidati per la presidenza del Paese, si è presentato ribadendo l’illegalità dell’annullamento delle elezioni originali e sostenendo che al suo posto avrebbe dovuto esserci Georgescu. “Il modo in cui la democrazia è stata calpestata è stato orribile. Così per rispetto della democrazia e del popolo romeno, non posso prendere parte a questo dibattito elettorale e sarò dall’altra parte del Paese con i romeni, con la nazione romena e per il popolo romeno. Grazie mille e buona serata”. È stata questa la mossa che ha determinato la sua schiacciante vittoria di ieri.
Ora bisogna attendersi il disperato tentativo di Bruxelles per impedirgli di vincere il secondo turno, dopo il quale il presidente Simion nominerà probabilmente Georgescu come primo ministro. Verranno usati tutti i mezzi per impedire la defezione della Romania dalla politica guerrafondaia della Ue, anche perché, assieme a Ungheria e Slovacchia, si comincerebbe a formare un consistente asse del no al bellicismo di Bruxelles, agli affari dei fabbricanti armi, alle scelerate politiche agricole condotte con il pretesto del Net Zero e tutto diventerebbe più difficile per la von der Leyen e la sua banda criminale. In ogni caso la Romania era uno dei Paesi su cui le oligarchie della guerra contavano per proseguire ad oltranza il conflitto con la Russia e una sua uscita di scena da tale scenario, è un colpo non da poco.
Nella vicenda entra, sia pure di striscio, la detenzione di Reiner Fuellmich, un avvocato tedesco di fama internazionale le cui cause in difesa dei consumatori contro colossi aziendali come Volkswagen, Kühne & Nagel e Deutsche Bank, sono state dei punti di riferimento. Ma ha commesso l’errore di creare il Comitato investigativo sul Coronavirus, il cui scopo era quello di far luce sulle azioni dei governi, delle istituzioni pubbliche e della comunità medica nel contesto della cosiddetta “pandemia. È stato arrestato con un pretesto, peraltro caduto e sostituito con un altro che normalmente in Germania comporta soltanto una sanzione ed è in galera da oltre un anno. Le tesi sue e dei suoi avvocati sono state silenziate perché le argomentazioni non vengano conosciute e non turbino le coscienze. Si tratta dell’esempio più eclatante di caduta dello stato di diritto. Caso singolare, Georgescu al tempo in cui si preparavano le elezioni poi annullate, aveva più volte parlato della ingiusta detenzione di quello che oggi è un vero prigioniero politico e in una vicenda, quella pandemica, in cui entra direttamente la von der Leyen con le sue trattative private sui vaccini. Certo è un argomento molto marginale, ma l’impressione è che ogni anello della catena di presa di potere delle oligarchie, che ha trovato nella pandemia il suo fulcro o, quantomeno, il suo inizio, viene accanitamente difeso come se un cedimento in qualunque parte possa portare a un crollo generale.
Polizia criminale, kapò del vaccino.
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Senza mascherina, fu arrestata durante il Covid: assolta. «Ora chiederemo risarcimenti»
FirenzeToday, 31.3.2025
Venerdì scorso, 28 marzo 2025, “Sonia Di Domenicantonio, giudice monocratico penale del Tribunale di Firenze, dopo un processo durato quattro anni, ha assolto con formula piena la signora Barbara Arcidiacono, fermata in strada senza mascherina nel 2020 mentre portava a spasso il proprio cane, immobilizzata da quindici vigili urbani, ammanettata ed arrestata”.
A renderlo noto, con un comunicato stampa congiunto, gli stessi difensori della donna, gli avvocati Edoardo Polacco, Andrea Fusi Martinucci e Guglielmo Mossuto (quest’ultimo è anche consigliere comunale della Lega).
“Barbara Arcidiacono, medicata al pronto soccorso per le ferite riportate durante l’ammanettamento, fu denunciata dai vigili urbani per resistenza a pubblico ufficiale e perseguita dalla Procura della Repubblica di Firenze. Durante il lungo procedimento penale, sono emersi ulteriori inquietanti dettagli”, che gli avvocati difensori, si legge ancora, hanno definito “pericolosi per la democrazia italiana”.
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“È stato testimoniato in udienza da un ulteriore avvocato che alla Arcidiacono fu strappato di mano il telefono, dagli stessi vigili, mentre chiamava il proprio legale per essere assistita durante l’arresto, impedendo quindi alla stessa un diritto ineludibile e fondamentale del diritto italiano, quello di essere assistiti da un legale fin dall’inizio di qualsiasi procedimento penale”, scrivono gli avvocati.
“Grande perplessità e preoccupazione ha destato il fatto che durante questo processo la Procura di Firenze oltre ad archiviare la querela della signora aggredita, ha chiesto il processo per gli 84 testimoni che quella mattina filmarono l’operazione di polizia con l’ammanettamento della Arcidiacono. Nonostante tale netto tentativo di incanalare un processo di condanna dell’Arcidiacono anziché dei vigili urbani denunciati dalla stessa, il Tribunale di Firenze e per esso il giudice Sonia Di Domenicantonio, ha restituito alla signora Arcidiacono l’onore civile dell’assoluzione dall’incredibile storia in cui è stata coinvolta”, rivendicano i difensori di Arcidiacono, che preannunciano “azioni legali di risarcimento del danno della propria assistita”.
Soros finanzia la guerra con Musk e la Tesla
il Simplicissimus, 26.3.2025
Abbiamo visto negli ultimi due mesi una straordinaria trasformazione della Tesla da oggetto di culto a simbolo da bruciare come sta accadendo in America. Certo è strano che da un giorno all’altro chi voleva “salvare il pianeta” e contemporaneamente fare il figo girando per qualche chilometro su un’auto che la plebe non può permettersi, sia diventato un anti Tesla e questo contemporaneamente in tutto il mondo, come se ci fosse una specie di ordine del giorno. La mutazione non riguarda l’oggetto, ma il proprietario del marchio che è passato da essere “visionario”: Musk, accomodandosi nell’amministrazione Trump si è trasformato tout court in un “nazista”, come si dice nei salotti bene dove il maggior peccato è avere un po’ di sale in zucca, un po’ di buon senso e al limite qualche larva di idea. La rapidità di questa trasformazione e la caduta degli ordini per un’auto a pile “politicamente corretta” è troppo insensata per non pensare a qualcosa di coordinato: ho ancora abbastanza fiducia nell’umanità per pensare che un’idea così stupida si diffonda nel giro di 48 ore senza quale “aiutino”.
E infatti è così: si è scoperto che i “moti” anti Tesla hanno avuto come centrale di diffusione una organizzazione no profit, la Indivisible Project, finanziata da Soros e che fa parte di quella costellazione di ambigui organismi che ha sostenuto Blm e la cancel culture. E non appenai responsabili hanno capito che la loro copertura era saltata, si sono affrettati a cancellare i contenuti delle pagine Web. Ma intanto si erano accumulate troppe evidenze della loro funzione. Vi lascio il link ad un articolo molto completo sull’argomento e che oltretutto esamina l’intreccio di finanziamenti che promanano da Soros. l’intreccio dei personaggi che fanno da tramite e decine di link a segnalazioni di una sorta di rivolta da far scoppiare il 5 aprile prossimo cominciando dal rogo delle Tesla.
Andrea Zhok, 10.3.2025
Esiste un detto latino che recita: “Quos vult Iupiter perdere, dementat prius” (“Giove fa prima perdere il senno a quelli che vuol mandare in rovina.”)
Ecco, io non so se ci abbiano messo lo zampino Giove, Odino, Jahvé, Ahura Mazda o altri sùperi.
