Una parte dell’Italia si è riappropriata di se stessa. Tra quanti si sono recati a votare, uno su quattro ha dato fiducia a persone che agiranno per impedire il ripetersi della quotidiana indecenza dell’ultima legislatura.
Il PD deve ancora una volta dare la colpa ai propri macroscopici errori, primo dei quali aver sostenuto per più di un anno la politica antisociale di uno dei più feroci banchieri della Goldman & Sachs. Banchiere che gli italiani hanno relegato nell’insignificanza politica. Non si può pretendere di ottenere l’apprezzamento di coloro ai quali si è tolta persino la speranza.
I gravi errori del PD (tra i quali, per citarne soltanto alcuni, il sostegno al TAV e alle guerre imperialistiche che gli USA conducono nel Vicino Oriente; l’inserimento nella Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio; l’ignavia sul conflitto di interessi); il potere della televisione su chi non ha altri strumenti di informazione; la complicità degli evasori fiscali e dei corrotti di ogni risma -che in Italia sono tanti- sono alcuni dei fattori che hanno restituito un po’ di forza all’entità immonda. Il PD, ancora una volta, non ha compreso che il nemico va finito quando è moribondo invece di allearsi con lui e restituirgli quindi vita, come è successo un anno fa. Grillo ha affermato stasera che «riconsegnare a Berlusconi il Paese per sei mesi o un anno credo che sia un crimine contro la galassia» [Fonte: Il Fatto Quotidiano].
Non so naturalmente che cosa accadrà nei prossimi giorni e settimane ma tutto è cambiato. È questo che conta. È cambiato anche nella Sicilia profonda, nel mio paese. A Bronte il Movimento 5 Stelle è il primo partito con 2.276 (28,35%) voti al Senato e 2.929 (31,77%) alla Camera [Fonte: CTzen]. E questo nonostante il sindaco, senatore uscente del Pdl, abbia candidato suo genero alla Camera. Per quanti conoscono il dominio della mentalità berlusconiano/mafiosa a Bronte, si tratta di un risultato eccezionale. Se anche in Sicilia può accadere questo, per l’Italia c’è futuro.

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sì, caro Alberto, su questa faccenda degli F35, come al solito, il PD sta facendo una brutta figura, infatti le voci decise sono poche e poi è il «solito» Civati
http://www.ciwati.it/2013/06/25/chi-e-il-bastian-contrario/

Vedremo che accadrà caro Alberto. In questo momento il Partito Democratico è assai lacerato al suo interno, e tutti aspettano questo famoso congresso. Napolitano è sempre stato troppo morbido col Cavaliere, e molti nel PD si ricordano anche di quando, contrariamente a Berlinguer, auspicava una convivenza pacifica con Craxi. Penso anch’io che nel Partito Democratico vi sia chi ritiene la salvezza del Governo in carica lo scopo più prezioso e cercherà di far valere il timore dei gravissimi problemi di default finanziario previsti (sarà anche un comico, ma per me spesso ci azzecca) da Grillo per novembre. Onestamente su cosa accadrà non ne ho nessuna idea.

È comunque assai rilevante che a Ragusa Valentina Spata, dirigente locale del Partito Democratico ha appoggiato apertamente il candidato del Movimento 5 Stelle. Se un esponente di spicco lo ha fatto, è da supporre che molti elettori e iscritti di base abbiano avuto il medesimo orientamento. Credo che gli elettori del PD e del M5S siano molto più vicini, sul territorio, rispetto a quanto accade in Parlamento. Penso che il M5S deve lasciar da parte le beghe interne e ritornare il più possibile al rapporto diretto con i territori. Per quanto concerne il Partito Democratico, la situazione è a dir poco tellurica, basti pensare ai volontari che si stanno rifiutando di lavorare alle feste. Se son rose fioriranno.

