Maledetto

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“Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Il Muro divise la Germania per 28 anni.
L’evasore conclamato, l’amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993 per evitare il fallimento e il carcere.
Un muro d’Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un’illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto. Chi piangerà Berlusconi? Non i suoi che, come tutti i servi, cercheranno subito un altro padrone. E’ nella loro natura. Craxi fu subito dimenticato mentre il suo tesoriere Amato divenne presidente del Consiglio (sic). Mussolini venne appeso a piazzale Loreto, ma la nomenclatura fascista entrò in massa nella democrazia cristiana. Chi è abituato a servire, cambia velocemente. I peggiori nemici di chi cade sono i suoi ex compagni. Giuda ha fatto scuola.
Invece, si vestiranno a lutto i suoi finti oppositori, che hanno lucrato sulla sua figura. Se non fosse esistito il Pdl, non sarebbe nato neppure il suo doppio, il pdmenoelle. Lo piangeranno i Violante, i D’Alema, le Finocchiaro, i Bersani, i Veltroni, i Fassino che lo hanno tanto amato e a cui devono la loro fortuna. Per il pdmenoelle Berlusconi ha rappresentato l’assicurazione sulla vita, il malloppo elettorale. L’unico programma del pdmenoelle è stato quello di smacchiare il giaguaro per poi divorare insieme a lui l’Italia. Il pdmenoelle è oggi senza stampelle, senza maschera, senza rete, senza l’amico di sempre. “Ah, Berluscò, ricordati degli amici” e lui, gli va riconosciuto, si è sempre ricordato di loro. Berlusconi ha avuto l’intuizione e la capacità di scegliersi i cosiddetti nemici, di allevarli e sostenerli. Sono stati per decenni la sua polizza sulla vita. E ora? Che ne sarà di loro? Dei vedovi di Berlusconi? Degli orfani di mille leggi vergogna votate insieme? Come potranno sopravvivere senza un falso nemico, buono da combattere solo in campagna elettorale per lucrare voti? Un muro è crollato, ma altri devono ancora cadere”.

Fonte: Berlusconi è morto. Viva Berlusconi!

La filosofia ci fa dono della riflessione e quindi della speranza di riuscire ad aprirsi al mondo con attenzione e rispetto. La mia è una passione che coltivo da sempre, anche se mi riconosco tantissime lacune. In-utile: definizione precisa di ciò che la filosofia è. Utile a sè stessa, al pensiero che continuamente si evolve e partecipa della vita attivamente. Spero di non avere confuso quella definizione così importante. Ma so di essere nel posto giusto per essere corretta.

Archiviata la stagione agonizzante del berlusconismo, quello che rimane – almeno per me – è un sostanziale abbrutimento della nostra nazione, persino nell’animo, che forse è la cosa che dispiace di più. In mutande, senza prospettive, sulle macerie di stanche ideologie che – sia a destra che a sinistra – hanno miseramente FALLITO. E tristi teatrini si perpetuano sui media anche stasera, a riprova che ogni popolo ha la classe dirigente che si merita. Adesso, da queste macerie, ci dicono che un salvatore della patria con un illustre curriculum di stampo neoliberista, è un passaggio ineludibile. Ma poi hai sempre il presagio che queste misure fiscali impopolari e queste lacrime e sangue saranno versate sempre dai soliti noti. Stasera si ci è giustamente lasciati andare alla festa, e si festeggi, ne abbiamo ben donde. Ma domani, al risveglio, rimangono i disastri di 17 anni di governi di Seconda Repubblica sul piatto, lì immobili a fissarci. Per tutti loro membri della casta delle meraviglie, la probabile rielezione o lo smistamento in altre lobby di potere, in altri affaracci loschi, altre prebende, clientele, zozzerie di neppure lontana memoria. E allora, grazie del suo passo indietro – o di lato – signor presidente, grazie davvero per la pervicacia con cui è rimasto attaccato così bene alla poltrona in questi anni, grazie per averci regalato nonostante la crisi che negava così bene, un futuro radioso e pieno di prospettive (sic!). Grazie per l’affetto dei suoi epiteti contro le donne, i gay, i suoi avversari politici, l’intelligenza umana, la scuola, la Costituzione. Grazie per aver smantellato le tutele, per aver precarizzato la vita di milioni di giovani, per aver offeso la dignità delle istituzioni con le sue mignottate costanti. Grazie anche per i suoi cucù, le sue minorenni, le sue corna, le sue barzellette sconce e il suo bungabunga, le sue ministre tanto incompetenti quanto carine e per i suoi ministri tanto brutti quanto idioti. Grazie per centinaia di comizi a reti unificate, all’abnorme conflitto di interesse, grazie anche per la neppure velata demagogia che la contraddistingue(va), per il Grande Fratello ed Emilio Fede, per il casting permanente ai provini dell’ignoranza, per rinuncia alla meritocrazia e per la fuga costante dei nostri migliori uomini, grazie per la considerazione eccezionale che all’estero hanno di questo paese dopo i suoi sforzi eccelsi e infine per averci avvilito e averci fatto smettere di credere che un futuro migliore è possibile. Nonostante tutto e con mille incognite, sapremo rialzare la testa. La primavera italiana (in anticipo) è davvero iniziata? … Who knows?

