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Dheepan. Una nuova vita
di Jacques Audiard
Con: Jesuthasan Antonythasan (Dheepan), Kalieaswari Srinivasan (Yalini), Claudine Vinasithamby (Illayaal), Vincent Rottiers (Brahim), Marc Zinga (Youssouf)
Francia, 2015
Trailer del film

DeephanUn uomo, una donna, una bambina. Non si conoscono ma hanno bisogno di essere in tre per utilizzare dei passaporti che consentano loro di fuggire dallo Sri Lanka, dalla guerra, dalla miseria. Vengono accolti nella banlieu parigina, che si rivela un mondo squallido e pericoloso. La finta famiglia deve unirsi per affrontare quest’altra guerra. A vegliare sui tre stanno le divinità induiste, soprattutto Shri Ganesh, l’elefante.
Un film intenso, narrato meravigliosamente e dalla tecnica raffinata. Un’opera che non concede nulla al politicamente corretto -forse anche per questo la Palma d’Oro ottenuta al Festival di Cannes nel 2015 non è piaciuta a sinistra- ma che è intrisa di una pietà profonda verso gli umani, la loro violenza, la disperazione della storia e delle vite.
Onirica e politica, distante e sensuale, Dheepan è un’opera profondamente religiosa, che dimostra come il Sacro non abbia bisogno di croci, chiese e dogmi ma gorgogli dal bisogno umano di vivere e sopravvivere. E di questo bisogno sia l’ultimo emblema.

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6 Commenti
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Gentile professor Biuso,

La ringrazio infinitamente per la sua risposta. Le auguro di vedere al più presto Revenant – Redivivo.
Nel corso delle sue lezioni di Sociologia della cultura, ho avuto modo di poter entrare in contatto con l’intero mondo, risvegliando la mia coscienza assopita e acquisendo gli strumenti culturali per interpretare la realtà (e anche i film) in modo differente.

Cordiali saluti,

Enrico Riccardo

Gent.le professor Biuso,

devo ancora vedere Dheepan. Volevo chiederLe cosa pensa del film di Alejandro G. Iñárritu, The Revenant.
Per un confronto, ho scritto una recensione: http://www.lavocedelgattopardo.com/revenant-redivivo-estetica-ed-etica-dello-sguardo/.

Mi è sembrato un film che riporta profondamente temi trattati da C. Türcke in La società eccitata, in particolare la furia omicida con la crudezza e la crudeltà di alcune sequenze in cui vi sono eccessi di ebbrezza, atti di violenza, seppur in uno spazio e in un tempo lontani dal mondo attuale fatto da display, schermi richiamati per diffondere immagini e suoni fuori controllo. La sensation seeking è quella, la ricerca di una sensazione estrema e disperata da parte dei personaggi ma anche dello spettatore che, fino alla fine, spera nella sconfitta del male ricorrendo alla violenza. Il tema della vendetta è solo marginale. Ciò che conta sembra essere il lato oscuro del genere umano.

Certo di una sua cortese risposta,
Le porgo cordiali saluti.

Enrico Riccardo

Scusa Pasquale, ma secondo me Alberto vive a Milano, anche se Catania è una città di grande tradizione culturale; anche se effettivamente io lo «penso» che vola, nella carlinga dell’areo, e forse passa proprio sopra Spezia almeno quattro volte al mese

Io mi domando Alberto, con invidia, dove riesci a vederli ‘sti film; o Catania è una miniera o sul lago passano pochi titoli. Devo vedere questo film. Un caro abbraccio P.

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