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Oggi ho presentato La mente temporale a San Cataldo, una cittadina a pochi chilometri da Caltanissetta. Mi ha invitato un gruppo di studenti su iniziativa di Angelo Anzalone. Ho incontrato un uditorio numeroso, vario, attento. E ciò che più mi ha sorpreso è stata la qualità delle domande, la loro coerenza con quanto avevo cercato di argomentare, la competenza di chi le ha poste. Domande che hanno riguardato temi diversi ma tutti importanti per la questione della mente e del tempo: dalla relatività all’antropologia ebraico-cristiana, dal riconoscimento dell’alterità (Levinas) alla teoria dei quanti, dal rapporto che nel buddhismo intercorre fra materia e tempo all’ontologia heideggeriana, dalla metempsicosi alla differenza tra il tempo convenzione e quello sociale, dall’unità psicosomatica al déjà vu. E altre ne dimentico.
Spesso penso assai male dei siciliani, del loro essere SS (Servi che si credono furbi e sono Sciocchi) e invece stavolta ho trovato nel cuore dell’Isola un interesse sincero e profondo per questioni filosofiche tra le più complesse, una vivacità culturale manifestata da persone di tutte le età e professioni. Ho presentato più volte e in varie sedi questo libro ma forse in nessun’altra occasione ho sentito una tale consonanza con chi mi ascoltava. Ringrazio qui la comunità sancataldese che mi ha accolto.

 

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Troppo spesso mi lancio in cose più grandi di me e di questo mi scuso. Ma non riesco a fare a meno di esprimere quello che sento, specie quando la mente viene così stimolata come in questo sito. Siciliana per passione, apprezzo molto la formula da lei citata “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà”. Capisco pienamente l’entusiasmo che il suo libro ha scatenato a San Cataldo: ho letto tante volte “La mente Temporale” ed ogni volta scopro di imparare ancora qualcosa. Grazie.

Circa la durata del libro (e d’altre cose). Vera o no, parlare ogni tanto di ‘durata’ acquieta quel desiderio di ‘continuare’ che talvolta (spesso?) abbiamo. (Tutti? alcuni?). Che qualcosa di noi duri.
Non neghiamoci un attimo di illusione e di sollievo, tregua dal transeunte, sospensione del riscontro quotidiano della caducità.

Anche il dialogo ci ‘continua’…un poco.

chi frequenta queste pagine sa che io sono un lettore molto convinto della qualità, del valore, del libro, e che rimarrà nel tempo, nella storia della cultura;

e del resto del nostro prof. biuso si parlerà anche fra cento o duecento anni, essendo un filosofo che merita un «posto in prima fila» nella storia del pensiero (ed è ancora giovane, ancora molto avremo da lui)

detto questo, all’amico prof, biuso voglio rivolgere una critica benevola alla seconda parte del suo post

è vero che si possono riscontrare vivaci e belle aggregazioni di persone, in sicilia come nel resto d’italia, che si appassionano ai tempi profondi ed anche impegnativi, seppur affascinanti, della filosofia e degli studi sull’uomo

ma l’ottimistico riflesso sulla politica, sull’andamento delle vicende della polis, è a mio avviso azzardato, direi, al contrario, che la «bruttezza» della politica può portare le persone migliori, le persone di miglior qualità umana ed intellettuale, a cercare un «rifugio» fra le pagine filosofiche, come una voglia di nutrire la propria dignità intellettuale con qualcosa che compensi il ribrezzo dello spettacolo offerto dalle opinioni comuni più diffuse;

certamente vi sono molte persone di qualità, ma sono una minoranza, in termini duramente numerici, e il problema del «che fare?» non è per nulla risolto

mi perdoni prof. biuso, io l’ammiro, amo le sue pagine, ma lei per me è un pò troppo ottimista

“La mente temporale” è un libro bello e importante. Bello perché suscita emozioni talmente forti da indurre il lettore a tornarci su ancora un centinaio di volte. Importante perché consente di cogliere ciò che l’essere umano ha di più prezioso: il “corpo-mente” ossia il versante primario per la conoscenza di se stessi in una visione olistica e in un continuum temporale composto da passato-prsente-futuro.
La presentazione del suddetto libro non può non suscitare in chi ascolta la massima attenzione e soprattutto non può non far ingigantire la passione per la “filosofia”.
Grazia L.

Congratulazioni a Lei, in primis, e a Tutti!

Se c’è apertura, forse c’è speranza.

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