Blog Sacro – Teologie I

Sacro – Teologie I

È uscito da qualche giorno il numero 30 (anno XIV, maggio 2024) di Vita pensata.
Un numero dedicato al sacro e alle teologie. L’argomento ha suscitato molto interesse e abbiamo ricevuto numerosi contributi per la valutazione e l’eventuale pubblicazione. Abbiamo quindi deciso di dedicare anche il numero 31 a questo tema, come si può leggere nella pagina della rivista con le informazioni per chi volesse sottoporre alla redazione un proprio articolo: Tema del prossimo numero – Call for Papers.
Qui sotto i due link dai quali è possibile leggere la rivista sul sito o scaricarla integralmente in  formato pdf. Da questo numero sul sito della rivista si trovano gli abstract/parole chiave di ogni saggio e le indicazioni bibliografiche (insieme all’incipit) delle recensioni. La versione integrale dei testi si trova invece nel pdf generale e in quelli dei singoli contributi. Aggiungo il pdf dell’editoriale, come sempre sintetico.

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Caro Aberto, provo ad impostare una breve riflessione sull’argomento che proponi ossia la decisione di dedicare anche il numero 31 di “Vita Pensata” al tema del sacro, della teologia e quindi della religione. In questa mia comunicazione assumo come sostanzialmente equivalenti termini che invece hanno delle differenze semantiche importanti, come, ad esempio, le parole “religione” e “sacro”.
Non sono sorpreso per l’ampiezza della risposta e la pluralità delle proposte pervenute come contributi al numero 30 di V.P. Approvo nettamente la decisione presa di accogliere nel prossimo numero di V.P., il 31, nuovi e ulteriori contributi. La ragione o le ragioni di questo successo non sono facili da indicare poiché il tridente formato da sacro-teologia-religione/divino porta con sé motivi e ragioni di permanente richiamo e fascino intellettuale ma, al tempo stesso, esso sembra dissolversi in una inesauribile crisi di significatività. Nel proclamare e nel predicare dai pulpiti la centralità e imprescindibilità del discorso “religioso” per la comprensione del logos divino, del mistero di Dio e della salvezza dell’uomo noi cristiani, noi credenti facciamo ricorso inevitabilmente alla teologia o almeno ad alcune sue forme correnti e semplificate. Essa sta nell’ordine del discorso che di volta in volta allestiamo con una declinazione, con una “forma” assai incerta tra la soteriologia, l’accesso alla comprensione del mistero della vita e di Dio, la ripetizione rituale di parole convenzionali pronunciate come un mantra. E’ difficile, è assai raro imbattersi oggi nella ritrovata consapevolezza della parola divina. E questo è qualcosa di paradossale, da cui non riusciamo a venirne fuori. Ti dico queste cose non per dissuaderti dal progetto del numero 31 ma, al contrario, per sottolineare l’opportunità e il coraggio di affrontare questioni complesse proprio perché hanno una lunga e radicata tradizione di elementi talvolta positivi e talvolta negativi.

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