Blog Thomas Kuhn e Beppe Grillo

Thomas Kuhn e Beppe Grillo

Le verità delle scienze dure -fisica, chimica, geologia ad esempio- sono anch’esse sottoposte al condizionamento dei contesti in cui vengono elaborate. E sono sottoposte alle passioni personali di chi studia, scrive, fa ricerca nei laboratori. Le scienze sono immerse in paradigmi collettivi e -nel loro concreto operare- subiscono i pregiudizi personali, ideologici, politici degli scienziati, uomini in carne e ossa. Di fatto, afferma Thomas Kuhn, «i sostenitori  di paradigmi opposti praticano i loro affari in mondi differenti» (La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi, 1978, p. 182); da ciò deriva la concreta impossibilità di una verità oggettiva e metastorica, tanto che -come scrisse Max Planck– una nuova verità scientifica non si afferma attraverso la persuasione degli avversari ma a causa della loro morte e della crescita di nuove generazioni a essa abituate e disponibili.
Se tutto questo vale per le scienze dallo statuto più oggettivo -quelle della natura-, a maggior ragione pervade di sé praticamente ogni affermazione e risultato delle scienze sociali. Un esempio è dato dalla stupefacente incapacità di scienziati della politica, analisti sociali e soprattutto giornalisti di comprendere le ragioni del successo in Italia di un movimento politico come quello fondato da Grillo.
La spocchia filogovernativa di Repubblica, specialmente del suo ex direttore Eugenio Scalfari ma anche dell’attuale Ezio Mauro; le banalità del Corriere della sera; i veri e propri insulti rivolti dai conduttori dei penosi talk show televisivi; gli evidenti pregiudizi del Manifesto, che sul numero di ieri definisce il Movimento 5 stelle «appetibile per chi si era lasciato fin qui sedurre dal populismo berlusconiano e dalle rozze semplificazioni bossiane, malgrado i 5 stelle siano in gran parte giovani secchioni ambientalisti, più bravi a problematizzare che a risolvere» (A. Fabozzi); tutto questo -e molto altro- dimostra una diffusa incapacità da parte dei mezzi di comunicazione di massa di intendere l’evidente novità di un movimento che può avere molti limiti -primo dei quali il populismo- ma che esiste al di là del blog di Grillo e le cui caratteristiche principali mi sembrano le seguenti: limpegno in prima persona di cittadini che non si rassegnano alla totale corruzione della cosa pubblica e si assumono l’incarico di amministrare direttamente le città; il rifiuto della politica come professione; l’attenzione massima posta alla qualità della vita e dell’ambiente; l’innovazione tecnologica (Internet come luogo politico); un programma chiaro, articolato ma anche breve, in grandissima parte “di sinistra”. Un programma che tutti possono leggere facilmente e la cui ignoranza da parte di giornalisti e analisti non è consentita.
Questo Movimento ha un progetto. Continuare a dire che si tratta solo di «protesta antipolitica senza proposte» è del tutto falso. Si può condividere o meno tale progetto ma è con esso che bisognerebbe confrontarsi e non con i propri pregiudizi.

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16 Commenti
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Bell’articolo. Gradevole la lettura.
Vedo che in esso compaiono termini come fisica, chimica, Grillo, M5S e soprattutto scienza; tutti argomenti correlati, molto correlati…

Bella la sua citazione di Planck:
“una nuova verità scientifica non si afferma attraverso la persuasione degli avversari ma a causa della loro morte e della crescita di nuove generazioni a essa abituate e disponibili.”
Per dirla con Schopenhauer: “Lo stolto non va istruito. Va solo contraddetto.” …e poi si attende che muoia, come dice Planck…

Bene, per quanto mi è possibile, sposto un attimo il baricentro verso ciò di cui un po’ più spesso mi interesso: le performances della scienza ufficiale:

http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2012/07/SULLATTENDIBILITA-DELLA-SCIENZA-UFFICIALE.pdf

http://www.openfisica.com/fisica/upload/documenti/9/leonardo_rubino/NEUTRINI%20SUPERLUMINALI.pdf

http://www.aliveuniverseimages.com/documents/005-presunta-espansione-universo.pdf

Scusate se il ramo scientifico (mio) qui richiamato è un po’ specifico, ma la coerenza della scienza ufficiale deve sussistere in tutti i rami, non solo in
alcuni…da cui la mia opinione generale…

Chissà che il vento di cambiamento portato da Grillo non abbia effetto anche in questo…

W Beppe.

Saluti.

Leonardo Rubino.

leonrubino@yahoo.it

Due interventi odierni su http://www.beppegrillo.it

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M5S Sicilia: il Vice-Presidente 5 Stelle senza privilegi!

Antonio Venturino, citttadino portavoce del MoVimento 5 Stelle Sicilia, è stato eletto Vice-Presidente Vicario dell’ARS: l’Assemlea Regionale Siciliana. Si tratta della seconda carica istituzionale più importante dell’ARS. Ai normali politici conferisce di “diritto” alcuni privilegi che Venturino, come promesso in campagna elettorale, ha immediatamente rifiutato.