Tu lo sai, Caro Alberto, io sono uno che prende sul serio il M5S. Difatti sono incerto sul giudizio. Da un lato penso che un accordo politico con la parte non renziana del PD sarebbe stato opportuno (per non portare il paese al caimano su un piatto d’argento), per converso ammiro lo stile gandhiano, il tentativo di incarnare, nel senso preciso del termine, un essere diversi, radicalmente più umani. Davvero non so giudicare appieno, devo attendere quel che accadrà, per capire se ho capito.
Naturalmente, caro Alberto, le mie interlocuzioni hanno lo scopo di meglio comprendere il tuo pensiero.

Caro Alberto, il ragionamento di Grillo non è incoerente, in effetti. Ma intravvedo però due problemi:

– se i voti ricevuti sono per una buona parte frutto di un equivoco, allora il Movimento non è così grande, così esteso, e quindi non è così forte, potente, come era apparso;

– è evidente che durante la campagna elettorale, durante le riuscite manifestazioni di piazza, non si è riusciti a comunicare con chiarezza la propria proposta politica; la presenza dei venti punti sul web non ha chiarito come si sarebbe svolta una politica «reale» per attuarli (infatti alcuni si sono sbagliati…)

L’effetto di tutto ciò rischia di tramutare l’intransigenza in debolezza.
Detto questo, io sono uno di coloro che non credono alla possibilità di un accordo fra M5S e PD, perché le premesse, la «ragione fondante» del M5S lo impedisce, ed anche coerentemente.
Non è una situazione facile, prevedo un ritorno alla grande della destra, probabilmente inevitabile.

Caro Biuso continuerò a leggerla con profitto omettendo di dire la mia in questa piazza. Non mi piace conformarmi a codici di comportamento anche se consolidati e nobili come quelli filosofici. Preferisco non ingrigliarmi in sistematizzazioni, nel caso di specie accademiche, che giudico favorenti esautorazione di pensiero. Cordialità.

Oggi un fedelissimo di Grillo nel condannare chi ha votato Grasso afferma che Grillo è come Mosè e sempre nel sito ufficiale leggo in un articolo sull’elezione del Papa:
«La politica senza soldi è sublime, così come potrebbe diventare una Chiesa senza soldi, un ritorno al cristianesimo delle origini. I ragazzi del M5S a Woodstock a Cesena nel 2010, si auto definirono i “pazzi della democrazia”, così come i francescani erano detti i “pazzi di Dio”.»
Mi auguro siano passaggi folcloristici, così, tanto per dire.

Certo, caro Alberto, condivido (pur non avendolo suffragato elettoralmente) l’idea che il M5S è «altro» rispetto al sistema partitico, e quindi comprendo la coerenza. Però dovrai pur ammettere che, in qualche modo, l’aver avuto un successo elettorale così ampio ha creato una sitazione di incertezza. Ha vinto abbastanza da esser determinante nelle maggioranze ma, com’era prevedibile, non ha vinto abbastanza da avere il fatidico 51% degli eletti. Essere «semplicemente» all’opposizione avrebbe posto meno problemi. La mia idea è che, probabilmente dopo eletto il Presidente della Repubblica, si tornerà al voto, con esito del tutto incerto.

Buona cosa l’elezione di Grasso in alternativa a Schifani. Ma la situazione è a mio avviso assai complessa. È vero che il M5S in qualche modo «costringe» il PD, che è indubbiamente la più grande forza organizzata della sinistra italiana, a prendere posizioni più avanzate. Mi lascia invece un po’ perplesso proprio Grillo stesso che a volte assume toni di stampo messianico e in tal guisa si rivolge ai militanti, prestando il fianco ad una visiona caricaturale del movimento stesso.
È chiaro che il nodo irrisolto e in qualche modo irrisolvibile è il rapporto con il PD e SEL, perchè da un lato sono parte di quel sistema che si intende scardinare e nello stesso tempo sono anche interlocutori con i quali sono possibili convergenze su molti temi. Come elettore di SEL sono contento se il M5S, grazie ad alcuni eletti, favorisce scelte parlamentari che approvo ma, se mi metto dall’ottica della natura, del motivo di essere, del M5S comprendo che la frattura rispetto alla ragione fondante puo’ significare una frantumazione ed una rapida disgregazione. In questa situazione fluida non si puo’ fare previsioni. Quel che temo è che a tre o quattro giorni da un default dello Stato, o meglio dalla minaccia di default, si crei il clima per un «inevitabile» große Koalition. E anche questo evento avrebbe due effetti: uno negativo per il ritorno della destra al governo ma, paradossalmente, sarebbe salutare al M5S perchè gli permetterebbe una «naturale» collocazione antagonista. Son stato lungo, caro Alberto, scusami.

