L’arte nel Mediterraneo, in Europa, è nata come epica. È nata con Omero e con Esiodo.
E l’arte europea raggiunge i suoi massimi risultati quando a tale origine rimane fedele. In musica un solo esempio: la Nona Sinfonia di Beethoven; nella pittura e nell’architettura il Barocco; nella letteratura il grande romanzo europeo, che da Manzoni a Céline, da Gadda a Proust, è soprattutto epico, ponendo l’interiorità e la psicologia sempre al servizio di grandi cattedrali narrative, come la Recherche. Anche per questo ho potuto intitolare un saggio dedicato a quest’opera Proust, l’omerico.
Il Barocco è una delle età più fulgide anche della storia della musica – Bach e la sua epoca – e continua a riverberare potenza oltre il Sei e Settecento.
Un esempio è il finale dell’opera di Gioacchino Rossini Guglielmo Tell (1829). Molte persone non più giovanissime conoscono questo brano perché nella sua versione soltanto orchestrale apriva le trasmissioni della RAI quando vigeva in Italia un monopolio che ha consentito al mezzo televisivo di generare cultura. Poi è arrivato il berlusconismo, vale a dire la totale imitazione/subordinazione della produzione televisiva italiana a quella statunitense e quindi alla bêtise.
Propongo dunque l’ascolto dell’aria Tutto cangia, il ciel s’abella, nella quale la ripetizione circolare di una potente melodia disegna davvero un inno alla libertà:
- Spotify – Esecuzione dell’orchestra del Teatro alla Scala, direttore Riccardo Muti
- YouTube – Un’esecuzione durante la quale si vedono paesaggi costellati di grandi montagne; una chiave appunto e giustamente epica.
Le versioni del testo sono due, entrambe intrise di sentimenti romantici. Eccole:
Tutto cangia, il ciel s’abbella,
L’aria è pura.
Il dì raggiante.
La natura è lieta anch’ella.
E allo sguardo incerto, errante,
Tutto dolce e nuovo appar.
Quel contento che in me sento
Non può l’anima spiegar.
*******
Tutto cangia, il ciel s’abbella,
L’aria è pura.
Il dì raggiante.
La natura è lieta anch’ella.
Può allo sguardo un solo istante
Or nuovo il mondo rivelar!
E in ogni cor per santo evento
Alzi un grido al ciel tonante.:
Di tuo regno fia l’avvento
Sulla terra libertà, o libertà.






Bravo. Il tuo elogio del Barocco che si spinge fino a Rossini e all’aria del finale del Guglielmo Tell mi pare centratissima. E poi con quel video tra le cime innevate e potenti come il canto che ne accompagna la visione! Un incantevole e bellissimo regalo.