Blog (Dopo la Sicilia). A Milano

(Dopo la Sicilia). A Milano

Milano – Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Sino al 7 novembre 2009

Campigotto_Ballaro

Trenta artisti hanno realizzato video, installazioni, fotografie con l’intento di dire l’Isola al di fuori di schemi, pregiudizi, cliché, narrazioni già sentite. L’industrializzazione abortita perché sbagliata è diventata una meccanica rovina che si coniuga alle forme inquietanti assunte dalla lava, rese sculture da Marco Anelli; i bagnanti raffigurati nelle gigantografie di Massimo Vitali diventano la mostruosa umanità che appare nello straordinario video di Marcello Maloberti dedicato a una festa in Piazza Garraffello a Palermo. Lucide sino alla dissezione anatomica del tessuto urbano le immagini di Ballarò scattate da Luca Campigotto.

Ma ogni opera qui realizzata ha la forza del documento e della poesia, come se ancora una volta mito e storia fossero inseparabili in questa terra la quale -nonostante ogni volontà di dirla in altro modo- è quella di sempre. E la salvezza sembra stare nella natura che si riappropria -lenta e potente- del territorio, nell’erba che spunta dalle rovine di Selinunte, nella lava che invade case mal costruite perché mal pensate. Una silenziosa disperazione metafisica pervade ogni fotogramma. Mostra e catalogo da non perdere per chi voglia vedere che cosa sia la Sicilia.

Lauge_Grand_vue

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Alla fermata dell’autobus in una sera d’ottobre piovosa e triste , aspetto.
Un’ora è gia passata ma l’autobus no .
In Sicilia non funziona nulla! SI rafforza il convincimento che occorra lottare anche per fruire dei servizi , per avere ciò che in altri contesti è scontato avere. L’insolita serata ad aspettare un autobus che non arriva mi fa scoprire la povertà della gente, un incrocio di vite che per alcuni minuti si svelano nella diffidenza reciproca , nei volti stanchi , nella stranezza dei gesti di un muto che ha tanta voglia di parlare e di comunicare .L’aria umida e le foglie ingiallite , la pioggia fitta che scende e la rabbia che sale ,mi fa pensare come la rassegnazione nei volti della gente sia un male antico di cui non ci possiamo liberare . La miseria , la disoccupazione , la perdita della speranza la leggo in quei volti spenti che si avvicendano durante l’attesa. E’ possibile che in Italia un “onorevole viaggi in mercedes con autista personale da casa sua a Milano (80 km) e gravi sul bilancio dello Stato 500 euro al giorno ? e NEL NOSTRO PROFONDO SUD NON CI siano i SOLDI PER SOSTITUIRE I VECCHI AUTOBUS e per fare 10 km occorrano quasi due ore? Gli sprechi non sono consentiti , si tagliano i posti di lavoro per risparmiare , si chiudono le università per risparmiare si aumentano gli alunni per classe per risparmiare Si blocca la ricerca per risparmiare, diminuisce il diritto la costituzione la famiglia il lavoro la salute , in cambio aumentano i vizi dei nostri governanti.

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