Di stelle e di buio
in Il valzer di un giorno
di Franco Carlisi
Seconda edizione rinnovata nei testi e nelle fotografie
Gente di Fotografia Edizioni, 2018
Pagine 191-195

Vivere significa anche essere aperti al nuovo. Ho voluto quindi provare una per me inedita modalità di scrittura: il racconto. Un testo di completa fantasia, dove non ci fosse nulla di saggistico e nulla di personale.
L’occasione è stata uno splendido libro di Franco Carlisi, al quale il fotografo mi ha chiesto di collaborare. Un fotografo tra i più importanti del presente, che raffigura i corpi, la festa, la tensione, il sorriso, la carne, le luci, le chiese e le strade, i curiosi e le madri, i suoni e i silenzi, il battito pronto a dire di sì, il distacco da ciò che fu, l’attesa dell’avvenire, gli abbracci per sempre e la potenza dell’adesso, il καιρός. E tutto questo nell’istante di uno scatto, in una foto. 

 

 

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«E alla fine è questo che bisogna imparare, la morte.»
la tua disperata serenità intride ogni tuo rigo; io credo che il dilemma fondamentale sia sempre quello: il rapporto fra il corpo e la mente, una coessenza terribile e meravigliosa da cui scaturisce poesia, filosofia, silenzioso pulsare d’una musica/enigma

sei molto molto bravo a scrivere, sempre sporto sull’abisso

A-haa, il filosofo entra nell’arena del narratore… Benvenuto!
Però “meschinetto” lo lasciamo a Collodi, neh. E, se posso dire, i vernacolismi siculi a Camilleri: il tuo fraseggiar poetico punta altrove, lì il dialetto non ha contesto.
Sul “nulla di personale” in un racconto non ti faccio neanche l’onta di contraddire, ma… “nulla di saggistico”? Ma se filosofeggi (e citi) ad ogni riga o “mio buon duca”? ;-)))
La scrittura è preziosa, ça va sans dire, ma – se proseguirai nell’aspra selva – il mio umile parere è che i tuoi racconti guadagneranno dal tuo sforzo d’abbassare la tua propensione a filosofare sul senso della vita, della donna, del piacere e del tutto, per narrare anche qualcosa all’interno della narrazione, oltre che cesellare affascinanti immagini liriche.
Ad esempio, prima di tutto… com’è che lì non muore nessuno?! ;-))))))))))))))))

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