Blog Vittime e assassini

Vittime e assassini

Nel periodo natalizio sono apparsi dei manifesti con la seguente scritta: «Non è festa senza i marò liberi. L’Italia alzi la voce». Firmato: ‘Alleanza Nazionale’. Dunque non ci sarebbe stata festa per l’intero popolo italiano senza la rinuncia da parte dell’India a processare due militari accusati di un odioso e gratuito omicidio di classe e di etnia. Dalle loro ben protette navi militari, infatti, costoro avrebbero sparato a degli inermi pescatori indiani.
Nulla invece è stato detto, da parte di questi così solerti ‘patrioti’, sull’orribile morte preceduta da efferate torture di Giulio Regeni, un giovane ricercatore massacrato dalle squadre della morte agli ordini del governo militare egiziano. Anche Regeni era un italiano ma mentre i due che conducono una tranquilla e dispendiosa vita ‘rinchiusi’ in alberghi indiani di lusso (a spese dei nostri contribuenti) sono dei militari, Regeni era un intellettuale, uno studioso, un uomo che cercava di capire con gli strumenti scientifici le modalità e le strutture della dittatura egiziana guidata dal generale Abd al-Fattah al-Sisi.
Dittatura nata dall’inganno -fomentato dalla Nato- delle cosiddette ‘primavere arabe’. Dittatura esaltata -come quella dell’Arabia Saudita e altre- dall’abominevole presidente del consiglio e segretario del Partito Democratico. È con i massacratori egiziani che il nostro Paese dovrebbe «alzare la voce». Ma alla spregevole destra italiana, che sia quella degli eredi del fascismo o quella tecnocratico-americanista del Partito Democratico, non interessano gli uomini liberi, non interessano le vittime di un potere dittatoriale come quello dell’alleato egiziano. Interessa invece la difesa degli assassini in uniforme.
Anche per questo il patriottismo delle destre è infame.

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11 Commenti
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comprendo il tuo profondissimo sconforto, caro Alberto; però ritengo che la specie umana sia nefasta nella sua incarnazione capitalistica (anche quando è capitalismo di stato); lo scrivo pensando alle comunità umane più sagge e più integrate nella biosfera, che pure sono esistite; penso alle illuminanti pagine di Cavalli Sforza laddove, nel contesto degli studi sulla famosa «eva africana», descrive la vita dei Pigmei, una vita così priva della dismisura.

«Di solito hanno un’etica avanzata. Un aspetto importnte delle popolazioni ai livelli più bassi della scala economica è che non sono affatto primitive sul piano morale. Semplicemente hanno una visione profondamente diversa dalla nostra.» (Luca e Francesco Cavalli Sforza, Chi siamo, Codice edizioni 2013, pag. 37)

Grazie Alberto della doppia replica. P.

Poiché avrei debordato dai limiti dell’ospitalità con un commento della cui opportunità non sono del tutto convinto, mi sono assunto la repsonsabilità di un post esiziale che a qualcuno piacerà caldo, altri lascerà freddo. Qui di seguito

http://dascola.me/2016/02/09/candido/

è proprio come scrive Alberto, saremmo orgogliosi del governo italiano se non fosse ipocrita nei confronti del delitto egiziano, se non tenesse conto, in un caso come questo, degli scambi commerciali utili all’economia italiana. E tutta la retorica di discorsi vergognosi, si sviluppa proprio a partire da chi dovrebbe difendere coloro i quali dipendono, almeno in parte, dalla tutela del proprio paese, e tale tutela, non c’è.

io credo che, purtroppo, in un’economia globalizzata, tutti i governi, anche quelli meno indecenti, sono costretti, di fatto, a stringere accordi commerciali ed economici con i dittatori di turno; finchè le persone sparite, torturate ed uccise sono cittadini di quei paesi, la questione è ipocritamente rubricabile come «affari interni»; il mercato globale è il male di fondo che scardina ogni limite all’ipocrisia

non posso scrivere altro, se non che la tua analisi è esatta. Il gravissimo assassinio del giovane italiano, chiama molto di più, delle note, sia pure addolorate, del governo italiano. Ci dice, oltre al lutto, della viltà della tortura, che ancora si pratica ovunque, come mezzo per zittire la voce di chi si impegna per capire, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. E capire, è un mezzo per migliorare,a vanzare, e donare a chi invece non riesce a capire. Anche la propria cultura, è un gsto generoso, perchè influenzerà a raggiera, altre persone, altri stili di vita. magari fosse così! Uccidere è la soluzione adottata da molti singoli, e da molti stati in modo occultato dalla legalità, per comandare, reprimere, impedire. Il disonore dovrebbe ricadere sui colpevoli, ma non è così, per l’uccisione del giovane italiano, temo che sarà difficile ottenere una condanna.E rimane la morte, chi l’ha inflitta, chi l’ha subita. Per i due marò, militari e in posizione di superiorità rispetto ai pescatori, neppure io provo grnade pena, anche se ogni delitto va processato, e dalle conclusioni del processo, giudicato il più oggettivamente possibile. Mi pare che per queswto processo stia passando troppo tempo, e anche questa, è una forma di sopruso che lede la dignità del sistema giudiziario stesso.

Ci devo pensare ma forse troverai il commento adatto nel prossimo mio post sul tema. Se. Non sono sicuro sia utile pubblicarlo. Abbracci P.

Alberto caro, condivido molto il tuo post. Spero solo che le risultanze processuali in India evidenzino delle attenuanti per il grave errore dei nostri due “marò” (in cui, in ogni ipotesi, non riesco a vedere nessun eroismo). Un’unica perplessità mi viene dalla tua chiusa: il governo Renzi (di cui vedo i limiti in tanti campi) non mi pare che, dalle prime battute (vedi Gentiloni), si stia rivelando debole o arrendevole verso le autorità egiziane. Ma anche qua spero che col tempo si avranno dati più chiari.

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