Blog Serbelloni Mazzanti Viendalmare

Serbelloni Mazzanti Viendalmare

La contessa Lorenza Goldrini Serbelloni Mazzanti Viendalmare aveva da sempre una spiccata inclinazione per i poveri. Senza di essi non poteva vivere e quindi operava affinché crescessero di numero. Un soggiorno in Africa le diede infatti le maggiori gioie di sua vita, tanto da spingerla a prendere in considerazione un trasferimento definitivo di là dal mare dal quale pur veniva.
E tuttavia quando la Repubblica Monarchica e Socialista di Gutania reclamò per lei un alto soglio non poté dir di no agli operai e ai contadini che a quella responsabilità l’avevano catapultata, vincendo la sua innata modestia di millenaria nobildonna. Il discorso d’insediamento suscitò l’entusiasmo dovuto a chi da Presidente della Stanza Suprema di Gutania discettava sul volgere dei mondi e su come aggiustar l’asse terrestre, da troppo tempo poco elegantemente inclinato di traverso. E ci sarebbe certo riuscita, la contessa,  se non le si fossero messi d’ostacolo alcuni volgarissimi plebei poco interessati a rotazioni e rivoluzioni dell’asse e molto, invece, alle stelle e a come evitare che i banchieri di Gutania estendessero i loro forzieri al firmamento. Ma per quanto tali plebei strepitassero, urtando le nobili orecchiette goldriniane, la Presidente repubblicana monarchica e socialista ebbe alla bisogna il conforto di antichi ricordi della scuola. Le sovvenne quindi della ghigliottina. Non rammentava, è vero, che quello strumento aveva tolto ogni pensiero ad alcune sue antenate ma fu meglio. Perché lo utilizzò come pochi in Gutania avrebbero saputo, anzi come mai avevan fatto. E allora Zac! e ogni opposizione fu taciuta.

 

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Invece di dare assoluto rilievo al pesante giudizio dell’Europa sulla corruzione italiana, oggi molti giornali tornano ancora sugli insulti attribuiti al M5S nei confronti della presidente della Camera. Non parlano, però, degli insulti rivolti ai 5S. Lo fa, molto opportunamente, Marco Travaglio sul fattoquotidiano di oggi: di seguito qualche esempio tratto da un lunghissimo elenco.

Rottinculo. “Ciao rottinculo” (saluto dei deputati Pdl ai colleghi M5S, testimonianza della deputata Patrizia Terzon, 2013). “Vi faccio un culo così” (Mario Ferrara di Gal a Vincenzo Santangelo e Paola Taverna di M5S, Montecitorio, 22-11-13).
Merde & C. “Stronzo, coglione, venite fuori, quattro pezzi di merda, moralisti del cazzo” (deputati Pd e Pdl ai 5Stelle, Montecitorio, 10-9-13)
Finti morti. “Se trovassimo Grillo steso per terra, penseremmo: guarda cosa deve fare per tirare a campare un povero professionista del ridicolo” (Francesco Merlo, Repubblica, 4-9-12).
In galera. “Grillo è un fuorilegge della democrazia, parassita malato delle polemiche… Dovrebbe essere bandito dalla scena pubblica con metodi rigorosi ed estremi… È un mostro antidemocratico di volgarità e di menzogna… un’infusione di bestialità… Deve essere eliminato dal finto gioco delle regole e delle parti” (Giuliano Ferrara, Foglio, 3-2-14).
Bagasce. “Ciao bagascia” (due deputati del Pdl alla collega Paola Pinna del M5S, 30-6-13).

Il disegno del pregiudicato sta per essere completato dal partito deteriore. Era detestabile un tempo come PCI ma giustificato dai tempi e dalla necessità. Ora è solo detestabile. La lista dei bersagli sta diventando troppo lunga. Non si illudano quanti pensano che stare in Europa costituisca una debole, ma garanzia. Pensino all’Ungheria.
Mi spiace che le mie iniziali coincidano. Dunque pasquale edgardo giuseppe Peg.

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