Da ora in poi gli interventi talvolta manichei di Grillo andranno considerati dei postulati; mera attività concettuale che nel suo esplicarsi pratico si emancipa da sé stessa. Molto bene.

Sono contenta che alcuni senatori del M5S abbiano votato Grasso. Grillo ha sempre detto che i neo-eletti del M5S avrebbero votato “legge per legge”. Bene, questa era la 1^ votazione alla quale era giusto che i grillini votassero scegliendo un procuratore anti-mafia anziché un mafioso. Ciò non toglierà loro la possibilità di costituire l’ago della bilancia al Senato e agire per il bene del Paese (approvando/non approvando le proposte in odg). Continuo ad auspicarmi che lo facciano votando non sulla base di pregiudizi o linee assolute precostituite (la verità assoluta non l’avrebbe neanche un dio, se esistesse), ma sulla base della loro onestà morale e intellettuale.

Ieri è successo qualcosa di molto significativo in Parlamento.
La sola presenza, infatti, di un gruppo come quello del M5S ha indotto il PD e il suo segretario Bersani -che in questo si è rivelato un politico molto abile- a non candidare dei vecchi esponenti dell’apparato di partito ma dei nomi completamente nuovi e più credibili.
La forza di un movimento politico si misura non soltanto con la sua azione diretta ma anche dagli effetti indiretti che produce. Si tratta quindi di un ottimo segno. È ciò che ho pensato dopo l’elezione a presidenti delle camere di Laura Boldrini e Piero Grasso.
Quanto alle “spaccature” dentro il M5S: ma non venivano accusati di essere leninisti ed eterodiretti? Evidentemente si trattava e si tratta di una delle tante accuse fasulle.
Lo conferma quanto dichiarato dal capogruppo Crimi:

==========
VOTI SECONDO COS 2/2 “E’ stato deciso all’unanimità di non votare Schifani. Dentro l’urna il voto è segreto, qualcuno ha agito secondo coscienza”. Così il capogruppo del M5S al Senato Crimi sulle divisioni dei senatori 5 Stelle sul voto per il presidente del Senato.”La stragrande maggioranza ha tenuto la linea, probabilmente qualcuno non se l’è sentita di vedere eletta una persona come Schifani”.
“In ogni modo è stata una bella giornata per noi, abbiamo fatto un percorso non dettato” da segreterie o da capi.
“Si sta perpetuando la rottura di prassi istituzionale che vedeva l’assegnazione di una delle Camere al maggior partito dell’opposizione”, sottolinea.
==========

