Blog I bei felini

I bei felini

Les félins
di René Clément
Francia, 1964
Con: Alain Delon (Marc), Lola Albright (Barbara), Jane Fonda (Melinda)
Trailer del film

Marc è un bellissimo seduttore ma stavolta la sua preda è la moglie di un capomafia newyorchese. Il film si apre con la scena in cui il marito porta la donna nell’albergo dove il tradimento è stato consumato e ordina davanti a lei ai suoi uomini di andare in Europa e portargli la testa del seduttore fuggitivo. Marc è infatti tornato in patria e vive a Montecarlo. I sicari lo trovano e lo conducono nel luogo dove sarà ucciso. Con molta prestanza fisica e di spirito, Marc riesce a fuggire e si rifugia nella villa di una ricca signora e della cugina che le fa da domestica. Anche queste due donne hanno qualcosa da nascondere. Il reciproco gioco di seduzione e di inganno avrà esiti imprevedibili. A fare compagnia alle donne e soprattutto agli uomini – che di fatto vengono sottomessi – sono dei discreti, pigri, distanti gatti, i felini appunto del titolo.
L’Institut Français di Milano – la cui sede sta accanto alla chiesa forse più bella della città: Santa Maria delle Grazie (quella del Cenacolo Vinciano) – organizza un ciclo di film in lingua originale, del presente e del passato. Quest’opera del 1964 è girata comme il faut, con riprese dall’alto, primi piani calibrati ed espressivi, particolari della scena che suggeriscono gli sviluppi della trama, improvvise svolte. Un cinema spettacolare ma non banale, per il quale anche un giallo più o meno sentimentale come questo diventa ragione di godimento estetico, nel suo bianco e nero sempre suggestivo.
Questo genere di cinema, che è stato la norma per decenni, non vuole trasmettere valori, non intende migliorare il mondo, non si fa paladino di cause umanitarie. Non è insomma una inutile e strumentale predica ma è soltanto cinema. Cinema ben fatto, divertente ma sempre epico. L’epica è una dimensione incompatibile con il moralismo. Anche per questo molto cinema contemporaneo – sovraccarico di valori e di messaggi – è semplicemente brutto.

 

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1 Commento
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Film capolavoro, celebre per le ragioni che hai esattamente indicato e che sono pienamente tradotte in simbolo in quei magnifici felini che osservano, indifferenti e partecipi ad un tempo, il buffo arruffarsi di uomini e donne sulla eterne e vacue questioni d’amore, di sesso, di potere. E’ verissimo: la stagione del film non-militante -impegnato nel confezionare storie avvincenti e nel mettere in scena attori di grande fascino e professionalità- ha lasciato non poche testimonianze di una cinematografia intelligente, capace di esplorare l’animo umano e il mondo con inarrivabile scioltezza, leggerezza e acume.

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