Blog Vita pensata 7 – Gennaio 2011

Vita pensata 7 – Gennaio 2011

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caro prof. biuso, vorrei tornare un attimo sulla bella recensione del testo perchè non siamo il nostro cervello dove in effetti è ben spiegato quel senso di confine invalicabile nelle quali si fermano le neuroscienze; in sostanza: vedere la struttura fisica del cervello, vedere anche con mezzi raffinati, non significherà mai vedere il pensiero; e la risposta è appunto nella natura della mente, che è un processo che comprende molto anche fuori dal cervello fisico

ora le domando, con una punta di malizia: ma chi ha letto il suo bellissimo la mente temporale, ha necessità di leggere anche questo testo? a me pare che in definitiva, probabilmente con un rigore filosofico più solido, nel suo testo ci sia già tutto l’argomento

caro prof. Biuso, mi sono permesso di commentare il bell’articolo di Niccolò Cappelli, e mi permetto di riportare anche qui il mio pensiero

E’ interessante il parallelo fra Plotino e Jung, e gli scritti del grande svizzero sono sempre stati affascinanti.
Io sono d’accordo che c’è come un substrato comune, un’anima profonda collettiva, un inconscio che accomuna tutti gli umani. Ma preferisco arrivarci per altra strada: la teoria degli archetipi è elegante, onirica, bella, ma non mi convince in toto, almeno per quel che l’ho capita io. Preferisco arrivare all’incoscio comune, alla base comune dell’animo umano con l’aiuto di Irenäus Eibl-Eibesfeldt. Leggendo Amore e Odio, ho trovato nella filogenesi, nella storia della specie, quelle basi comuni, quelle profonde e arcaiche strutture che preesistono alla nostra esperienza. Mi pare quella la strada giusta, più fondata, ma forse sono solo io, più consono a quel modo di inquadrare il tema.

mi permetto anche, se non sono inopportuno, il link a tutto il mio commento

un numero ricchissimo di articoli interessanti, come sempre, mi accingo (impegni di lavoro e famiglia permettendo) ad una lettura per me molto piacevole

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