Mi astengo da un’analisi delle probabili cause, anche se credo che molto ci sarebbe da dire sui processi tecnologici e sociali di annichilimento mentale che hanno avuto luogo negli ultimi decenni.
Sia come sia, oggi l’opinione pubblica occidentale, proprio come alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, mi sembra estensivamente preda di decadimento cognitivo.
Se andate a rileggere i toni e gli argomenti sui giornali degli anni 1900-1914, trovate elzeviri infiammati da una retorica tanto razionalmente vuota, quanto esplosiva. Al tempo intellettuali critici come Karl Kraus dalle pagine della “Fackel” cercarono di far ragionare, con sagacia e sarcasmo, la borghesia colta (la maggior parte della popolazione rimaneva esclusa dalla fruizione intellettuale).
Ma fu tutto inutile.
A titolo di curiosità, Wittgenstein ricevette lo stimolo decisivo ad occuparsi di chiarificazione semantica del linguaggio proprio a partire dalla frustrazione di fronte al catastrofico livello del discorso pubblico europeo di quegli anni.
Oggi, come allora, la capacità di trangugiare con grande seriosità e zero spirito critico tonnellate di menzogne animose, distorsioni strumentali e veline di regime è a livelli fuori scala.
Capita davvero di sentire gente, con piglio da cittadino pensoso e responsabile, farfugliare amenità come:
“Eh, ma cosa pensi che si possa fare a meno di un esercito?”
“Ma hai visto cosa ha fatto Putin dell’Ucraina, chi ti dice che noi non siamo i prossimi?”
“Facciamo prima l’esercito europeo, e poi faremo gli Stati Uniti d’Europa!”
Fino al definitivo:
“Se sei così putiniano, perché non te ne vai in Russia?”
Capacità di visionare realisticamente scenari storici pari zero.
Conoscenza dei processi strutturali, istituzionali, materiali e motivazionali nulla.
Principio di realtà estinto.
La mia sensazione è che questi livelli di disfacimento mentale non appartengano propriamente all’errore logico-concettuale, o solo in parte.
Piuttosto credo che essi corrano per lo più in parallelo con una condizione di profondo disagio esistenziale, una percezione acuta di cupio dissolvi. In un mondo in cui centinaia di milioni di persone sono state persuase che tutto ciò che la vita può promettere appartiene ad un catalogo Amazon, il desiderio recondito di violenza, rabbia, distruzione, vendetta contro il proprio destino, è lava ribollente sotto una crosta instabile.
E perciò argomentare lascia il tempo che trova: è come cercar di convincere un tossico che la droga fa male; se ti darà ragione sarà solo nella misura in cui darti ragione lo porterà alla prossima dose. A prevalere non sono le ragioni della mente, ma un’oscura brama organica.
Un caro amico ha citato come atteggiamento adatto a questi tempi di rovina l’heideggeriana Gelassenheit, approssimativamente traducibile come l’accettazione di ciò che il destino ci riserva.
Forse ha ragione.
Forse lasciare che il fuoco bruci fino ad estinguere tutto il materiale atto a combustione è davvero un atteggiamento raccomandabile, persino saggio.
Solo che qui, alla fine, contrariamente a molte chiacchiere contemporanee, nessuno sceglie ciò che è.
E per alcuni caratteri, forse difettati, accettare serenamente la catastrofe non è mai un’opzione.
«Adesso per lo meno abbiamo una conoscenza di prima mano su come i fascismi europei si sono affermati».
Esatto
Leggeri fascismi
il Simplicissimus, 17.1.2025
In Italia si discute il “decreto sicurezza” che tuttavia riguarda solo marginalmente i cittadini e la loro incolumità, bensì il milieu politico visto che essenzialmente si prevedono pene e sanzioni contro le proteste di piazza, scudi legali per la polizia e persino aggravanti per chi si oppone alle grandi opere. Più chiaro di così non potrebbe essere: con il pretesto della sicurezza si tenta di reprimere il diritto di dire no al circuito politica – affari a cui si è ridotta la vita pubblica italiana ormai da parecchi decenni. E non basta l’articolo 31 stabilisce che gli atenei italiani dovranno collaborare con i servizi segreti per controllare le opinioni di docenti e studenti. Ma questi sintomi sono presenti dovunque in Europa dove l’informazione – tanto per fare un esempio – trascura di riferire le gigantesche manifestazioni in Romania contro il golpe voluto (e pagato) da Bruxelles per annullare elezioni sgradite. Senza che la cosiddetta sinistra che grida contro il decreto sicurezza, dicendo che ci porta a uno stato di polizia, abbia nulla da dire. Sono solo parti in commedia recitata da un’unica compagnia.
Altrove questo processo è ancora più avanti, per esempio in Germania dove persino le elezioni sono a rischio di rinvio a tempo indeterminato o di operazioni rumene annunciate da Breton: basti pensare che il vicepresidente dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ha dichiarato che la critica ai media pubblici è un “pericolo per la democrazia.” Mentre il Ministro degli Interni dal canto suo ha inviato un memorandum minaccioso a tutti gli ufficiali di polizia federale, avvertendoli che l’appartenenza attiva a gruppi di “estrema destra” – ovvero l’Afd – potrebbe costituire una cattiva condotta professionale e giustificare il licenziamento. Entrambe le cose sono totalmente illegali secondo la legge fondamentale, ancora in vigore in Germania, e invece vengono dette da chi dovrebbe difenderla. In aggiunta a queste scandalose forme di repressione delle idee, l’ufficio statale per la protezione della Costituzione di Hessen, ha formato una divisione organizzativa per “analizzare le informazioni e coordinare le misure in merito alle opinioni che si accumulano sulle piattaforme dei social media.” E in specifico si tentano di colpire le manifestazioni pro Palestina.
Si tratta degli stessi argomenti tossici e profondamente disonesti che sentiamo dal 2016, quando Trump fu accusato di essere un agente di Putin. Le opinioni politiche scomode vengono ricostruite come “fake news mirate”, “manipolazione” e “disinformazione” provenienti da altri Paesi e attualmente dalla triade Putin-Musk-Zuckerberg. In questo modo si cerca di privare i cittadini del diritto alla libera espressione sotto la copertura del mantenimento della “coesione sociale” e della difesa della “nostra democrazia”. Questi dementi che sentono avvicinarsi la fine non vorrebbero altro che chiudere l’intera Internet, che è un’enorme spina nel fianco, specie dopo che alcuni social si sono sottratti alla censura. Non è un caso se sia fascismo che nazismo iniziarono il loro percorso proprio dal controllo delle fonti informative: allora si trattava di reprimere le opinioni contro lo Stato che peraltro coincideva con il partito unico, oggi invece si parla di disinformazione che in realtà non significa un bel nulla, visto che nessuno ha in mano la verità. La stessa sovrapposizione tra governi e Stato sembra ora essere di nuovo all’ordine del giorno. E in questo senso significa essenzialmente proteggere le menzogne sistematiche del mainstream, in mano a pochissime mani fidate, dall’analisi dei fatti.
Per esempio quando Zelensky su ordine dell’amministrazione Biden ha chiuso il gasdotto dal quale arrivava l’ultimo rivolo di energia verso l’Europa, giornaloni e televisioni hanno detto che la Russia aveva chiuso i rubinetti. E quando è stato troppo difficile nascondere la realtà perché lo stesso Zelensky si è vantato di tale operazione, si è inneggiato a un atto che danneggiava la cattiva Russia anche se naturalmente aumentava i prezzi per i cittadini. Peccato che per la Russia si tratta di perdite assolutamente marginali e trascurabili, mentre i raddoppio delle bollette in Austria colpisce in pieno i ceti popolari.
Adesso per lo meno abbiamo una conoscenza di prima mano su come i fascismi europei si sono affermati.
