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[…] della sensazione, Bollati Boringhieri 2012: premessa e capitolo 1 (pp. 9-97). Renato Curcio, L’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2015. Giuseppe Frazzetto, Epico Caotico. Videogiochi e altre mitologie […]

[…] ivi, p. 31) poiché consiste in un lavoro gratuito a favore delle grandi aziende informatiche, lavoro del quale i suoi workers non sono neppure consapevoli. Stadio contemporaneo della guerra di tutti contro tutti, l’economia digitale è una delle […]

ecco, ovviamente nella semplice veste di lettore non particolarmente qualificato, mi permetto di segnalare le mie due righette al riguardo

https://diego56.com/2016/05/29/limpero-virtuale/

sto leggendo il libro edito da sensibili alle foglie, è ben scritto, contiene molti spunti interessanti, se ce la faccio scrivo due righette sul mio ininfluente blog, ha un’impostazione concettuale che mi ricorda un po’ la scuola di francoforte, applicata alle modernissime tecnologie, un testo comunque ottimo

nota a latere: il tuo libro sul tempo, caro alberto, deve ancora arrivare alla libreria, ma questa settimana ci conto

Cari moschettieri, commento alle corte poiché in questo periodo, fatto salvo un lavoro, forse per bambini ma in inglese, inutile siamo d’accordo, che mi trattiene per ore e ore a scrivere in una lingua né paterna né materna, il conservatorio si sovrappone alla mia con al sua volontà… usi a obbedir tacendo, chiacchierando tiremm innanz.
Posterò una notarella più avanti. Un abbraccio. Parapà

Una recensione che restituisce sicuramente i concetti essenziali del testo. C’è una questione interessante, che aleggia anche nelle pagine di questo blog, caro Alberto, e che trova riscontro nelle tue pagine sull’anarchismo nel volume edito da mimesis, ed è quella dei diritti civili branditi come efficace arma di omologazione planetaria. Un tema scomodo, politicamente scorretto, quello delle comunità locali, delle culture altre, degli orizzonti umani alternativi, ancorati ad un rapporto paritario e non autoritario con la biosfera. Vita umana concreta contro meccanica finanziaria. Quindi l’internet se apparentemente fa sentire liberi in realtà ci avvolge nell’omologazione dove tutto ciò che non infastidisce il capitale nella sfera delle inclinazioni sessuali vien concesso, mentre ogni tradizione, ogni fattore culturale locale che mette dei freni è disprezzato come arcaico, medievale o, horribile verbo, borghese. A sinistra bisogna capirlo una volta per tutte che la libertà non è di sinistra, è solo un’esca della trappola. Scusa caro Alberto, ho scritto troppo.

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