Fonte: Televideo, 17/03/2013 01:19

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Bisogna che i partiti si rassegnino e accettino le cose per quel che sono. Le loro, diciamo. Perchè non cambieranno davvero mai. Inutile la rabbia dei cittadini, inutili i voti di protesta, inutili gli avvertimenti, è più forte di loro. E’ una resistenza culturale interna, sta nel Dna di chi è cresciuto con questa politica malata e deviata e non riesce proprio a guarire. Piccoli e grandi esempi, dimostrazioni che così è, senza possibilità di cambiare. Ieri il Consiglio di presidenza dell’Ars ha dato l’ok per i due minigruppi di Pid e Grande Sud. Non hanno i cinque deputati previsti, ma esiste una deroga ed è stata utilizzata. Così i deputati dei due partiti percepiranno 2000 euro in più al mese in quanto segretari del consiglio stesso e Grande Sud, che oggi ha di fatto solo due deputati, ne ha uno che è capogruppo l’altro segretario del consiglio. Deroga votata all’unanimità, unica eccezione il voto contrario dell’onorevole Venturino del M5S. Inutile predicare un po’ di rispetto, un po’ di umiltà, un po’ di risparmi, mentre la gente muore letteralmente di fame. Tutto inutile, appelli che cadono nel vuoto, anche se i partiti sentono in qualche modo il terreno cedere sotto i loro piedi. Ma sperano, sperano sempre che alla fine la gente dimentichi, faccia finta di nulla e nella disperazione continui a votare e ad eleggere quelle facce e quelle teste. C’è qualche intellettuale di buona volontà che sarebbe disposto a scrivere una letterina a questi deputati per spiegare loro che se il Paese è oggi ingovernabile è principalmente per colpa di questa politica? p.s. scritta con parole semplici, va da sé…
========

[Fonte: Andrea Lodato, La casta e le cattive abitudini nel Dna , 14.3.2013 ]

Sempre più convinto, sempre di più, che l’unica speranza è un governo del M5S

Però una domanda, caro Alberto, te la debbo porre, perché è a mio avviso un nodo irrisolto. Il Partito Democratico, per gli eletti del Movimento Cinque Stelle, è un interlocutore particolare, oppure no? Grillo sempre nei suoi comizi afferma (e non senza qualche ragione, anche) che il PD e il PDL sono due facce della stessa medaglia, per cui vanno entrambi avversati e cacciati dalle stanze del potere, per farvi entrare i cittadini eletti nel Movimento. Quindi in qualche modo è un’illusione del Bersani quella di poter trovare un’alleanza parlamentare, e difatti alcuni fra i suoi gli consigliano di lasciar perdere, affidare a Napolitano il compito di constatare la mancanza di una maggioranza possibile e quindi di avviare il ritorno alle urne. In mezzo c’è la questione del Quirinale, ma è una complicazione a parte, su questo sorvoliamo). Altre volte, non da Grillo ma da personalità del Movimento, sembra configurarsi l’idea che è possibile, seppur sotto forma di un doloroso braccio di ferro, un accordo col PD.
Secondo me ci vuole chiarezza, a questo punto.
O la va o la spacca: si rivota, se il M5S ha una maggioranza parlamentare l’Italia cambia (c’è anche dei rischi, ma cambia) oppure no, anche perché son convinto che se non vince il M5S di certo vince la destra.
Vedremo, debbo dire che in vita mia mai sono stato tanto incerto su quel che accadrà.

Caro Biuso,
esterno insieme alle simpatie per il M5S personali perplessità di fondo. Le sarei grato di un suo contributo nel merito per farmi chiarezza.
Il giorno dopo le elezioni nel blog del moVimento avevo letto:
«Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove […] erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio e ora siamo fuori, siamo usciti nella luce…»
Con gergo sacrale è evocato un immaginario sociale scisso in due categorie inconciliabili: da una parte antichi faraoni miscredenti e crudeli, dall’altra la novella comunità degli eletti immacolati che sconfigge i tiranni approdando all’agognata terra promessa. Lì la folla dei prescelti da un Dio ignoto gioisce per l’eroica vittoria e si commuove per l’avvenuta redenzione. Sto esagerando eppure mi chiedo e le chiedo:
vede i rischi di una impostazione gerarchica e di suggestione di gruppo che potrebbero annichilire il pensiero personale? Il M5S potrebbe contenere in nuce irrecuperabili derive poco democratiche?
Annoto che più le piazze si riempivano e più la semantica di Grillo virava in direzione mitica, biblica, quasi apocalittica e i comizi si trasformavano in prediche.
Subodoro un tralignamento dal civismo al parareligioso (nella fattispecie di Grillo un mix di Savonarola e dei Blues Brothers che tirano dritto indifferenti al confronto dialettico col diverso da sé) che non mi piace. Esagerazione e semplicismo nell’annunciare al mondo una presupposta verità assoluta, perfetta, messianica, invincibile, per fortuna più simile a quella di un predicatore pentecostale americano che a quella di un duce nostrano.
Quando in una comunità il pensiero del singolo tende a diventare evanescente fagocitato nell’anima di gruppo e mistiche comunitarie vengono confuse con prassi politiche non ne è mai uscito nulla di buono. Ritiene il M5S indenne da queste potenziali derive?
Cordialità

