Blog Gli amici del giaguaro

Gli amici del giaguaro

Gli iscritti, i militanti, gli elettori attivi del Partito Democratico possono anche mugugnare e protestare ma poi rimangono fedeli alla linea, tanto che i loro dirigenti si possono permettere di prendere qualunque decisione, anche quella evidentemente più assurda e criminale; del vecchio PCI è rimasto soltanto questo, vale a dire il peggio.
Come scrive Adriana Bolfo, Ideologia significa anche che “gli ideali” diventano copertura, maschera, alibi, truffa per “i reali“. Anche questo è un insulto contro l’intelligenza degli elettori del Partito Democratico, chiaramente presi per sciocchi da abbindolare. Esattamente lo stesso giudizio che Berlusconi dà dei propri elettori.
Ma almeno qualcosa di buono c’è in quanto sta accadendo: adesso è infatti chiarissimo ciò che da anni si poteva ben osservare, e cioè il fatto che l’esistenza e la sopravvivenza di Berlusconi sono essenziali per il Partito Democratico; che tra gli eredi del Partito Comunista Italiano e il più fanatico -a parole- anticomunista è in atto da molti anni una vera e propria congiunzione carnale in nome di interessi indicibili, in nome dell’arricchimento e della spartizione del potere tra le istituzioni politiche e le più criminali associazioni a delinquere che infestano l’Italia.

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«Ineleggibile o incompatibile? Salvare ancora Berlusconi o dopo vent’anni di inciuci dimostrare di essere qualcosa di più di un ectoplasma politico? Questo è il problema per il pdmenoelle. Se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi dell’opinione pubblica, i sassi e i dardi della propria sepolta coscienza, o buttar fuori dal Parlamento un evasore ineleggibile. Tale dilemma non esiste. Tra “Essere e non essere” il pdmenoelle ha sempre scelto, in nome di comuni interessi, di “Non essere”.
Di fronte alla improvvisa perdita del suo azionista di riferimento per ineleggibilità, il pdmenoelle non ha avuto esitazioni: ha certificato la propria “non esistenza”, sulla quale pochi in realtà avevano dei dubbi.
I parlamentari pdmenoellini Luigi Zanda e Massimo Mucchetti hanno presentato un disegno di legge per modificare la legge 361 del 1957 sulla ineleggibilità per i casi di conflitto di interesse sostituendola con il principio di incompatibilità. Berlusconi avrà quindi un anno per scegliere fra le sue aziende o la politica. Nel frattempo potrà rimanere tranquillamente in Parlamento invece di esserne cacciato. Senatore tra i senatori. Il provvedimento di urgenza che, se approvato, sarà già esecutivo il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è stato reso necessario, improrogabile, dalla richiesta del MoVimento 5 Stelle di dichiarare ineleggibile Berlusconi a norma di legge.
Una legge mai fatta applicare dai governi del pdmenoelle dall’ingresso in Parlamento di Berlusconi nei primi anni ’90, chissà perché. Il testo di incompatibilità è sottoscritto, oltre che da Mucchetti e Zanda, da un battaglione di 23 salvaberluschini, senatori nominati del pdmenoelle: Fedeli, Martini, Chiti, Gotor, Mirabelli, Migliavacca, Tomaselli, Tonini, Tocci, Guerrieri, Del Barba, Collina, Di Giorgi, Corsini, Zanoni, Lo Moro, Tronti, Pizzetti, Mauro Marino, Dirindin, Fattorini, Pagliari, Rita Ghedini.
Per gli amici del giaguaro, quelli che dovevano smacchiarlo, le leggi che lo riguardano non si applicano e, se si è costretti a farlo, si cambiano».
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Fonte: Ineleggibile o incompatibile? Essere o non essere?

Chi dunque porta tutta intera la responsabilità di questo governo solo apparentemente contronatura? Di ciò che lo ha fatto nascere e lo fa sopravvivere? Dei suoi obiettivi palesi e di quelli nascosti? Chi? Il Movimento 5 Stelle o il Partito Democratico? Chi sono i veri, fedeli, tenaci amici del giaguaro?

 

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Magnifico.
I loro antenati (PCI) criticarono aspramente i DC (non son sicura se ci fosse di mezzo anche il PSI) circa vent’anni fa, quando venne fuori la questione delle tessere anche in molti comuni. Allora sembrò che il PCI nulla avesse a che fare con tale pratica, o non ricordo o non ho recepito; sta di fatto che il giochino vent’anni dopo è proprio un poco tardi (riflessi lenti? sveglia che non funziona?), da farsi prendere per i “fondi”, doppio senso voluto, proprio dopo aver strombazzato serietà e responsabilità, il governo per il bene del paese, le larghe intese and so on.

mi hai seppellito, vecchio mio, ma ti voglio bene lo stesso, più di prima, perchè chi è sincero con un amico vuol dire che proprio non sa mentire, mai

penso che molto si possa fare: immagina se migliaia di iscritti restituissero la tessera. Non che esprimessero “le proprie notevoli perplessità” ma che proprio la restituissero.

