Sarah Dierna
Recensione a:
Episteme. Scritti di filosofia della scienza
in Discipline Filosofiche
8 aprile 2026
«Come si vede, la filosofia di Friedrich Nietzsche che in Chronos si esprimeva nella forma del confronto con Platone e con Spinoza, in Logos nella dialettica tra Dioniso e Apollo, ritorna in questo libro nella veste scientifica del prospettivismo. Infatti, benché Biuso non lo affermi esplicitamente, Episteme si pone del tutto in continuità con i due volumi precedenti (usciti presso la stessa collana di Mimesis), senza che questo tolga autonomia a ciascun libro. Gli argomenti ritornano senza tuttavia ripetersi, affrontati di volta in volta da punti di vista diversi.
Questo è sicuramente ravvisabile nella semantica del tempo – se si è letto Chronos, si intravvede per esempio nelle unità discrete di Julian Barbour un confronto simile a quello avuto con Emanuele Severino –, l’analitica esistenziale, che in Logos assume i toni caldi delle passioni umane, in questo libro cede il passo allo sguardo freddo che descrive la vita come semplice espressione della materia organica dalla durata trascurabile rispetto ai tempi del cosmo. Cosmo che infatti ‘è perfetto ovunque non ci sia nascita organica ma si dia la potenza senza dolore della materia e del tempo’ (p. 312).
Il lettore che si è confrontato con tutti e tre i libri ha l’impressione di un punto di vista che man mano si accresce; negli Scritti di filosofia della scienza – forse assai più di quanto accade negli altri – ci si confronta in modo più aperto con i temi che si trovano sotto i riflettori della ricerca scientifica odierna: non soltanto i dibattiti delle scienze contemporanee ma anche, come si è detto, alcuni dei problemi relativi all’Intelligenza Artificiale (ed è interessante notare come proprio i capitoli dedicati all’Artificiale e pubblicati per la prima volta nel 2015 serbano ancora la loro attualità), alla più recente esperienza del Covid. È come se in Episteme il processo diairetico della metafisica approdasse anche agli sviluppi concreti delle scienze, senza appiattirsi naturalmente su di essi».






Il commento di Sarah Dierna su “Episteme” mi sembra pienamente centrato, pertinente e del tutto calzante. Condivido, in particolare, il suo giudizio secondo cui “Il lettore che si è confrontato con tutti e tre i libri ha l’impressione di un punto di vista che man mano si accresce”.