Livio Varriale, 19.12.2024
@liviovarriale
Sono passati quasi tre anni ed i calcoli preventivi erano corretti
La Russia era più forte dell’Ucraina
La Russia aveva più risorse umane e militari dell’Ucraina
Che la preparazione alla guerra era precedente all’invasione russa
Che il promotore di questa guerra rappresentava interessi economici marci sia suoi personali sia di cordata
Il condizionatore a cui abbiamo rinunciato non ha portato la pace
Finanziare una guerra persa sul campo sarebbe stato un bagno per lo stato sociale dei paesi EU
Che la Russia avrebbe conquistato i suoi territori senza che l’Ucraina li avrebbe ripresi
Che armare gli ucraini ha finito per ammazzare intere generazioni
Che il traffico di armi avrebbe generato un business marcio aprendo a un nuovo rischio di terrorismo
Che le sanzioni verso Mosca non avrebbero interrotto i rapporti con il resto del mondo
Che l’Europa ha fallito la sua missione nonostante i volti femminili di Von Der Leyen, Lagarde e Metsola abbiano rassicurato la popolazione. (Anche i finlandesi sono stati intortati dalla “splendida” Sanna Marin)
Che il factchecking non era per verità, ma per esigenze di stato.
Che la propaganda ha sostituito un’informazione poco credibile e quindi non efficace portando a metodi militari come la delegittimazione delle voci contrarie, liste di proscrizione ed a manipolazioni di algoritmi social e dei motori di ricerca.
Dopo tre anni si ripete lo stesso copione del Covid. I creduloni sono gli stessi e non si sono accorti per la seconda volta che a manovrarli ci fosse una manina in pieno conflitto di interessi con corporazioni e governi stranieri.
Questo è il vero danno dell’ analfabetismo funzionale: bastava la logica e la capacità critica per capirlo e invece vi siete affidati a giornalisti accompagnati dall’intelligence ucraina e profili con bandierine e senza volto sui social.
Da: Droga della menzogna e terribile realtà: da Musk alle guerre
il Simplicissimus, 6.12.2024
«La scienza la fanno i media in possesso della galassia globalista, da alcuni mediocri accademici in vista di una carriera che non potrebbero fare se non vendendo l’anima al diavolo e da burocrati governativi o incistati all’Onu. E questo vale per moltissimi campi: tutto ciò che sta accadendo e che ci travolgerà deriva in sostanza da favole, manipolazioni e falsi. Ma la realtà comincia a vendicarsi e in modo terribile, mentre la maggioranza delle persone, mastica il loto quasi ignara che la propria rovina è dietro l’angolo»
In Spagna cominciano le segregazioni climatiche
il Simplicissimus, 15.11.2024
Basta leggere le previsioni del tempo, ormai pochissimo accurate e tutte tese a trasformare qualunque evento meteorologico, anche il più banale, in qualcosa di epico o di drammatico, per capire in quale fiaba siamo capitati. È il mestiere di chi vive di clic e dunque di pubblicità, la peste del secolo scorso e di quello attuale. Ma non solo: questi siti meteo proponendo una narrazione apocalittica, contribuiscono ad accreditare direttamente o indirettamente le più sciocche panzane sul terribile cambiamento del clima dovute alla CO2, e anche a formare quella sensazione di paura e di impotenza di fronte ad eventi estremi che possono colpire in ogni momento. Che magari estremi non sono, ma vengono spacciati per tali: per esempio nei giorni scorsi abbiamo potuto leggere e vedere le immagini di una storica nevicata in Arabia Saudita: in realtà si trattava di grandine come si può vedere dalle foto qui sotto ed è un fenomeno non poi così raro. La vera neve è invece caduta abbondante nel 2021 nella regione montuosa di Aseer, cosa che peraltro accade ogni 4 o 5 anni in media. Ma nessuno se ne è fregato perché la paura allora era indirizzata al Covid.
Siamo arrivati al punto che alcuni scienziati nordici, ansiosi di secondare le narrazioni più idiote in cambio di visibilità e carriera, lanciano l’allarme sul fatto che questo potrebbe essere un inverno molto nevoso. Ma va là! Forse gli dovrei dire che da bambino giocavo a fare gli igloo dopo le nevicate e stavo a Bologna non a Capo Nord. Nessuno ne faceva un dramma, persino i cantieri continuavano a lavorare e io andavo a scuola su autobus con le catene che sbandavano a ogni curva, mentre gli agricoltori della zona allestivano i trattori con lame spazzaneve per liberare le strade.
Mi rendo conto che il quadro di insieme ha preso un po’ di righe, ma era necessario per introdurre la notizia del post. Ovvero che dopo Valencia in Spagna il clima è diventato il nuovo covid. È stato messo in piedi il medesimo schema: psicosi di massa attraverso un evento “shock” per imporre restrizioni draconiane e promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030. L’arrivo di un nuovo fronte temporalesco, nei primi giorni della settimana, sebbene molto più debole di quello che ha colpito Valencia a fine ottobre, ha portato alla militarizzazione della città e della sua area urbana, con relativa riproposizione del deja vu pandemico. Anche altri centri, peraltro lontani, sono stati coinvolti in questa specie di riedizione delle segregazioni covid, ad esempio Malaga: qui le persone si fanno la spia a vicenda per aver guidato o camminato sotto la pioggia, mentre a Granada tutte le attività (scuole, negozi, ecc.) sono state sospese a causa di una leggera pioggerella, del tutto normale, anzi inferiore al normale, in questo periodo. A questo si aggiunga che in pratica è stata fermata la circolazione ferroviaria su molte tratte in maniera del tutto ingiustificata, così come sono state evacuate 4200 persone a Malaga per l’allagamento di alcune stazioni della metro, cosa che altrove (a Roma per esempio, ma non solo) accade regolarmente ad ogni temporale. Insomma la drammatizzazione paga.
Ecco come la stampa spagnola descrive il blocco climatico: “L’Organismo di Coordinamento Integrato (Cecopi)) ha annunciato che, a causa del nuovo temporale, come misura preventiva, la circolazione dei veicoli privati sarà vietata dalle 18 di questo mercoledì alle 18 di giovedì in 20 comuni di Valencia. Sono esclusi da questa misura i viaggi urgenti debitamente giustificati per uno dei seguenti motivi: visita a centri, servizi e strutture sanitarie; rientro nel luogo di residenza abituale o di residenza familiare; assistenza e cura agli anziani, ai minori, alle persone non autosufficienti, alle persone con disabilità o particolarmente vulnerabili, così come per cause di forza maggiore o di emergenza.”
Tutto questo ci suona familiare: in effetti, le persone sono state messe in isolamento come se si trattasse di un virus. E c’è qualche elemento che potrebbe essere equiparato alla fabbricazione in laboratorio del Sars Cov 2: il disastro di Valencia, anzi prevalentemente della sua banlieu estesa, non è stato dovuto alla pioggia in sé, bensì agli errori commessi durante i molti anni passati dalla precedente inondazione, nel processo di urbanizzazione della vasta area afferente alla città, dove gli interessi speculativi e di clientela politica l’hanno fatta da padrone. Per non parlare pessima gestione dell’emergenza.
È fin troppo evidente che entro un certo numero di anni ci si può aspettare che vi siano fenomeni più intensi del normale ed è su questa possibilità che si deve fondare un buon governo del territorio. In natura non c’è cosa più normale dell’eccezionale. Qui invece vediamo amministratori che tentano di scaricare le proprie responsabilità su presunti fenomeni eccezionali, mai visti prima e in qualche modo con l’aiuto dei media che li assistono in questa sventata narrazione, riescono a farla franca. Non ci illudiamo delle proteste e della cagnara che si è verificata con la visita del re: si è trattato di un’esplosione di rabbia che non porta a nulla perché la gente ormai si sente protetta solo in presenza di costrizione. Questa è l’antropologia dei nostri tempi.
