Blog Un giudice

Un giudice

di Fabrizio De André
nell’arrangiamento (magnifico) della Premiata Forneria Marconi
(1979)

La prima versione di questa canzone è del 1971 e fa parte dell’album Non al denaro, non all’amore né al cielo, ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters. Il giudice è Selah Lively, preso in giro da tutti -gli umani son feroci- per la sua altezza e trasformatosi poi in arbitro della vita e della morte altrui.
Il pubblico moralismo condanna la vendetta come sentimento e pratica poco consona alla gente per bene. E in effetti molta vendetta non è altro che semplice risentimento, che lascia il vendicatore in balia dei suoi nemici. Ma vendetta è anche l’oggettiva presa di distanza dall’alterità che ci ha fatto del male, il lasciare l’altro alla sua nullità. Il giudice di De André mi sembra esprima tale oggettività, che non teme le morali ed è libera da ogni senso di colpa.

[audio:Un_giudice.mp3]
Iscriviti
Notificami

7 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate

c’è una cosa che mi frulla in capo, da quando ho letto questo thread ed anche i commenti degli amici lettori

la figura del giudice, nel nostro immaginario, non è però mutata?

quando il grande fabrizio scriveva «il gorilla», per esempio, il giudice era l’incarnazione del potere costituito, un giudice feroce con il rubagalline e mansueto con le persone potenti

oggi, nell’italia di oggi, spesso il giudice ci pare l’unico personaggio che stà dalla parte della legalità, che cerca, a volte perdendo anche la vita, di indagare sulle malefatte dei potenti

sicuramente vi sono anche giudici per nulla simpatici, ma nel complesso, magari anche con un pò di mitologia, oggi la figura del giudice la leggiamo in modo del tutto diverso

sbaglio?

Questa versione di Un giudice mi piace moltissimo.
Nel giudice di De Andrè ho sempre letto la storia di una graduale corruzione d’animo derivante dal potere acquisito. Così, inizialmente il giudice prende le distanze (come scrive il prof. Biuso) da chi l’ha ferito, si vendica, ma, col passare del tempo, si sente sempre di più simile a dio (poichè, come lui, può disporre della sorte degli uomini, arbitro in terra del bene e del male). Fino alla fine dei suoi giorni, quando, credendosi addirittura superiore a dio, si genuflette non in segno di rispetto, ma per abbassarsi alla sua altezza.

Dell’album live del 1979, trovo particolarmente interessante l’arrangiamento di Bocca di rosa.

Un album che ho letteralmente consumato. Un connubio unico e sublime.

Grazie Alberto ! Parole illuminanti in un periodo di falso perdono e di buonismo ipocrita…

Di questo album trovo davvero bello l’arrangiamento di Amico fragile, canzone in sè già bellissima, ma impreziosita da due bei assolo di Franco Mussida…

Nella canzone di De André, oltre al tema dello scherno e della vendetta, comune al testo di Lee Masters, vi è un finale accenno polemico alla viltà del giudice, come altrove nella produzione del cantautore: penso al Il gorilla (che pure è un rifacimento di Brassens) o all’album Storia di un impiegato.

Share this post

Articoli correlati

Il cibo, la caduta
  The Menu di Mark Mylod USA, 2022 Con: Ralph Fiennes (Lo Chef [Slowik]), Anya Taylor-Joy (Margot), Nicholas Hoult (Tyler) Trailer del film Un
Leggi di più
Tibet
Milarepa di Louis Nero Italia, 2025 Con: Isabelle Allen (Milarepa), Harvey Keitel (Marpa), Iazua Larios (Daka), Angela Molina (Khulan), Michael Ronda (Zimoty), F. Murray
Leggi di più
Sul sionismo
Sabato 12 aprile 2025 alle 18,00 nella Villa Di Bella di Viagrande (CT) parlerò del sionismo insieme a Pino Cabras e Leonardo Nicolosi. Il
Leggi di più