Che cosa Marx può dirci oggi? Rileggendo Althusser
in Il Pensiero Storico. Rivista internazionale di storia delle idee
16 giugno 2023
pagine 1-6

Per Marx e oltre Marx. Dopo il XX Congresso del PCUS (1956), che per il movimento comunista mondiale fu trauma ma fu anche slancio, nella complessa e aperta contingenza degli anni Sessanta, uno dei più rigorosi filosofi marxisti elabora un’interpretazione delle opere di Marx che le libera da vari miti teoretici invalidanti e restituisce significato, obiettivi e complessità a opere come i Manoscritti economico-filosofici, L’Ideologia tedesca, Il Capitale. Il risultato è l’apertura del paradigma marxiano non alle ‘scienze umane’ ma all’epistemologia e alla metafisica.
È anche la piena consapevolezza epistemologica a generare una lettura del tutto corretta e plausibile del marxismo come filosofia antiumanistica. Un antiumanesimo teorico che è condizione della conoscenza «del mondo umano stesso, e della sua trasformazione pratica. Si può conoscere qualcosa degli uomini soltanto alla condizione assoluta di ridurre in cenere il mito filosofico (teorico) dell’uomo».
Il frutto del radicale rifiuto dell’umanesimo è un’apertura alla complessità della storia e degli eventi che rimuove la dimensione psicologica, volontaristica e ‘spirituale’ a favore invece della necessità insita nei processi dei quali gli umani non sono le guide ma una semplice parte.
Per Marx di Louis Althusser è pervaso di una serietà della politica senza la quale la πόλις si riduce a puro spettacolo.

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Caro Alberto, ho letto con interesse e coinvolgimento teoretico la tua rigorosa esposizione del marxismo di Althusser di cui hai indicato con sistematicità e precisione gli snodi che articolano la sua personale interpretazione antihegeliana ed antiumanistica, interpretazione che ha avuto un indubbio ruolo nel marxismo novecentesco. Hai detto bene: con il filosofo francese si realizza quella apertura del paradigma marxiano “alla epistemologia e alla metafisica”.
Vorrei comunque dare una mia risposta al quesito che tu formuli nel titolo: che cosa può dirci Marx oggi? Ti rispondo con estrema sincerità: il Marx di Althusser non ci serve più se non come consapevolezza di una interpretazione che ha puntato con determinazione alla rottura con una precedente e importante tradizione, prevalentemente ottocentesca, del marxismo. Il Marx che ci può servire oggi è quello che ha saputo leggere alcuni fondamentali caratteri del capitalismo e dell’antagonismo che esso genera. Ma questo Marx ha, a mio parere, un rapporto costitutivo e insostituibile con Hegel . Molto poco, invece, con gli astratti “elementi” dello strutturalismo che dovrebbero sostituire la soggettività antagonista.

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