Il fantasma della libertà e il “reato di pensiero”
il Simplicissimus, 21.10.2024
Sembra impossibile non vedere l’uso puramente strumentale dell’ideologismo woke che fa pienamente parte del globalismo e della sua macchina di consenso. Se, ad esempio, il fatto che alcuni Paesi non proteggano sufficientemente le persone Lgbt eccetera eccetera o almeno alcune di esse, viene usato in maniera spuria per fermare i rimpatri dei clandestini, allo stesso tempo viene usato per denigrare la causa di Hamas e Hezbollah dai più terrificanti e stupidi sostenitori del sionismo e della superiorità di Israele. È del tutto chiaro che la santificazione delle sessualità diverse, non ha nulla a che vedere con la considerazione verso queste persone, ma fa parte della complessa eterogenesi dei fini neoliberista e neo feudale che investe la salute, come il clima e come la guerra.
Ho fatto questo esempio per mostrare che la stessa libertà individuale a partire dagli anni ’70 è stata in qualche modo gestita nello stesso modo. Durante i decenni della Guerra Fredda, il successo delle istituzioni occidentali nel garantire le libertà individuali, fu usato come strumento di vantaggio competitivo rispetto alle altre visioni politiche e sociali che erano in campo. Ma da quando alla fine degli anni ’80, il blocco occidentale guidato dagli Usa è stato percepito come vincente, vista la crisi dell’Unione Sovietica, la musica è cambiata: le conquiste sociali che hanno portato un minimo di sicurezza ai ceti popolari, in particolare in Europa sono stati sistematicamente smantellati e lo stesso stato di diritto si è dimostrato evanescente ed è diventato una caricatura di se stesso. Senza una sostanziale consapevolezza pubblica si è passarti dalla legalità all’arbitrio sotto la guida di gruppi di potere che hanno di fatto gestito il milieu politico e portato la stessa magistratura ad essere scandalosamente connivente con il potere.
Ciò può essere illustrato con esempi inquietanti, ma niente affatto isolati dello stato di cose emergente nei paesi dell’Occidente e tanto per citare uno dei casi più clamorosi vale la pena citare l’in carcerazione illegale in Germania dell’avvocato tedesco-americano Reiner Fuellmich, colpevole agli occhi dell’oligarchia di aver fondato nel 2020, il Comitato di ricerca sulla pandemia di Covid, proprio mentre questo esperimento di controllo bio – sociale stava guadagnando slancio. L’obiettivo finale, forse temerario, concepito da Fuellmich di una Norimberga per assicurare alla giustizia i colpevoli è stato ostacolato in ogni modo possibile, ma ha fatto infuriare i mandanti del virus che hanno rischiato di essere colti con le dita nella marmellata. Così l’avvocato è stato falsamente accusato da un ex collega, probabilmente comprato dai servizi, di aver abusato dei beni del Comitato per trarne vantaggio. Secondo la legge tedesca questo è comunque un reato minore che non ha alcun precedente di detenzione preventiva in tutta la storia tedesca del dopoguerra. Ma Fullmilch è stato invece sbattuto in galera e per giunta in regime di carcere duro, dove sta già da oltre un anno, aspettando un processo che presenta aspetti procedurali peggio che farseschi.
E che dire del veterano dell’esercito britannico Adam Smith-Connor recentemente dichiarato colpevole di aver pregato in silenzio per il figlio abortito all’interno di una zona cuscinetto di una clinica per l’interruzione di gravidanza. Si tratta di un vero e proprio “reato di pensiero” che presto sarà esteso a tutto il regno di re Tampax Terzo e per il quale è stato condannato a due anni di carcere e 9ooo sterline di multa. Certo capisco che il reato di pensiero non preoccupi la maggioranza delle persone ormai estranee a questo esotico e stravagante oggetto che per giunta non si può ordinare su Amazon, ma una persona con qualche neurone superstite si rende facilmente conto che qui non c’entrano nulla le posizioni personali che si possono avere su Covid, transgenderismo o aborto: ci troviamo di fronte al crollo dell’ordine legale nell’Occidente collettivo. Le tenebre avanzano ed è per questo che comincia a brillare sempre di più il faro di Kazan dove i Brics si apprestano a proporre una nuova concezione degli scambi internazionali e della convivenza. Il vertice si annuncia con una notizia che certamente dispiacerà ai nostri potenziali carcerieri: il Pil della Russia, nonostante le sanzioni, aumenterà quest’anno del 3,8 per cento, più di quello Usa e infinitamente superiore a qualsiasi performance dell’Europa suicida. Per giunta se le spese per la difesa arriveranno vicine al 6 per cento, il deficit di bilancio del 2024 è previsto all’1,5% e all’1% nel 2025. La Russia può sostenere la guerra molto a lungo e ormai sperare che un miracolo salvi la Nato dalla sconfitta senza una guerra nucleare è solo una pia illusione. Ma noi dobbiamo impegnarci perché diventi una pia illusione anche la trasformazione orwelliana della nostra società.
Da: Per l’Occidente è sempre più Durov
il Simplicissimus, 28.8.2024
Un modello di repressione che prende di mira personaggi pubblici non inseriti direttamente nel sistema adottato da tutte le cosiddette “democrazie” occidentali.
Il fermo rifiuto da parte di Durov di aderire a tale richiesta, peraltro ottemperata da quasi tutta la rete, ha avuto conseguenze disastrose per la sua libertà personale, ma ha messo in luce, se ancora ce ne fosse bisogno, il sistema totalitario che il globalismo sta costruendo in Occidente e la sua vocazione a schiacciare e sfruttare coloro che vogliano farne parte. Meglio guardare altrove dove prosperità non fa rima con servitù, tanto più che ogni passo verso il dominio sembra dettato più dalla disperazione e dall’isteria piuttosto che dalla forza.
L’Europa declina tornando all’Inquisizione e alla censura.
Pavel Durov, la democrazia e la libertà in Occidente
di Andrea Zhok – 25.8.2024
Da quanto risulta, Pavel Durov, inventore e patron del social Telegram è stato arrestato mentre faceva scalo all’aeoroporto Le Bourget (Parigi).
Stando alle prime indiscrezioni di un funzionario, Pavel Durov verrà sottoposto a carcerazione preventiva, per il timore di fuga.
Le accuse sono particolarmente significative. Durov è accusato di possibile complicità con un’infinità di crimini (terrorismo, droga, frode, riciclaggio di denaro, occultamento, contenuti pedofili, ecc.), in quanto sulla sua piattaforma non avrebbe disposto sistemi di intervento per moderare gli scambi e in quanto si sarebbe rifiutato finora di cooperare con le autorità europee.
Questo è, probabilmente (la base legale non è stata ancora resa nota), il primo arresto eccellente in applicazione del Digital Services Act, il regolamento censorio europeo, approvato nel 2022 ed entrato in vigore nel febbraio di quest’anno.
Sono peraltro di pochi giorni fa le minacce, niente affatto velate, del commissario europeo Thierry Breton a Ellon Musk, colpevole anche in quel caso di potenziale complicità con reati vari e con l’esercizio “della violenza dell’odio e del razzismo” per avere maglie troppo larghe nella “moderazione” dei contenuti su X.
Nonostante Durov sia russo, Telegram (diversamente dall’altra creazione di Durov, VK, ha sede amministrativa a Dubai, proprio per evitare interferenze governative, consentendo una maggiore libertà nelle comunicazioni.