Penso che se si studiasse di più la filosofia , incominciando seriamente dalle scuole medie inferiori, forse un giorno avremmo in politica degli uomini più coerenti verso il prossimo.

sì, caro filippo, e ti posso dire che avverto intorno a me, una certa «sete» di filosofia

come tu sai io non sono che un filosofo dilettante, dotato più di lacune che di conoscenze, ma, nonostante ciò, alcuni amici, persone di buona sensibilità e d’animo non banale, ma che non si sono imbattuti mai nella filosofia, mi chiedono spesso «da dove partire» con la filosofia, perchè mi dicono «sento che è la strada giusta»

probabilmente c’è qualcosa nello strato nobile degli animi, già predisposto ad un pensiero libero, umano, autentico

ricordo mio nonno, un marinaio che girava il mondo, e mi raccontava che nelle più sperdute bettole dei porti d’oriente, quando incontrava un altro marinaio, si davano subito del tu, percepivano quel senso di amicizia che sta nel cuore dell’uomo

l’uomo non è buono per natura, ma sicuramente ha un innato desiderio di dialogo autentico, non stretto nella morsa dei rapporti commerciali, e la filosofia è una risposta, anche migliore della religione, perchè depurata d’ogni dogma da accettare

Caro Prof.Biuso le suggerisco la visione di questo video che rappresenta lo “show” tenuto dal grande Roberto Benigni al Parlamento Europeo, che sicuramente lei già conoscerà:

Il video non risolverà di certo tutti i problemi in questa discussione sollevati, ma quanto meno proverà a sollevarle un po il morale e a scacciare via questo sapore amaro dalla bocca, questo sentimento misto di rabbia e disgusto che attanaglia me e credo anche lei.

A me il video ha lasciato un sorriso in bocca e la soddisfazione di aver fatto capire all’Europa, ma anche al mondo intero, che esiste in Italia gente valida, cittadini che non hanno nulla a che fare con un (ex)premier che in tutti questi anni ha solo fatto ridere tutto il mondo e ci ha fatti passare tutti come stupidi burattini alle sue dipendenze.

..rivedere questo video più volte lo considero un toccasana!

Penso che se si studiasse di più la filosofia , incominciando seriamente dalle scuole medie inferiori, forse un giorno avremmo in politica degli uomini più coerenti verso il prossimo.
BREVE TRATTATO SU DIO, L’UOMO E LA SUA FELICITA’
BARUCH SPINOZA
SANSONI-FIRENZE
CAPITOLO XII pp. 82,83
L’ONORE, LA VERGOGNA E L’IMPUDENZA
L’onore è una certa specie di gioia, che l’uomo avverte in se stesso, quando vede i suoi atti lodati e apprezzati dagli altri uomini, senza alcuna speranza di lucro o di utilità. La vergogna è una certa specie di tristezza che nasce nell’uomo quando vede le sue azioni biasimate da altri, senza che essi temano danno o disagio.
L’impudenza è la mancanza o il rigetto della vergogna, non per motivi razionali, ma o per ignoranza,-come presso gli infanti e i selvaggi-, o perché un uomo , dagli altri tenuto in grande disprezzo, finisce col disprezzare, egli stesso, ogni cosa senza alcuno scrupolo.
Una volta conosciute queste passioni, noi sappiamo, per loro mezzo, il vuoto e l’imperfezione che esse hanno in loro.
Per quanto riguarda l’onore e la vergogna, queste passioni non solo sono inutili, ma anche, poiché riposano sull’amore di sé e sull’opinione che l’uomo è la prima causa delle sue azioni e merita l’elogio o il biasimo, sono funeste e sono degne d’essere respinte.
Non dico che tra gli uomini bisogna vivere come si vivrebbe da loro appartati, perché qui non vi sarebbe posto né per l’onore né per la vergogna, ma ammetto, al contrario, che non solamente ci è permesso di fare uso di queste passioni, quando possiamo impiegarle per utilità del nostro prossimo e per suo emendamento, ma anche che, a questo effetto, noi possiamo restringere la nostra libertà, -la libertà perfetta e permessa . Per esempio, se qualcuno si abbiglia lussuosamente per farsi ammirare, egli ricerca un onore che ha la sua origine nell’amore di sé, senza alcuna preoccupazione per il suo prossimo. Ma se uno vede la sua saggezza, per la quale potrebbe essere utile al suo prossimo, tenuta a sdegno e vilipesa, perché egli indossa un vestito modesto, avrà ragione, se vuole soccorrere gli altri uomini, di preferire un vestito che non offenda gli occhi, e di rendersi simile al suo prossimo per procacciarsi la sua benevolenza.
Quando all’impudenza, essa è di tale natura che noi abbisogniamo solo della sua definizione, per vederne le manchevolezze.
Ps
Grazie per il Vs tempo che mi avete dedicato , grazie al Prof. Biuso.

