La difesa della lingua non è cosa anacronistica
il manifesto
21 febbraio 2018
pagina 11

I tedeschi dicono che siamo Sprachleib, siamo un corpo che parla. Che pensa parlando. Che germina parole dalla percezione, dai ricordi, dal dolore, dalle attese. Che produce parole come le stelle generano luce.
Una lingua è anche un sistema sintattico e grammaticale; è anche un formidabile strumento di comunicazione; è anche una potente manifestazione dell’identità della comunità che la parla. Ma una lingua è soprattutto un modo d’essere fondamentale ed è per questo che ogni decisione politica sulla lingua è delicatissima, porta con sé conseguenze radicali. La sua difesa non è mai quella di un carattere nazionale ma costituisce la salvaguardia di una ricchezza collettiva.

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5 Commenti
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Mi associo prima che mi associno alle patrie galere per avere sparato a chi assassina l’italiano. Psq

È il fessbucchesco. Non me ne parlare. Mi sfrigolano gli indici sul grilletto. Chi mette un punto esclmativo venti frustate, chi scirvve noooo, 50 frustate, chi non sa a che cosa servono i puntini sospensivi e poi li postilla con un esclamativo, 100 frustate

Condivido in toto. Domani è venerdì, e pensare se stessi incardinati in un week-end, vuol dire essersi già perduti. Noi siamo il nostro racconto interiore.

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