Ho riflettutto su questo punto, caro Alberto, e voglio provare a rispondere. Sicuramente io sono un iscritto senza alcun incarico e solitamente poco addentro alle questioni del partito, considerato dagli amici un personaggio poco «assimilato», ma certamente questo non esime dall’avere una responsabilità, seppur più che minima, avendo la tessera in tasca.
Per la verità ero abbastanza incerto se rinnovarla, tanto che ho atteso diversi mesi, e in un anno sono stati già 200mila (mi pare) a non rinnovarla, passando da 700mila a 500mila iscritti.
Che fare? Io, pur sapendo che ci sono anche delle motivazioni fondate per uscire, credo che invece sia il momento di restare e cercare, se possibile, di contribuire a qualche cambiamento. Certo, ho anche idea che non vi sia un approdo «fuori» di mio totale gradimento, e poi magari anche fatti personali, vecchi compagni che ti vogliono bene, uno magari è mio padre che ha 85 anni e magari ci rimane male. Insomma è tutto un complesso di cose, come canta Paolo Conte.
Accetto ogni critica, non sono di quelli che vuol avere ragione a tutti i costi, spero che passi presto questo periodo, se no pazienza.

Alcune domande sono d’obbligo per chiarire il senso della discussione che si affronta in questa piattaforma e per evidenziare il senso dello stato che si ha oggi:
Fassino era segretario di quale partito, quando si laureò nel 1998 in scienze politiche con una tesi in cui analizzava gli errori dei sindacati e dello stesso Enrico Berlinguer nei confronti della Fiat e quando, intercettato affermava “…. Ma allora anche noi abbiamo una banca”?
Il primo ministro chi e cosa rappresentava quando telefonava in questura per far rilasciare una minorenne, della quale aveva favorito la prostituzione, spacciandola come nipote di Mubarak e paventando, qualora non fosse stata rilasciata, un incidente diplomatico internazionale?.
Uno stato che espelle una bambina di sei anni con la madre, scambiati per clandestini ed ignaro che si trattasse della moglie e della figlia del dissidente di una delle dittature più atroci d’Europa, che stato democratico è? Che ministri dell’interno e degli esteri sono, quelli in carica durante la vicenda, per non chiedersi come mai semplici clandestini venissero rimpatriati con un aereo privato messo a disposizione dal governo kazako, piuttosto che su un aereo di linea, come avviene per i mortali clandestini?
Il parlamentare PD che tenta di mascherare la sua proposta di DL “salva B.” come un tentativo di impedire la vittoria del suo diciamo “avversario”, in caso di prossime elezioni, è parlamentare di quale nazione democratica?

“Proporre, nelle sedi che sono previste, le proprie notevoli perplessità sulle scelte fatte

sulla forma orribilmente polichese, accetto la critica senza fiatare, in effetti hai ragione

sul merito, probabilmente anche, ma ci torneremo su con calma

Aggiungo solo, caro Alberto, il mio è un punto di vista specifico, che porto solo ad arricchimento della discussione, non certo nell’intento di controbattere le considerazioni qui svolte. Ognuno nel suo spazio giustamente spiega le proprie ragioni.

Io penso che non sia giusto uscire dal Partito Democratico, adesso. È bene comunque proporre, nelle sedi che sono previste, le proprie notevoli perplessità sulle scelte fatte. È chiaro che in questo momento è in atto una feroce lotta intestina, e puo’ anche accadere che taluni, nel partito, prendano posizioni più «intransigenti» solo per accattivarsi i consensi della base, in un calcolo spregiudicato.
Io penso che ci sarà una scissione. Certo, nel frattempo non è impossibile che ad una nuova tornata elettorale il cavaliere vinca (anzi a mio avviso è probabile). C’è poi la questione dell’Europa: è evidente che le scelte di rigore a senso unico sono state un rimedio peggiore del male, e quindi chi si presenterà all’elettorato con una campagna per esempio antieuro, farà messe di voti. Vedremo che accade, del resto poco altro si puo’ fare.

Personalmente, nel sogno della raccomandata vedo una bella ironia. Temo che il sogno non si avvererà, né con raccomandata né senza, perché anche chi, della base, protesta e dissente (ci sarà qualcuno, voglio sperare, che in cuor suo dissente) non osa recidere il cordone della propria appartenenza, costituita, come tutte le appartenenze, anche da automatismi a rimanere dove si è per il timore di, altrimenti, rimanere – cioè diventare – orfani.
Con ciò sottintendo che la base buona, se c’è, dovrebbe andarsene senza tanto timore di orfanezza, poiché non ci si può aspettare che un qualunque dirigente anche piccolo abbandoni, né spontaneamente né in quanto sfiduciato da altri meno potenti di lui, la propria dirigenza anche piccola.
Andarsene dove? Se si supera l’horror vacui, il problema è secondario e, se proprio sembra un problema, va risolto, a mio parere, anzitutto individualmente. Anzitutto andarsene verso la libera riflessione tra sé e sé.

Pensa se in un rigurgito di coscienza fossero le sezioni del partito a espellere tutti i dirigenti, con tanto di raccomandata a.r.
Sogno e non mi vorrei destare più.
Un caro saluto

Grazie, gentile Biuso, dell’attenzione che mi dedica. Purtroppo preferiremmo, lei, io e molti altri, che non ci fosse bisogno né materia di riflessione su certi temi e certe circostanze.

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