“Ho appena firmato la rinuncia all’indennità di carica di Vice Presidente, pari a 3.244,22 euro al mese, così come avevamo promesso durante la nostra campagna elettorale. Per quanto riguarda l’altro privilegio, quello delle auto blu, l’abbiamo già detto mille volte: noi rinunciamo a questo tipo di benefit. La macchina resterà parcheggiata da qualche parte. A noi non interessa. Non utilizzeremo assolutamente l’auto blu.” Antonio Venturino, M5S, Vice-Presidente Vicario dell’ARS
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Ha fatto almeno questo

A tutti si concede la frase “Ha fatto almeno questo..”. L’onore delle armi. Anche il critico più feroce riconosce alla sua vittima un piccolo insignificante merito. Mussolini ha almeno prosciugato le paludi pontine. Nerone ha almeno costruito la Domus Aurea. Brunetta almeno conosce la ricetta originale della pasta e fagioli. Berlusconi ha almeno evitato il carcere. Fassino aveva almeno una banca. D’Alema ha almeno una barca. Scalfari ha almeno scassato i cosiddetti per quarant’anni filati con i suoi editoriali. Mastella ha almeno una piscina a forma di cozza. Tutti hanno un almeno, anche i più sfigati. Un “almeno” nel proprio curriculum serve per evitare la “damnatio memoriae”, la cancellazione dalla memoria collettiva e la distruzione di ogni traccia che possa essere tramandata ai posteri. Mi sono chiesto quale fosse l’almeno di Rigor Montis, il dimissionario extraparlamentare. Ho pensato allo spread, il suo unico alibi governativo, ma lo spread non si è turbato più che tanto dalla sua prossima dipartita e neppure i titoli di Stato che anzi chiudono in rialzo. Certo, lo ammetto, sono leggermente prevenuto dopo una debacle degna di Caporetto, con disoccupazione, debito, tassazione alle stelle e aziende che muoiono come le mosche d’inverno e il PIL che sprofonda. Ho pensato quindi che l’almeno di Monti fosse la sua reputazione internazionale, nessuno è profeta in patria. Vederlo abbracciato spesso alla Merkel e a Hollande come a due salvagenti personali era più che un indizio di almeno. Ho letto per conferma il Financial Times a firma Wolfgang Munchau “L’anno di Monti è stato una bolla, buona per gli investitori finché è durata. E probabilmente gli italiani e gli investitori stranieri non ci metteranno molto a capire che ben poco è cambiato nel corso dell’ultimo anno, ad eccezione che l’economia è caduta in una profonda depressione. Due cose devono essere sistemate in Italia, la prima è invertire immediatamente l’austerità, in sostanza smantellare il lavoro di Monti… la seconda è scendere in campo contro Angela Merkel…”. Forse il FT è di parte, troppo di sinistra. Ho dato una scorsa al New York Times, un articolo di Paul Krugman “Tecnocrati “responsabili” costringono le nazioni ad accettare la medicina amara dell’austerità, l’ultimo caso è l’Italia dove Monti lascia in anticipo, fondamentalmente per aver portato l’Italia in depressione economica”. Il NYT deve essere comunista. Sono passato a sfogliare il Daily Telegraph “Monti ha portato l’inasprimento fiscale al 3,2% del Pil quest’anno: tre volte la dose terapeutica. Non vi è alcuna ragione economica per farlo. L’Italia ha avuto infatti un budget vicino al saldo primari nel corso degli ultimi sei anni”. Maoista! Forse però un almeno lo ha anche Monti. Almeno si toglie dalle balle. Ci vediamo in Parlamento. O fuori o dentro. Sarà un piacere.

non esprimo nessun giudizio sul successo dei grillini 5 stelle, dopo i fallimenti della vecchia politica, le persone sperano che esista qualche cosa di meglio.Aspetto di vedere realizzati i proponimenti, sbandierati, in campagna elettorale,non credo che i cittadini s’impegneranno in prima persona a seguire l’agire degli eletti, dopo la fase di entusiasmo, delegheranno ai pochi il fare, come è sempre stato.Le persone anziane necessariamente, saranno escluse dal partecipare, causa la scarsa dimestichezza, con il mezzo internet

mi pare che la tua tesi, caro alberto, sia che molte delle istanze che grillo, con indubbia capacità, ha catalizzato, esistano già nel corpo sociale e che, forse, questa volta, trovano una strada per imporsi

in parte la penso così anch’io, e parzialmente lo afferma anche vendola, al cui partito ho offerto il mio suffragio in queste amministrative

il mio giudizio è sospeso, seguo con attenzione l’evoluzione degli eventi

Caro Alberto, ho seri problemi a leggere i tuoi articoli, per i colori del sito, nè tantomeno riesco a leggerli meglio stampandoli…Ci sarà pure un modo!

Caro Alberto,

hai perfettamente ragione nel rilevare la supponenza con la quale uomini politici, quotidiani e televisioni cercano di liquidare il Movimento 5 stelle come una forma di qualunquismo senza progetti e senza modelli politici e amministrativi.
Personalmente trovo molto più convincenti e affidabili gli aderenti al Movimento che il loro guru e capo carismatico, che mi sembra gestisca il gruppo in modo del tutto dispotico, arrogandosi il diritto di decidere, senza reali confronti, cosa tutti debbano fare e dire.
Come giustamente sottolinei il Movimento è però espressione di esigenze più che legittime e, quantunque non pensi di dargli il mio voto, mi auguro che continui a crescere, se non altro per operare una forte pressione politica sui partiti tradizionali della sinistra, inducendoli finalmente a rinnovarsi in modo radicale e a darsi quella trasparenza che loro manca come a tutti gli altri partiti italiani.
Un caro saluto.
Dario

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