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Teocrazia e demenza / 1

 

Trump_blasfemo

Ecco come si esprime un criminale blasfemo, che crede di parlare in nome di un Dio. Trump è soltanto la manifestazione chiara e patologica della bestemmia che gli Stati Uniti d’America sono.
Immaginiamo i capi della Federazione Russa o della Repubblica Cinese pronunciare parole come queste contro un qualsiasi altro Paese e popolo del mondo, contro una delle civiltà più antiche e raffinate della storia euroasiatica.
La stampa atlantista e occidentalista, l’Unione Europea, i capi degli Stati Uniti d’America urlerebbero al terrorismo, al massacro, alla distruzione dei diritti umani.
A parlare è invece il capo dell’egemone, della potenza mortale del XXI secolo. E dunque silenzio assoluto.
Ecco, un evento come questo mostra da solo – anche se non ci fosse tutto il resto – il grado di servilismo politico e di perversione antropologica dell’occidente. L’ipocrisia morale è soltanto un effetto collaterale di questa decadenza della civiltà anglosionista.
L’informazione dell’Unione Europea e i sudditi che essa plasma sono responsabili dell’orrore e del genocidio, a Gaza e altrove, quanto gli imperialisti USA e i razzisti di Israele. Come ha scritto Francesco Accardo: «Che stanotte succeda qualcosa o non succeda nulla, il silenzio dei vertici europei dopo le inaudite minacce di Trump è un’onta incancellabile. Vigliacchi e traditori dell’Europa».
Esatto. I servi sono infatti causa del male quanto lo sono i barbari, con in più la vergogna della servitù complice, inetta, miserabile. L’Unione Europea è questo nulla della dissoluzione.

Nei suoi interventi il collega Andrea Zhok esprime e riassume perfettamente ciò che penso degli Stati Uniti d’America, di Israele, dell’Iran. Mi affido quindi ad alcune delle sue efficaci parole. I grassetti sono miei.

 

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Ricapitolando
Andrea Zhok, 6.4.2026