Ecco, e ora vi prego, cari progressisti europei, cari liberali, cari infaticabili combattenti per la democrazia e la libertà, metteteci una volta di più di buon umore, spiegateci ancora una volta come:
a) non ci sia nessuna censura in Europa;
b) sia necessario difendere con le armi i valori europei dalle orribili autocrazie orientali;
c) sia nostra inderogabile priorità la difesa dei diritti umani (tipo art. 19 UDHR: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione (….) di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”)
La libertà di parola è illegale: arrestato il fondatore di Telegram
il Simplicissimus, 26.8.2024
Hanno un disperato bisogno che le notizie non si diffondano e non siamo come , isole in mezzo alla corrente di vacua idiozia prodotta dalla “voce del padrone”: più tutta l’impalcatura diventa pericolante, più hanno bisogno di censura. E in Paesi dove lo stato di diritto è diventato poco meno che una farsa non è difficile esercitarla, basta la cattiva coscienza di magistrati inquirenti legati allo stato e funzionari senza troppi scrupoli. Così Pavel Durov (vedi nota), fondatore e amministratore delegato dell’app di messaggistica crittografata Telegram, è stato arrestato sabato sera all’aeroporto Le Bourget di Parigi sotto il peso di accuse sostanzialmente inconsistenti, ma che rivelano appieno il sistema di pre tirannia nel quale viviamo: la mancanza di censura nei modi prescritti dagli organi di polizia e il fatto che questo sistema di messaggistica (come tutti gli alti del resto) sia criptato potrebbe consentire ogni tipo di crimine. Compresa la pedofilia. Ma questo è ovviamente generico: il fatto di colpire il proprietario di una piattaforma per i possibili reati commessi dagli utenti che egli peraltro non può conoscere, visto il criptaggio è una palese violazione delle basi stesse della giurisprudenza e delle leggi fondamentali dello Stato di diritto. Significa solo che queste piattaforme non devono più esistere.
Tutto rimane molto vago affinché non sfugga il nodo centrale, ovvero che allo stato francese divenuto peraltro criminale con i suoi trasferimenti di armi ad Ucraina e Israele, dei crimini non interessa proprio nulla, ma è interessato al fatto che le persone non abbiano una piattaforma sulla quale discutere e decostruire le parole d’ordine del potere. Siccome il capo di Telegram si è rifiutato di censurare i contenuti ecco che sono arrivate le manette. Inoltre Durov è sia cittadino russo che francese e dunque deve sopportare la vendetta dell’isterico Macron per le figuracce fatte in Ucraina. L’arresto all’aeroporto non è stato un attacco isolato, ma solo l’epilogo di un piano già predisposto: è il culmine di una campagna contro Telegram orchestrata da diverse settimane. La piattaforma è stata infatti oggetto di crescenti attacchi da parte di vari governi e regolatori grazie alla grottesca tesi secondo cui le politiche sulla libertà di parola incoraggiano attività illegali. Soprattutto quella di criticare il potere, a quanto sembra di capire.
Lo stesso Durov in una recente intervista aveva rivelato che l’Fbi ha tentato invano di corromperlo per poter accedere ai contenuti di Telegram, tramite una “porta di servizio”, altrimenti detta backdoor, richiesta che a quanto sappiamo è stata fatta (e probabilmente esaudita) anche ad altri sistemi di messaggistica, Ma quella di Telegram è una criptografia di alto livello, per nulla facile da penetrare per gli spioni della tecnocrazia occidentale e superiore a quella di altri concorrenti peraltro assai più disponibili ad aprire le porte agli occhi del potere, oltre ad offrire un sistema di traduzione più avanzato di quello di Google. Dunque rappresenta anche una sfida per quelli che una volta passavano per i padroni delle tecnologie e che ne pretendono il monopolio, nonostante stiano visibilmente perdendo terreno. Il fatto poi che il fondatore di Telegram sia anche cittadino russo offre il destro per colpirne uno ed educarne cento: se Durov venisse perseguito per le azioni degli utenti sulla sua piattaforma, ciò comporterà una maggiore pressione su altre società informatiche affinché controllino il comportamento degli utenti, mettendo a repentaglio l’impegno a proteggere la privacy degli utenti, anche ammesso che tale impegno sia sincero.
Di certo i governi occidentali si avviano ad utilizzare questa vicenda come precedente per richiedere un maggiore accesso alle comunicazioni crittografate, sostenendo che è necessario per la sicurezza nazionale e l’applicazione della legge. Ciò potrebbe portare a cambiamenti giuridici e normativi più ampi che minerebbero completamente la tutela della privacy e della libertà di espressione negli spazi digitali dove ne rimane ancora una traccia. Ed è ciò che tutto il sistema oligarchico Ue richiede per salvare se stesso dalla prossima resa dei conti.
Nota Durov, detto Lo Zuckerberg russo, è particolarmente legato all’Italia: nato a San Pietroburgo si è trasferito in giovane età a Torino, a causa del lavoro del padre (latinista e professore universitario di filologia classica). Qui è rimasto per tutta per quasi tutta la sua gioventù: ha infatti frequentato le scuole dell’obbligo in Italia prima di rientrare, nel 2001, in Russia.
Democrazia, diritti, libertà di parola, inclusione, critica…sono termini ormai privi di qualunque realtà che non sia quella della neolingua, della finzione, della menzogna di chi comanda in Occidente, delle oligarchie fanatiche e violente che stanno devastando l’Europa.
Da: L’Inghilterra torna indietro di tre secoli
il Simplicissimus, 23.8.2024
Non è certo un caso se tutti i poteri occidentali si dedicano con vigore a guerre e stragi, epicamente esaltate o nascoste a seconda dei casi, mentre parlano di inclusione, accoglienza e integrazione. Essi ritengono che basti dire ostinatamente il contrario rispetto ai dati di realtà e impedire che qualcuno svesta l’imperatore, per ottenere l’assenso dei sudditi dentro la fiaba che viene narrata. Ma il fatto che ora si debba agitare lo spettro della galera per ottenere questo scopo dimostra che il calcolo è sbagliato, che l’incantamento sta per finire.
Pandemia cercasi disperatamente
il Simplicissimus, 15.6.2024
A fine aprile è morto un messicano di 59 anni, affetto da diabete e da una grave insufficienza renale cronica, patologie che portano spesso ad infezioni polmonari. La notizia forse non era di quelle che stupiscono e che impauriscono, ma si sa che l’allarme è musica per le orecchie dell’Oms che sulla base di questo decesso ha addirittura fatto un comunicato stampa, un mese dopo, per segnalare la presenza del virus dell’influenza di tipo A (H5N2) – un tipo di influenza aviaria – in un singolo caso clinico. Invano il segretario alla sanità messicano ha confutato i lontani burocrati dell’Organizzazione mondale della sanità, che hanno attribuito il decesso al virus, notando che è stata una malattia cronica a causare la morte dell’uomo.
Naturalmente il giudizio di gente che opera a migliaia di chilometri di distanza e che non ha mai visitato l’uomo, ha subito fatto il giro del mondo grazie a media sempre proni alle notizie che possono portare vagonate di soldi ai loro padroni effettivi. Infatti l’Oms e un’industria pandemica sempre più avida stavano aspettando questo evento, per poter dare avvio a un’altra ordalia di denaro. Ci sono centinaia di miliardi sul tavolo, e la volontà e i mezzi per prenderli. Il caso del Covid e le sue oscure origini hanno mostrato che alcune manipolazioni genetiche sono riuscite a trasferire il coronavirus dei pipistrelli negli esseri umani, dove è suscettibile di monetizzazione (non vi è alcun profitto nei pipistrelli malati di una lontana caverna della Cina). È importante sottolineare che, nonostante la grande catastrofe economica e sanitaria che ne è seguita, coloro che stanno dietro a queste vicende stanno continuando a lavorarci: c’è un immenso profitto con poco o nessun rischio reale, visto che nessuno è stato chiamato a rispondere del suo operato e anzi ancora brancola in mezzo nella difesa ad oltranza dell’indifendibile.
