Occhi blu
di Michela Cescon
Italia, 2021
Con: Valeria Golino (Valeria), Jean-Hugues Anglade (Il francese), Matteo Olivetti (Marco), Ivano De Matteo (Murena)
Trailer del film
Una impiegata di banca che fa anche la rapinatrice di banche si muove con potenti moto per una Roma sempre deserta, con un capoufficio tirannico e un giovane complice sadico. Un poliziotto non sa che pesci pigliare e un collega francese gli risolve (quasi) il caso, risolvendo anche il proprio personale tormento (e quello della moglie), essendogli stata anni prima uccisa la figlia tredicenne da un motociclista sconosciuto.
Il tutto con primi e primissimi piani alternati a inseguimenti per la città solitaria. Immagini che vorrebbero essere allusive e raffinate e sono soltanto noiose e ripetitive. Un film con molte pretese e con scarsi risultati. L’unico elemento che coinvolga è la tromba di Paolo Fresu, emula di quella di Miles Davis in Ascensore per il patibolo. Un buon film nasce sempre da una buona scrittura, da una sceneggiatura solida e ricca, pronta a diventare immagine. Qui è proprio il testo che manca, il racconto. Oltre che tutto il resto.
Parlo di questo film soltanto perché ne avevo letto recensioni positive da parte di vari critici cinematografici, con colti riferimenti anche al genere polar francese di metà Novecento. Ulteriore dimostrazione che le recensioni ‘artistiche’ (letterarie, teatrali, di mostre o di film) sono in gran parte inaffidabili, frutto probabilmente delle relazioni degli uffici stampa di chi organizza mostre e spettacoli.






Leggo con piacere questo resoconto di una tua “delusione” cinematografica che motivi con riferimenti precisi alla scarsa sostanza della sceneggiatura e al ruolo esclusivamente promozionale degli uffici stampa. È certamente così, infatti, che si realizzano molti film di scarso valore e che comunque entrano nel circuito delle sale di proiezione.