L’Unione Europea nel 2012 ha messo sotto severe sanzioni l’Iran, seguendo la scia delle sanzioni statunitensi che risalgono alla nascita della Rivoluzione islamica (1979). Le sanzioni includono il divieto di importazione, acquisto e trasporto di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani. Le motivazioni ufficiali per le sanzioni sono sempre altamente umanitarie: le violazioni dei diritti umani.
Dal 2022 l’Unione Europea ha avviato una serie di sanzioni di pesantezza crescente nei confronti della Russia, primo fornitore energetico dell’Europa. Anche qui, di fronte alle osservazioni di schietto buon senso, che osservavano come un’area di trasformazione industriale come quella europea, priva di rilevanti risorse energetiche, avrebbe dovuto operare per una rapida chiusura del contenzioso e non per un muro contro muro, la risposta ufficiale ha percorso le usuali linee di alta inflessibile idealità. Non si poteva transigere perché la libertà, la difesa della sovranità ucraina, la violazione del diritto internazionale…
[…]
Si potrebbe a questo punto concludere che l’Unione Europea sia guidata da anime belle, incapaci di qualunque ragionamento in termini di realismo politico, tragicamente disinformati su ciò che avviene in paesi terzi, ma almeno vigorosamente mossi da una moralità integerrima e restia ad ogni compromesso.
Poi, però il quadro si confonde un tantino. Tra il 2023 e il 2025 Israele ha sterminato almeno 70.000 civili palestinesi, ha raso al suolo gran parte della striscia di Gaza (con la scusa della presenza di Hamas), ha sfollato interi quartieri della Cisgiordania (senza la scusa di Hamas, visto che lì non c’è), ha arrestato indiscriminatamente e detenuto a tempo indeterminato, ha sparato con cecchini su bambini, ha violentato carcerati e assolto i violentatori, ha bastonato sistematicamente esercenti in Cisgiordania con la copertura della polizia, ecc. ecc.
Sanzioni europee non pervenute. Saranno stati distratti, c’era l’Eurovision.
Nel giugno 2025 Israele e USA hanno attaccato unilateralmente la Repubblica Iraniana, assassinando numerosi scienziati iraniani con le loro famiglie, facendo esplodere interi caseggiati, radendo al suolo quartieri e infrastrutture. L’attacco avviene senza dichiarazione di guerra, senza alcun mandato o consenso internazionale, insomma in piena e sfacciata violazione di ogni diritto internazionale.
L’Unione Europea, tuttavia, sembra seriamente occupata in un torneo di padel e non trova il tempo per muovere non dico sanzioni, ma neanche un sommesso rimprovero agli aggressori. L‘intransigenza morale ora latita.
Nel marzo 2026 Israele ed USA aggrediscono nuovamente l’Iran, ne assassinano il leader spirituale, uccidono nei primissimi giorni 168 bambine in una scuola, nelle settimane successive colpiscono oltre 600 scuole, ospedali, poli universitari. La distruzione è in corso.
Ma a marzo l’Unione Europea deve avere il torneo di bridge e dunque di sanzioni, o comunque di reazioni politiche degne di nota, neppure l’ombra.
Oggi a primavera 2026 l’Europa riceve il grosso del suo fabbisogno energetico dagli USA (che ha violato ogni forma di diritto internazionale e ogni espressione di diritti umani) e da quel che ancora arriva dai paesi del Golfo, in particolare l’Arabia Saudita (la cui documentazione in termini di diritti umani, secondo tutte le agenzie internazionali – per lo più con sede negli USA – è ampiamente peggiore di quella iraniana.)
Ora, mentre le popolazioni europee iniziano a subire l’onda dell’inflazione, della stagnazione, della deindustrializzazione, in ordine sparso i vari leader europei si mostrano sui social o in TV per “manifestare grande preoccupazione”, per suggerire di “usare poco l’auto e lavorare in remoto,” per “prepararsi a tempi duri”.
Ecco, ricordo sommessamente che nel codice italiano esistono pene specifiche per attentati contro l’integrità, indipendenza e unità dello Stato, per intelligenza con il nemico, e per infedeltà negli affari di Stato.
Anche se, certo, la ghigliottina presenta tutt’altro fascino.

 

Andrea Zhok, 7.4.2026

1) Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump:
“Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che succeda, ma probabilmente succederà.” [A whole civilization will die tonight, never to be brought back. I don’t want that to happen, but it probably will.”]

2) Il ministro della sicurezza nazionale israeliana Ben Gvir:
“Gli ho già preso tutto [ai Palestinesi]. Ora voglio togliere la vita anche a quei terroristi. È giusto, è equo, e accadrà.”
Il prossimo che oserà ripetere roba tipo: “Israele-unica-democrazia-del-Medio-Oriente” / “Stati-Uniti-leader-della-democrazia-occidentale”, sappia che non troverà più solo parole in replica.
Credo che le spiegazioni abbiano fatto il loro tempo.
Non è possibile che tutti paghino sempre per l’indottrinamento dei cretini.

[…]
E sia chiaro che a questa catastrofe ci hanno portato non Trump, non Netanyahu – che fanno benissimo gli affari propri – ma le nostre politiche e l’ottusità di un elettorato incapace di uscire da schematismi retorici, un elettorato che ha consentito per almeno trent’anni a personaggi inguardabili di distruggere l’Italia e l’Europa.
Abbiamo giocato per tre decenni una partita tutta di contrapposizioni “simboliche”, di fuffa sovrastrutturale, ci siamo preoccupati dei cessi unisex, dello schwa, di vietare moschee, di fare la faccia feroce con i poveracci, ci siamo riempiti la bocca di diritti umani e diritto internazionale – se e quando lo ordinava il padrone oltreatlantico – e su ciò abbiamo organizzato fuochi d’artificio dialettici nei Talk Show.
A chi parlava di sovranità alimentare, monetaria ed energetica si è risposto dandogli del fascista o del rossobruno.
A chi criticava quella demenza criminale della “austerità espansiva” si dava del populista.
E ora, come rimanenza di quella lunga stagione ci resta solo una fragilità indifendibile, che porterà a fondo tutti (tranne quella manciata di oligarchi con conti cifrati all’estero, che rientreranno solo a bocce ferme, per comprarvi la casa come nuda proprietà).