Al contrario ciò che l’episodio Covid ha realmente dimostrato sono i vantaggi finanziari e politici che possono essere ottenuti indipendentemente dalla gravità dell’epidemia. Come hanno sottolineato Klaus Schwab e Thierry Malleret a metà del 2020 nel loro libro COVID-19: The Great Reset , anche una malattia generalmente lieve può essere utilizzata per sovvertire i concetti di democrazia e diritti umani e riportare la società a un modello autoritario aziendale ( ‘capitalismo degli stakeholder’). Ciò che serve è una narrazione condivisa tra coloro che ne trarranno beneficio: i media, i governi, ricercatori mediocri e/o disonesti, università vendute al profitto e il mondo delle multinazionali private. Per guidare il cambiamento sociale non è necessaria una mortalità devastante, basta solo instillarne la paura. C’è bisogno di test usati al di fuori del raggio della loro risposta plausibile, di immagini simboliche come le mascherine, di media dipendenti e di istituti di ricerca in cui le opportunità di carriera dipendono dalla conformità a questa narrazione.
Quindi che c’è di meglio dell’influenza aviaria? Non ha alcuna importanza che essa esista presumibilmente fin da quando esistono gli uccelli e con cui la nostra specie è a contatto da oltre 200 mila anni. I virus dell’influenza aviaria fanno parte di una gamma di varianti della famiglia dei virus influenzali che subiscono regolari mutazioni e ricombinazioni che li fanno apparire relativamente nuovi al nostro sistema immunitario. Ciò li rende più dannosi e provoca una nuova epidemia di influenza quasi ogni anno, poiché la nostra immunità dall’ultima (o da un precedente vaccino antinfluenzale) affronta solo parzialmente quella successiva. A volte, la ricombinazione ( naturale o in laboratorio) consente a un virus influenzale che è per lo più confinato ad altri animali, come gli uccelli, di subire uno spostamento più ampio che gli consente di infettare altre specie, come gli esseri umani. Questo è simile a ciò che gli scienziati cercano di simulare in laboratorio attraverso la ricerca sul “guadagno di funzione”, come la modifica dei coronavirus dei pipistrelli affinché diventino patogeni per l’uomo. Sostanzialmente però ciò che rende una malattia di questo tipo grave o lieve sono le condizioni di salute generale e le condizioni di vita: oggi la spagnola che fece decine di milioni di vittime fra le trincee della prima guerra mondiale e fra la povertà del dopoguerra, non si distingue da una influenza comune, anzi quel virus circola ancora fra noi.
Allora, perché stiamo assistendo all’attuale isteria riguardo all’influenza aviaria, e perché i media promuovono narrazioni di mortalità potenzialmente enorme, superiore a quella di ogni altra epidemia di influenza nella storia umana? La risposta di trova nei settori biomedici e finanziari straricchi, che hanno una decisiva capacità di pressione sui governi e sui media, che sanno, e hanno dimostrato, che la ricchezza può essere concentrata a causa della paura. Esiste ora un esercito in rapida espansione di virologi, “cacciatori di virus”, burocrati della sanità pubblica e modellatori statistici la cui unica ragione per ricevere finanziamenti è trovare e pubblicizzare nuove varianti di virus. Disponiamo di partenariati internazionali pubblico-privati dedicati allo sviluppo e alla distribuzione di vaccini per tali eventi, sostenuti dal denaro pubblico. Abbiamo anche un progetto di trattato sulla pandemia che è stato appena rinviato dall’Oms, ma che presumibilmente verrà di nuovo proposto sull’onda della paura
Tutto insomma si basa sulle percezioni ovvero sulla psicologia comportamentale: la maggioranza della popolazione si atterrà a misure sempre più rigide, non perché siano state presentate loro informazioni accurate in un contesto in cui possono fare scelte razionali, ma perché sono ingannati, o costretti, a comportamenti che normalmente non seguirebbero. Accetteranno restrizioni e interventi a cui normalmente resisterebbero e accetteranno anche il grave rischio connesso a nuove iniezioni di sieri genici: la cosiddetta influenza aviaria vuole metterci in gabbia come canarini. Il Covid ha dimostrato che il delitto paga e anche tanto. Ma questa volta presumibilmente sarà solo il mondo occidentale ad essere investito in pieno dal grande affare ed è proprio questo il vero problema per i padroni dei virus, quello di danneggiare alla lunga le basi della loro stessa esistenza.
Ah ecco, ora anche i carabinieri sono sacri, insieme a tanti altri soggetti che la parola e la critica non possono toccare.
Sempre peggio, sempre peggio in questa dittatura meschina, provinciale e patetica che va diventando l’Italia di Meloni e del PD. Basti pensare, per contrasto, alle libertà delle quali il corpo sociale godeva negli anni Settanta.
Ho visto e subito queste scene a Milano mentre pacificamente manifestavamo per la libertà e la salute dei nostri corpi, contro l’obbligo dei cosiddetti vaccini. È difficile fermare il piano inclinato della violenza delle forze del disordine una volta che la si è giustificata contro altri cittadini.
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“Siamo sconcertati”. La lettera aperta dei docenti del liceo Russoli sulla violenza della polizia
l’AntiDiplomatico, 23.2.2024
I professori del liceo dove si sono verificate le scene di brutale repressione prendono posizione e denunciano la “violenza inaudita e ingiustificabile”. Pubblichiamo il testo di una lettera aperta inviata alle redazioni delle testate italiane.
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I professori del liceo dove si sono verificate le scene di brutale repressione prendono posizione e denunciano la “violenza inaudita e ingiustificabile”. Pubblichiamo il testo di una lettera aperta inviata alle redazioni delle testate italiane.
UNA GIORNATA DI INAUDITA VIOLENZA DI FRONTE AL LICEO RUSSOLI DI PISA
Gentile redazione,
scriviamo di getto questa lettera, sperando che venga pubblicata.
Siamo docenti del Liceo artistico Russoli di Pisa e oggi siamo rimasti sconcertati da quanto accaduto in via San Frediano, di fronte alla nostra scuola. Studenti per lo più minorenni sono stati manganellati senza motivo perché il corteo che chiedeva il cessate il fuoco in Palestina, assolutamente pacifico, chissà mai perché, non avrebbe dovuto sfilare in Piazza Cavalieri. Gli agenti in assetto antisommossa avevano chiuso la strada e attendevano i ragazzi con scudi e manganelli, mentre dalla parte opposta le forze dell’ordine chiudevano la via all’altezza di Piazza Dante. In via Tavoleria un’altra squadra con scudi e manganelli.
Proprio di fronte all’ingresso del nostro liceo, hanno fatto partire dapprima una carica e poi altre due contro quei giovani con le mani alzate. Non sappiamo se se siano volate parole forti, anche fuori luogo, d’indignazione e sdegno, fatto sta che, senza neanche trattare con gli studenti o provare a dialogare, abbiamo assistito a scene di inaudita violenza. Ci siamo trovati ragazze e ragazzi delle nostre classi tremanti, scioccate, chi con un dito rotto, chi con un dolore alla spalla o alla schiena per manganellate gentilmente ricevute, mentre una quantità incredibile di volanti sfrecciava in Via Tavoleria.
Come educatori siamo allibiti di fronte a quanto successo oggi. Riteniamo che qualcuno debba rispondere dello stato di inaudita e ingiustificabile violenza cui sono stati sottoposti cento/duecento studenti scesi in piazza pacificamente: perché si è deciso di chiuderli in un imbuto per poi riempirli di botte? Chi ha deciso questo schieramento di forze, che neanche per iniziative di maggior partecipazione e tensione hanno attraversato la nostra città?
