– Trasparenze. Linda Plaisted
in Gente di Fotografia. Rivista di cultura fotografica e immagini
anno XXXII – numero 86 – marzo 2026
pagine 90-96
– Elio Ciol. Sguardi e silenzi
Ivi, pagine 116-119
Che cosa sono le cose che non possiamo vedere? Sono le forme platoniche, gli universali che traspaiono negli enti singoli ma che esistono soltanto perché tali enti partecipano dell’intero e cercano di imitarne la pienezza? Sono gli angeli della tradizione biblica, i quali accompagnano silenziosamente e in trasparenza gli umani e possono sancirne il destino di vita o di morte eterne? Sono i numeri, le leggi matematiche che implacabili e invisibili determinano ogni minimo movimento e mutamento della materia, che si tratti di molecole o di galassie? O sono forse gli enigmatici specchi dei quali parla Paolo di Tarso nella Prima lettera ai Corinzi (13,1)?
Il lavoro fotografico di Linda Plaisted non è soltanto tecnica, linguaggio e poesia. Il suo significato più profondo è teologico. Come estetiche e teologiche sono le splendide immagini di Elio Ciol, del quale in questo numero di Gente di Fotografia recensisco una recente mostra milanese.






Ho letto entrambi i tuoi due articoli pubblicati su “Gente di Fotografia”: li ho travati ambedue molto coinvolgenti. La tua presentazione e interpretazione dell’opera fotografica dei due autori si avvale correttamente di un paradigma filosofico-metafisico (L. Plaisted) e antropologico-storico (E. Ciol): l’uno e l’altro sono pienamente coerenti con le immagini pubblicate. Due contributi di alto profilo. Le due citazioni di Paolo sono molto più di un richiamo culturale e letterario: esse infatti apportano una decisiva apertura verso quelle dimensioni a cui alludono, poi, le splendide ed arcane immagini di Linda Plaisted. Le foto di Elio Ciol hanno una potenza di immagine in bianco e nero che mi hanno profondamente impressionato.