Recensione a:
Giacomo Pezzano
Tractatus Philosophico-Anthropologicus
Natura umana e capitale
(Petite Plaisance, 2012)
in Lessico di Etica Pubblica
Anno IV, numero 1/2013
Pagine 126-128

Al di là della «morta gora»
La rivista Il Covile ha unificato due miei articoli usciti nel gennaio 2026 e li ha pubblicati nella sua elegantissima veste grafica, che segnalo qui






Grazie Alberto,
trovo sempre le tue recensioni molto interessanti, e poi il tema dell’identità e della differenza mi ha sempre particolarmente attratto.
Sì, caro Diego, questo termine ricorre spesso nei miei testi.
Esso indica l’eguale distanza da un centro. Affermare che “il corpo è isotropo” significa che il corpomente che siamo è per ciascuno di noi il centro del mondo, dello spazio e del tempo. È da esso che si dipartono i luoghi e le loro distanze, il tempo con le sue memorie e le attese. Il corpomente consiste in una dinamica simile a quella che vediamo quando lanciamo un sasso sull’acqua: dal punto in cui esso cade si originano dei cerchi concentrici che si ampliano sempre più. Questi cerchi sono lo spaziotempo di ciascuno di noi.
Un’ottima spiegazione di questa bella parola si trova nel Dizionario Treccani, che ne illustra il significato in fisica, matematica ed embriologia: http://www.treccani.it/vocabolario/isotropo/
chiedo scusa, caro Alberto, torniamo un attimo ai vecchi tempi, quando qui alzavo la mano (metaforicamente) e chiedevo al Prof. A.G.B., un chiarimento
siccome è un termine che usi spesso, e che più o meno ho capito (ricorre anche nel bellissimo Temporalità e Differenza), vorrei che per i lettori «non specialistici» spiegassi il termine «isotropo» almeno nel senso che lo intendi tu
significa «che va insieme», vero?