Oggi è stata una giornata vergognosa per chi ha gestito l’ordine pubblico in città e qualcuno ne deve rispondere.
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La psicologia del kapò, la miseria del kapò, la ferocia del kapò, si sono esercitate e sono cresciute durante la repressione contro i liberi cittadini al tempo del greenpass.
Questa infamia non è mai cessata e ora torna contro altri cittadini, stavolta con il passaporto russo. Si nega la vendita d’acqua a una signora italiana perché è di origine russa. Nazionalsocialismo allo stato embrionale ma già avanzato. Molto pericoloso.
Video (durata 2 minuti e 19 secondi)
La risposta dell’aeroporto di Roma: sensata e razionale.
Si può sperare che la zelante kapò discriminatrice si renda conto del comportamento tenuto contro questa cittadina italo-russa.
Da: Maccartismo. Su un angosciante documento del Parlamento europeo
di Andrea Zhok, L’AntiDiplomatico, 13.2.2024
Mentre tutte le principali testate giornalistiche europee sono in caduta libera di lettori;
mentre Tucker Carlson, dopo aver svolto l’intervista più virale della storia a Vladimir Putin, viene indiziato di “spionaggio” in Europa;
il Parlamento Europeo produce un documento come il seguente, che riproduco integralmente qui sotto, dove si chiede la condanna di un’eurodeputata lettone.
Al di là del caso particolare, la batteria argomentativa di questo atto, con valore legale, è agghiacciante. Rubando le parole dell’amico Pino Cabras, stiamo assistendo ad un ritorno del maccartismo in grande stile.
Mettiamoci in testa che la cornice di libertà di pensiero e parola in cui siamo cresciuti è morta e sepolta. Lo avevamo già capito durante la pandemia, ma ora stiamo assistendo ai primi atti giuridicamente vincolanti.
Da qui, a cascata, questi principi entreranno sistematicamente nelle nostre scuole e università, nei nostri media, nella nostra quotidianità.
C’è chi dirà: “E dov’è la differenza con quello che già accade?”
La differenza sta nel fatto che finora le eccezioni marginali venivano tollerate, mentre questo impianto culturale predispone la trasformazione in reato di ogni parola critica verso i capisaldi neoliberali UE-NATO.
Come l’asino che dà del cornuto al bue, questo documento è mirabile per la sua capacità di affermare una sequela incredibile di falsità o di schiette inversioni dei ruoli e poi di accusare la controparte di “disinformazione”.
Documento molto lungo, molto angosciante, ma da leggere.
La reazione tirannica e irrazionale sulla questione vaccini ha dato il via a un piano inclinato che continua con la guerra Nato-Russia e ora con l’ostracismo verso gli intellettuali palestinesi. L’Europa è tornata a tempi assai bui, i tempi della censura, dell’inquisizione, dell’intolleranza.
Dilaga l’ossessione del proibire, del vietare, del censurare.
Una società e dei governi incapaci di colpire i criminali, vogliono incarcerare il corpo collettivo, i cittadini che non hanno alcuna responsabilità. Il Partito Democratico è il campione di una mentalità oppressiva, autoritaria, funesta. Ma gli altri lo seguono.
[…] con tre dosi. Se non lo dovessero fare, confermerebbero il sospetto che si sono inoculati soltanto per obbligo, per paura delle sanzioni e di perdere il lavoro, per il condizionamento televisivo e non per […]
Domande.
Un’autorità irrazionale e iniqua ha iniziato con il divieto di muoversi e lavorare per chi non ha voluto inocularsi una sostanza ignota. Prosegue con il divieto di utilizzare automobili che non siano costose e nuove. Ora comincia a toccare i fumatori e quanti apprezzano il vino.
Noi liberi avevamo avvertito che si trattava, appunto, di un piano inclinato, che prima o poi toccherà tutti coloro che non appartengono alla ristretta oligarchia dei criminali e dei loro cantori.
Imparziali.
«È sulla “ragionevolezza” che la Corte è chiamata a pronunciarsi, o sul rispetto della Costituzione?»
(L’autore di questa analisi è un collega che insegna Estetica all’Università di Perugia)
Firmato: i giudici della Corte Costituzionale Marco Antonio Monti, Giovanni Battista Trotti, Giovanni Battista Visconti.
Vaccini e bugie.
Quando l’autorità mostra in modo aperto il proprio assurdo volto.
Come membro della SADE (Società degli Amici di Erode) propongo senz’altro di far entrare ad honorem il Dottor Antonio D’Avino (Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri) nella nostra associazione.
Fonte: Scuola e covid, pediatri: “Lieve aumento contagi ma peggio deve arrivare”
ADN Kronos, 17 ottobre 2022
Meraviglioso.
Condivido la saggezza di questo medico e invito caldamente chi si è inoculato tre volte a continuare, sempre sempre.
La quarta dose e oltre, verso l’infinito.
Ecco un chiaro, facile e grave esempio di che cosa significhi Smart home, delle modalità di controllo del potere negli anni Venti del XXI secolo e nel futuro. La guerra scatenata dalla NATO contro la Russia costituisce un’ottima occasione per abituare le persone a essere eterodirette sin nella loro intimità, nelle loro case. Sempre.
Appunto, il Grande Fratello che sa che cosa sia il Bene per ciascuno di noi.
Hanno cominciato a morire quando hanno obbedito a norme inaudite e discriminatorie, respingendo i clienti senza greenpass e senza le cosiddette «mascherine».
Adesso suona la campana anche per loro. Avrebbero dovuto essere più prudenti e capire che cosa stesse accadendo.
Breve e chiaro su radici e conseguenze di ogni “logica dell’emergenza”.
È sempre lo stato d’eccezione.
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“La differenza tra lasciare a casa un lavoratore senza greenpass e far fallire un imprenditore causa rincari energetici non balza subito all’occhio. Perché non c’è.
In entrambi i casi ci sono una guerra da combattere, un nemico da sconfiggere, dispositivi d’emergenza da rispettare, sacrifici da accettare e ‘vite da salvare’.
Una volta sdoganato il principio che è possibile sopprimere un diritto fondamentale in nome di un presunto interesse superiore non si torna più indietro. L’abbiamo ripetuto per due anni. Ma mi sa che non è ancora chiaro”.
Antonio Di Siena
La Cascina Linterno è una antica (vi soggiornò anche Petrarca) e bella struttura che si trova vicino casa mia, a Milano.
Questa decisione di chi attualmente la gestisce è del tutto insensata: dato che le iniziative riscuotono successo le chiudiamo. E questo senza nessuna base scientifica e, adesso, neppure politica.
Temo che i vaccini abbiano compromesso il buon funzionamento dei processi mentali e cerebrali.
Ricevo questa inquietante e interessante lettera inviata da un cliente dei supermercati Conad
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Cascina Li 28/06/2022
Al Direttore Alessandro Bellini
CONAD City, 1/a,
Via Carlo Alberto Dalla Chiesa
56021 San Frediano A Settimo (PI)
pec: conad@legalmail.it
e p.c.
Al Sindaco di Cascina, Michelangelo Betti
Corso Matteotti 90, 56021 Cascina PI
PEC: protocollo@pec.comune.cascina.pi.it
Al Prefetto di Pisa
Ufficio Territoriale del Governo di Pisa
Piazza Giuseppe Mazzini, 7
56127 – Pisa (PI)
PEC: protocollo.prefpi@pec.interno.it
Oggetto: notifica di abuso per rilevamento biometrico facciale, rilevamento temperatura corporea e quant’altro mediante apparecchiatura elettronica anonima posta all’ingresso dell’attività commerciale
Egregio Direttore, Alessandro Bellini, del Supermercato CONAD City, 1/a, Via Carlo Alberto Dalla Chiesa – 56021 San Frediano A Settimo (PI), in data 21 maggio 2022 recandomi nel suddetto Supermercato di cui lei è il responsabile, sono stato (contro il mio consenso) ripreso da una strana apparecchiatura posta all’ingresso la quale ha ripreso il mio volto stringendo il campo dell’inquadratura con una cornice virtuale di colore bianco.
