Blog La scuola balcanizzata

La scuola balcanizzata

La demolizione della scuola italiana sta per compiersi attraverso la balcanizzazione dei saperi, dell’istruzione, del reclutamento. Che si tratti del Disegno di Legge della Lega Nord-Paola Goisis o del Pdl-Valentina Aprea, il risultato sarà identico. E un’opinione pubblica ridotta alla condizione di zombie dal controllo totale che il potere esercita sulle  televisioni non si rende in alcun modo conto di quanto accade. Neppure i genitori, i docenti, gli studenti sembrano comprendere.

Mi piacerebbe sapere che cosa pensino di tale progetto quanti si dichiarano “di destra”, i quali in tutta la loro vita -e magari militando nel MSI- hanno sempre esaltato «l’unità della Patria tutta», della sua tradizione storica, del Risorgimento, della formazione di un cittadino che si riconosca come italiano dalle montagne bellunesi ai templi di Agrigento.
Mai vista un’Italia più ignorante, indifferente, cupa, razzista, spaventata, iperlocalistica, frivola e povera. Fatta a immagine e somiglianza dei suoi attuali padroni.

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6 Commenti
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@Lucilla
Condivido interamente il tuo commento e ti ringrazio. Su questo tema -la democrazia/demagogia come preparazione alla tirannide- Platone ha scritto pagine intense e di grande realismo.
Hai ragione: “Il potere aperto a tutti è come l’università aperta a tutti: un luogo di nessuno. La politica e la cultura sono entità simili e il loro esercizio non è e non può essere di tutti”.

@De Stefano
La ringrazio del suo contributo.

considero importante tale invito alla presa di coscienza delle attuali strategie (???!) di politica scolastica (?). Come credo sia importante anche non solo individuare possibili comportamenti alternativi, quanto anche mettere a fuoco cosa è veramente in gioco in queste questioni!
A tale proposito mi permetto di proporre un contributo che ho pubblicato sul mio blog.
all’url: http://www.in-crocivie.com/2010/04/il-mantello-di-arlecchino-educare.html
grazie!

Pino Mario

Alberto come sempre mette il dito sulla piaga. Sono con lui e con voi, che prontamente avete risposto, amplificando il grido di allarme ma siamo pochi.
Questa è la nostra debolezza. Molti ancora vanno a votare, nella fallace speranza di cambiare le cose, nell’illusione persistente di esercitare un “diritto”, di assolvere ai propri doveri di buon cittadino. Ma la democrazia è il peggiore degli inganni perchè un popolo, quale massa informe di persone, si manipola con facilità. Bastano gli spettacoli televisivi pieni di luci e pailletes per indurlo a dimenticare di avere fame, sete, di non essere più capace di pensare. Il potere aperto a tutti è come l’università aperta a tutti: un luogo di nessuno. La politica e la cultura sono entità simili e il loro esercizio non è e non può essere di tutti. E’ cavalcando queste bugie che si è arrivati a consegnare il paese a chi oggi lo governa. Un mea culpa non guasterebbe e soprattutto non guasterebbe smettere di mentire.

Grazie a te, Alessandra, per l’energia e la lucidità che profondi a scuola e nella tua città.
E’ vero, “manca la forza del pensiero”; non si riesce più a comprendere e a decifrare l’accadere. Gramsci lo aveva detto: è dall’egemonia culturale che scaturisce il controllo di una società. E oggi tale egemonia è della destra televisiva e di tutto lo squallore che in essa si riassume. La maggiore responsabilità dei capi del PCI-DS-PD sta secondo me nell’aver dimenticato la lezione gramsciana, consegnando l’Italia al nulla. Anche oer questo sono dei leader piccoli piccoli, pure quando si credono Napoleone.
Ma come lo stesso Gramsci affermava, citando Burckhardt, “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà”. Rassegnarci mai. Tienici aggiornati, se vuoi anche in questo spazio, su quanto accade nel tuo ambiente. Un abbraccio.

Alberto condivido pienamente la tua analisi. Avevo letto a suo tempo la proposta Aprea ne parlai a scuola con la mia Dirigente e i colleghi. Prospettai le novita’principali (reclutamento docenti, consiglio d’istituto trasformato in consiglio di amministrazione,rappresentanza dei docenti e genitori paritaria, docenti ordinari, esperti e senior…). Ascoltarono distrattamente le novita’ che elencavo. Infine quando ho cercato di sollecitarli alla mobilitazione (gli proposi di attivarci presso i nostri rappresentanti sindacali e di cominciare a discutere di queste novita’) mi risposero che sarebbe stato inutile. L’aria che si respira a scuola e’ di rassegnazione, tanto comunque la scuola va, qualcuno ti risponde ‘mi chiudo la porta della mia classe, mi faccio il mio lavoro e torno a casa’. ‘Tra qualche anno vado in pensione’. I colleghi più’ giovani che nella scuola non hanno meno di 40 anni non ti credono e ti guardano con sospetto quanto dici queste cose. Difendono il loro colore politico e il voto che con convinzione hanno dato a Berlusconi. E il sospetto aumenta quando il loro interlocutore e’ qualcuno che cerca di impegnarsi in politica contro il berlusconismo. Adesso si ci mettono i leghisti con la Goisis. Si e’ proprio vero l’Italia si ferma in Lombardia ma il sud e’incapace, come il PD, di esprimere pensiero riformista e democratico. Ho la sensazione che non ci sia più la forza del pensiero, il gusto di partecipare alla costruzione di processi di innovazione e cosi’ le intelligenze si spengono coltivate dal fatalismo e dall’indifferenza di chi dovrebbe saltare sulla sedia e fare la rivoluzione soltanto dopo aver letto le proposte di queste 2 donne scellerate come il pensiero che rappresentano con il consenso silente del sud. Scusami se mi sono dilungata forse un po’ troppo, ma non vedo spiragli di luce…poiche’ la comprensione e’ oscurata dall’inazione.grazie Alberto per questi tuoi continui inviti alla riflessione.ritornero’ alla carica nel mio ambiente di lavoro. Alessandra

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