Blog Intervista sul lasciapassare

Intervista sul lasciapassare

La testata Live Unict mi ha chiesto un’intervista sul cosiddetto Green Pass, uscita il 13.9.2021. Spero che la conversazione con Rosario Gullotto possa chiarire, a chi fosse interessato, alcune delle ragioni della mia netta opposizione a un lasciapassare che non è uno strumento sanitario ma costituisce l’ennesima implementazione dell’esperimento biopolitico in corso da molto tempo nelle nostre società e che dall’epidemia Covid19-Sars2 ha ricevuto un decisivo impulso.
L’intervista si può leggere qui: Prof. universitari contro Green Pass, Biuso: “Da abolire, è discriminatorio”

Sullo stesso tema segnalo un testo del collega Davide Miccione, che è tra le riflessioni migliori che abbia letto (e sono tante) sulla questione, forse la migliore in assoluto anche per la sua prospettiva corretta e originale (biomaccartismo è formula geometrica ed esatta), per la chiarezza e non ultimo per la sintesi: Tranquilli, è solo biomaccartismo (Aldous, 13.9.2021).

Sintetico non è un testo di Wu Ming, che consiglio di leggere con attenzione perché rappresenta una summa di quanto è accaduto e sta accadendo dal febbraio del 2020 in Assurdistan, una summa di sinistra (di quello che in Italia ne rimane), comunicata con la franca vivacità di questo gruppo: l’emergenza; le macerie; significato e funzione delle mascherine;  le possibili soluzioni per non arrendersi; le grandi aziende e tutti gli altri; una selezione di casi empirici; il vero nemico del decisore politico virocentrico, vale a dire il sapere, la conoscenza, un’appassionata razionalità, la cultura.
Questa la conclusione del testo:
«Insomma siamo ostaggi in Assurdistan.
Come molte altre persone, ci toccherà fare lo slalom tra le norme, tentare stratagemmi, trovare escamotages… In sostanza, bere l’amaro liquido verde. Non possiamo nemmeno aggiungere “fino alla feccia”, perché è tutta feccia, fin dal primo sorso. Dovremo sorbircelo, ‘sto lasciapassare.
Al contempo, continueremo a denunciarlo a gran voce, valorizzando come possiamo ogni resistenza, ogni mobilitazione contro l’Emergenza. Che almeno questa nuova branca del nostro never ending tour sia un’occasione per fare inchiesta, discutere e pensare insieme forme di lotta, spargere il contagio del malcontento.
E poi, può sempre capitare che gli ostaggi si ribellino, e abbiano la meglio sui loro carcerieri».
Questo è l’indirizzo dove leggere l’intervento: Ostaggi in Assurdistan, ovvero: il lasciapassare e noi / Seconda puntata (Giap, 9.9.2021).

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Io, nonostante i tempi che corrono, continuo a credere nella democrazia e nel dibattito culturale, anche quello in piccolo tra quelli di questo gruppo universitario. Ho cercato questo confronto dall’inizio della pandemia, per evitare anche di diventare pazzo quando ci chiusero tutti improvvisamente agli arresti domiciliari. Volevo convincermi che fosse giusto. Proprio perchè credo nel confronto, cerco di seguire, dall’inizio della pandemia, quello che è stato fatto nel resto del mondo e soprattutto in Europa. Sebbene alcune scelte politiche siano state comuni, sin dall’inizio di questa emergenza le decisioni dei vari paesi sono state molto diverse, soprattutto in termini di restrizioni imposte alla popolazione in modo unilaterale. In Italia purtroppo, abbiamo avuto ed abbiamo tutt’oggi le restrizioni maggiori, tanto è vero che ci portano sempre “a modello” per tutti. A fronte di questo, purtroppo, ad oggi, continuo a non vedere una correlazione chiara tra misure restrittive attuate e casi/morti di COVID per milione di abitanti, sebbene in alcuni articoli scientifici si sia cercato di trovare una qualche correlazione. Questo perchè credo sia molto difficile applicare delle leggi matematiche a società umane, per altro diverse anche tra loro, sperando di avere il risultato semplice di una relazione lineare maggiori restrizioni-numero inferiore di morti. Tantissime restrizioni che abbiamo vissuto credo non siano servite assolutamente a nulla. Ci hanno chiuso in casa e non si poteva neppure correre da soli all’aperto; si usavano i guanti per ogni cosa; adesso abbiamo mascherina anche all’aperto perchè siamo gialli; non ci siamo potuti spostare da comune a comune; etc. etc. Tutte queste misure sono state imposte per anni senza capire che, magari, la possibilità di vivere in modo sensato secondo queste regole, impedendo davvero la circolazione reale del virus forse non c’è proprio, perchè è nella natura umana riunirsi, toccarsi, abbracciarsi, amarsi e vivere. Ma al di là di tutto questo, proprio perchè continuo a credere nel confronto (ho sofferto e soffro moltissimo per il clima da caccia alle streghe che si è creato fin dall’inizio e che c’è tuttora nei confronti degli “untori”), vorrei riportare qualcosa letto stamattina che mi ha fatto riflettere:
SPAGNA: il ministro della salute Daría , il corrispettivo del nostro Speranza insomma, ha dichiarato ieri che qualsiasi ipotesi di GreenPass non verrà considerata come accettabile in quanto incostituzionale. Sempre secondo l’esponente politico del Partito socialista spagnolo ogni tentativo di portare la tematica in parlamento verrà ostacolata da lei stessa e mai passerà fino a quando sarà ministro.
GERMANIA: Nello stato simbolo della civiltà e della democrazia per gli amanti della UE la Cancelliera Merkel ha escluso ogni possibilità di Green Pass. Il partito di Sinistra Die Linke si schiererà contro se verrà proposto.
DANIMARCA: Il governo di centrosinistra ha dichiarato la fine dell’emergenza. Non esiste più nessuna misura covid nel paese.
SVEZIA: il governo di sinistra è da sempre contro ogni restrizione come i lockdown o i green pass.
ISLANDA: La premier Jakobsdottir ha dichiarato finita l’ emergenza Pandemia due settimane fa e non intende tornare indietro sui suoi passi.
FRANCIA: Il partito di estrema sinistra guidato da Melanchol ha presentato un ricorso alla corte costituzionale contro il Green Pass. In questo momento centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutte le maggiore città francesi. A Nizza i pompieri hanno preso le parti dei manifestanti in una manifestazione con 100mila persone.
Aggiungo io che anche in UK non c’è più alcuna restrizione e un collega inglese mi ha detto che i Professori che si permettono di dire agli studenti di indossare la mascherina a lezione sono perseguibili per legge.
Nonostante quindi sia assolutamente pro vaccino, nonostante io creda fortemente nella campagna vaccinale e metterei il vaccino obbligatorio per legge, nonostante io non mi identifichi affatto coi negazionisti del COVID, per i motivi di cui sopra ho anche io firmato la petizione contro l’istituzione del greenpass (ancora ho visto che il mio nome non appare ma dovrebbe apparire a breve). Non ho affatto intenzione di convincere nessuno e non mi piace essere etichettato. Ma spero tanto che mi sia permesso ancora per tanto tempo di esprimere la mia opinione liberamente. E confesso che anche nella semplice firma di quella lettera, ho sentito un clima ostile e ho avuto una sensazione allarmante: come se avessi fatto un atto non gradito al potere (non so nemmeno io di che tipo) e che, in qualche modo, l’esposizione del pensiero su questo argomento potesse nuocermi. Ovviamente è stata solo una sensazione, per un attimo, ma credo sia preoccupante per tutti che io l’abbia provata.

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