Bruno Vergani

Del tutto d’accordo con questo commento di diegob…d’accordo con la sua “opportunità” e il suo lucido carattere “politico”!!
Pinomario

io credo che «nelle cose» ci sia una possibilità di un incontro fra le due forze politiche (che insieme rappresentano in effetti una maggioranza anche consistente del corpo elettorale), se avverrà, sarà un bene; l’importante è che accada questo, al di là delle valutazioni sulle colpe per ciò che è accaduto prima (valutazioni interessanti ma non utili, a mio avviso, in questo delicatissimo momento)

Su Repubblica leggo un appello bello, nobile e incredibile che parla di:

=========
quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili. Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e anti-evasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav. E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).
=========

È infatti un appello che andrebbe rivolto al PD, non al Movimento 5 Stelle, PD che -semplicemente- non sottoscriverà mai quel tipo di impegno programmatico.
Lo faccia, se riesce, e poi si vedrà.

Ho riportato volentieri sul mio sito, accennando però ai miei dubbi, dei quali, più diffusamente, ti ho scritto in privato, caro Alberto.

Per quanto durissima, questa reazione, è quasi scontata, ineluttabile. E credo che sicuramente si andrà anche molto oltre.
Però io farei molta attenzione ad evitare vittimismo, stupore. Il potere è potere. Forse che il timore dell’avvento al governo delle sinistre, in Italia, non sia stato il detonatore di una lunga serie di stragi?
Io penso, anche se non mi piace, che un minimo di compromesso con «il meno peggio» del sistema di potere (magari SEL, magari le personalità migliori dell’area del PD) sia utile ad evitare fatti anche drammatici.
Certamente Grillo fa paura, tanta paura, le reazioni saranno molto pericolose.
Ovviamente io penso questo perchè in fondo un compromesso col PDmenoelle lo auspico, non lo nego, ma temo di non sbagliarmi troppo nelle previsioni pessimistiche. Perdonami la cupezza, lo so che il tuo entusiasmo è fatto di luce, di speranza, di umanità e non meriterebbe certe prospettive. Ma un amico, se non è sincero, che amico è?

Sarò molto chiaro, caro Alberto. Io sono di quelli che non crede alle fesserie di chi attribuisce a Grillo una banale «tattica», penso che il movimento sia davvero coerentemente rivoluzionario. Quindi lo prendo sul serio, per molti versi mi piace anche.
Ti espongo però il mio dubbio più tenace, non perché tu debba convincere me, io non sono nessuno, ma perché tu possa, se credi, argomentare su questo punto.
Il Movimento è quello che deve essere, ma non è il solo attore della scena, e non mi riferisco solo a quei cadaveri che sono i partiti, ma a tutti i poteri, compresi i militari (eri giovanissimo, ma di certo ti ricordi del Cile. Questi poteri, molleranno la presa dentro il gioco della democrazia o c’è il rischio che la partita si giochi anche fuori?
Ti stimo enormemente, non scriverei se non fosse così, cose così gravi.

Caro Professore,

ho appena firmato la richiesta e contestualmente ne approfitto per porre alla sua attenzione, e a quella dei lettori, questo video che fa un po’ il punto della situazione.

Buona visione

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