A tal proposito si rende necessario che lei mi invii:
1) la legge, o le leggi e l’abilitazione che le avrebbero consentito di installare e utilizzare tale apparecchiatura per il rilevamento dati sensibili in assenza del mio consenso;
2) la marca, il modello, le caratteristiche tecniche, il tipo e le modalità d’impiego, le omologazioni e le certificazioni dell’apparecchiatura in questione visto che assenti su di essa;
3) le autorizzazioni che le consentirebbero di far emettere dall’apparecchiatura messaggi vocali riguardo l’utilizzo di mascherine, il distanziamento della clientela ecc.
Nel caso in cui lei non riesca a trovare e a fornirmi la legge, o le leggi che l’avrebbero autorizzata in tal senso, insieme agli altri dati richiesti di cui sopra, sarò costretto ad adire alle vie legali in sede penale e civile nei suoi confronti. A questo punto si renderà ulteriormente necessario che lei mi fornisca e con la massima urgenza la prova materiale dell’avvenuta distruzione di tutti i dati sensibili che mi riguardano, acquisiti dall’apparecchiatura in questione nei 2 sopralluoghi da me effettuati nello stesso giorno, dei quali uno è video registrato.
Un mancato riscontro ufficiale da parte sua nei termini di 30 gg. previsti per legge sarà considerato come atto di malafede e la piena accettazione dei contenuti della presente per silenzio assenso. Ciò configurerebbe anche il reato per omissione di atti d’ufficio Art. 328 c.p.
Tanto dovevo
Distinti saluti
L’uomo sbagliato al momento sbagliato.
Ma il suo crimine è stato (e continua a essere) l’ostinazione, la miopia, il fanatismo.
Fonte:
https://www.lariscossa.info/obbligo-vaccinale-gli-psicologi-esclusi-anche-dal-lavoro-line/
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L’11 aprile abbiamo ricevuto una cortese lettera da un gruppo di psicologi che sono stati ESCLUSI ANCHE DAL LAVORO ON LINE.
La prima sollecitazione
Buongiorno
Ci rivolgiamo a voi per fare in modo che si possa intervenire sulla conversione in legge del dl 24/22 che intende prorogare obbligo vaccino fino al 31.12 22.
Chiediamo a voi illustri di chiedere che gli psicologi siano esclusi da tale obbligo e prolungamento dello stesso anche in occasione di una aumentata necessità sociale della nostra figura confermata dall’approvazione del Bonus Psicologo.
La nostra categoria è in assoluto l’unica sanitaria a NON AVERE CONTATTO FISICO con il paziente. L’unica tra tutte le professioni sanitarie.
Il nostro setting è assimilabile a quello di un avvocato o commercialista e similari.
SIAMO STATI ESCLUSI ANCHE DAL LAVORO ON LINE obbligandoci a interrompere le terapie con i pazienti andando contro il nostro codice deontologico.
Chiediamo un vostro intervento al fine di ottenere tale esclusione nella conversione in legge.
Cordialmente
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Di seguito la risposta inviata dal SG Marco Rizzo a nome dell’UP del CC e quindi la loro cortese risposta.
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Gent.mi Dottoresse e Dottori
Abbiamo ricevuto la Vostra dell’11 aprile 2022.
Quello che ci rappresentate ci rattrista profondamente in riferimento non solo alla Vostra prestigiosa categoria, ma anche rispetto alla direzione che questo Governo ha impresso a tutta la politica italiana.
Ci rattrista ma, ahinoi, non ci meraviglia. Riteniamo infatti che ciò sia il punto di arrivo di una dissennata – o, meglio, colpevole – gestione dell’emergenza pandemica e sia conforme a una serie di processi che scientemente sono stati messi in atto per realizzare una serie di risultati, di cui quello che ci rappresentate è l’emblematica dimostrazione.
Che il green pass non sia una misura atta a salvaguardare la salute pubblica, ma abbia avuto tutt’altri obiettivi ormai è evidente. Fin troppo scopertamente si è fatto capire che lo scopo era quello di indurre, con le buone o con le cattive, la maggior parte della popolazione a vaccinarsi. Tutto ciò in dispregio ai principi basilari della medicina, che non può passare sopra la valutazione professionale del singolo medico curante, e del diritto positivo (la Carta Costituzionale) e del diritto naturale (la ragionevolezza).
Chi – sulla base della ragionevolezza, della propria esperienza professionale, delle proprie insindacabili valutazioni – si è opposto con validissime ragioni a questa iniqua compressione dei diritti è stato marchiato da una soverchiante e irreggimentata propaganda come farneticante incompetente e, se invece documentatamente competente, come eretico ed apostata. Qualora non bastasse ciò, ci è proceduto a discriminazioni che hanno intaccato il più sacro dei diritti del cittadino, il proprio lavoro.
Ripetiamo: scientemente. Tutti gli atti messi in opera del Governo non possono essere frutto di pur ingiustificabili errori e incompetenze. La impossibilità di accedere a una vasta gamma di vaccini offerti nel mondo, ma invece l’obbligo di sottoporsi a una somministrazione di quelli più costosi per la collettività e provenienti da un solo Paese del mondo. L’imposizione di un “lasciapassare” che, già detto così, ricorda i peggiori passati di questo Paese. La irragionevolezza di una misura che di sanitario – è stato acclarato – non ha proprio nulla. Tutto ciò è testimonianza di quanto affermiamo.
Il paradosso, “scientifico” solo nella realtà virtuale in cui i nostri governanti ci hanno recluso, è la possibilità di contagiare telematicamente il proprio paziente. Solo lo sdegno per un tale intollerabile sopruso ci trattiene dal rispondere con una sonora risata di dileggio nei confronti di governanti che affastellano, giorno dopo giorno, materiale di cui ormai è oggetto l’inesauribile fantasia del popolo italiano. Ancora una volta la memoria va al più triste Ventennio di questa sfortunata Penisola.
Pregiatissimi Dottoresse e Dottori,
L’impegno del nostro Partito sarà quello di mettere in opera quel poco che questa democrazia ancora ci offre, ossia la possibilità che il nostro unico Rappresentante in Parlamento, il Sen. Dessì, produca un’interrogazione parlamentare.
Siamo al Vostro fianco in questa battaglia, che non riteniamo solo vostra, ma di tutto il popolo italiano.
Desideriamo avere al più presto un’interlocuzione diretta con voi, nei modi che riterrete più opportuni, per programmare atti di solidarietà a mezzo stampa e manifestazioni pubbliche.
Vogliate ricevere i sensi della nostra solidarietà e simpatia
A nome dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale
Roma, 16 aprile 2022
Il segretario generale
Marco Rizzo
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La cortese risposta:
Ringraziamo per la vostra risposta e siamo lieti di sapervi al nostro fianco.
È utile con urgenza attivarci per davvero modificare il Dl 24/22.
Siamo a vostra disposizione per quanto riteniate utile al fine di perorare tale causa tenendo gli occhi fissi sulla palla, ovvero la modifica della conversione in legge almeno per la nostra categoria che più di altre vive la discriminazione in un momento storico in cui la società ha ancora più bisogno di noi.
Cordialmente.
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Eh sì, credo che le cose stiano proprio in questo modo.