io penso, caro filippo, che nell’aspirare al miglioramento della condizione di una società, di un contesto collettivo organizzato, è utile andar per gradi

per esser chiari, avere un governo di persone oneste è il primo gradino di questa scala ideale, poi il secondo avere un governo di persone oneste e competenti, poi si sale ancora con un governo di persone oneste, competenti, animate da un sincero amore per la giustizia sociale, infine, sul gradino più alto, un governo di persone oneste, competenti, che hanno a cuore la giustizia sociale, e che amano la cultura e il sapere

siccome siamo ancora sotto al primo gradino, se per caso si salisse al primo gradino sarebbe già un sollievo

Il tuo,caro Filippo, è un quesito al quale non so rispondere. Mi chiedo spesso se il Futuro sia sempre apparso così oscuro e indecifrabile o se sia la superficialità con cui si guarda il Presente a renderlo tale. Mi chiedo anche come sia possibile che un masnadiere che ha messo in ginocchio un intero paese, che ha derubato e umiliato un intero paese, possa avere ancora un così ampio seguito. Significa che la maggior parte degli italiani è in realtà un’accozzaglia di idioti masochisti? Forse sono loro “La Vera Italia” e noi l’anomalia del sistema. Forse, semplicemente, la gente “per bene” non dovrebbe vivere qui ma da un’altra parte perchè l’Italia non è un paese “per bene”. Ma non credo sia così, anzi sono certo che non sia così, siamo NOI “La Vera Italia” e LORO l’anomalia, il virus e a NOI spetta il compito di debellarlo. Questo è il nostro ORA, quanto al domani “al momento non vedo nessuno spiraglio” ma non può piovere per sempre.

“al momento non vedo nessuno spiraglio di luce”

Ma al dire il vero è da anni che brancoliamo nel buio , ma questa luce che tanto aspettiamo , di che luce è fatta? Quale spiraglio di luce ci può illuminare al tal punto da dimenticare tutti questi anni di buio , usciamo dal tunnel e fuori piove, chi sono questi politici che ci possono aspettare con l’ombrello aperto, per ripararci da tutto ciò che ci sta piovendo addosso, speriamo bene .

“al momento non vedo nessuno spiraglio di luce”

Festeggiare mi sembra ancora prematuro: il drago non è ancora morto. Quello che più mi atterisce è che questo volgare subumano non avrà mai la punizione che gli spetta, le sue dimissioni sono una magra consolazione dato che sarà ancora in grado di avvelenare, manipolare, corrompere con i suoi strumenti mediatici; di utilizzare i frutti delle sue scelleratezze per compiere altre infamie.
Non dimentichiamo, inoltre, che un’alta percentuale di italiani è dalla sua parte, approva il suo stile e lo ritiene vittima di un sistema giudiziario “corrotto e di parte”; che non c’è un’opposizione in grado di riassestare un paese vicino alla catastrofe, che i candidati alla successione del “Cavaliere” (Alfano, Schifani, ecc.) sono addirittura peggiori.

Al momento non vedo nessuno spiraglio di luce.

Ci ha tirati dentro il baratro. Qualunque cosa decideranno di fare siamo troppo compromessi per risollevarci. Non so più che pensare..

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