 

Andrea Zhok, 8.4.2026

Come temuto e previsto, Israele non ha alcun interesse ad accettare né una tregua né una pace.
D’altro canto, se non fosse stato per le pressioni israeliane, questo mattatoio non avrebbe neanche avuto inizio, visto che per gli USA l’intera operazione era solo un onere (magari per i giochini in borsa di Trump no, ma Trump non governa da solo).
Appena posatasi la polvere dopo l’inizio ufficiale della tregua, Israele ha effettuato il suo più massiccio bombardamento di sempre sul Libano.
Le immagini di morte e distruzione da Beirut sono apocalittiche.
Una volta di più Israele si dimostra come la più costante minaccia alla pace e alla convivenza tra i popoli della regione.
Un’immagine simbolica di tutto ciò era ieri il rabbino capo della comunità ebraica iraniana che  inveiva contro Israele, dopo che l’aviazione dell’IDF aveva distrutto la sinagoga di Teheran e la biblioteca adiacente. Le sue parole sono state: “Non ci perdoneranno mai di essere ebrei antisionisti.”
Israele, con il suo fanatismo, con il suo potenziale militare, con il suo suprematismo etnico, è una minaccia esistenziale per il mondo intero.
L’Iran non abbandonerà il Libano alla sua sorte, dunque se gli Usa non riescono a porre un freno alla frenesia idrofoba di Netanyahu, la guerra riprenderà a breve.

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L’Iran ha resistito, l’Iran sta resistendo. Un popolo che si comporta in questo modo costituisce una comunità che la finanza nichilistica degli USA e di Israele potrà distruggere, forse, ma non potrà sconfiggere.

Rivista Indipendenza
Dal Notiziario del 7 aprile 2026, ore 23:00

– L’atmosfera nelle strade di tutto l’Iran è incredibile. Molti iraniani aspettano la scadenza dell’ultimatum di Trump nelle piazze. Le manifestazioni in favore della Repubblica Islamica e delle forze armate si susseguono ininterrottamente in moltissime piazze del Paese dall’inizio della guerra, nonostante le esplosioni, nonostante i bombardamenti aerei. A fronte delle minacce della Casa Bianca di distruzione totale delle infrastrutture del Paese, 14 milioni di civili iraniani si sono iscritti in apposite liste per difenderle con i loro corpi e si sono detti disposti ad imbracciare le armi.

 

Teocrazia e demenza / 2

E infine arriviamo al cuore nero di tutta la vicenda e della storia. Israele sta continuando i suoi massacri in Libano, tregua o non tregua. Si tratta infatti di uno Stato senza onore, senza misura, si tratta di una entità fondamentalista che è molto pericolosa per tutti.
Trump e Netanyahu sono soltanto i capi attuali degli Stati Uniti d’America e di Israele, sono individui ma gli individui e i loro nomi passano. Il genocidio dei palestinesi dura da ottanta anni, attuato con tutti i capi di governo inglesi, israeliani e statunitensi, a qualunque colore e formazione politica appartenessero. Sino a quando non capiremo che il male non sono questo o quel capo ma sono gli USA e Israele, non avremo scampo.
Politica ed economia rappresentano un orpello, per quanto robusto. La sostanza è il progetto biblico della Grande Israele, la realtà è la guerra di religione dei criminali teocratici anglosionisti.
Gli esseri umani non ebrei sono infatti dei גוים, dei goyim, dei gentili, e la loro vita (la nostra vita) non vale nulla rispetto a quella di un membro del Popolo Eletto.

 

ONU_Libano_8.4.2026

 

 

 

 

 

 

 

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Le parole di Trump sono generate dalla follia di un potere costruito sui modelli della criminalità americana.
La violenza omicida di Israele lascia sgomenti: in quale abisso di spietatezza e ferocia disumana è sprofondato il popolo che si proclama erede di David.

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