Sotto le nuvole
di Gianfranco Rosi
Italia, 2025
Trailer del film

Il tempo, la sua potenza che toglie, la sua potenza che dà. Nel 79 e.v. la potenza vulcanica cristallizzò a Ercolano e a Pompei gli ultimi istanti della vita di animali umani e non umani. Lo spazio venne ricoperto da una spessa cenere lavica che cancellò la vita biologica e conservò l’esistenza dei luoghi. Dopo molti secoli quegli spazi tornarono vivi e costituiscono uno dei principali argomenti di Sotto le nuvole. 

È infatti sotto le nuvole del Vesuvio che si scandisce il tempo degli umani che abitano le pendici del vulcano sino al mare. Il moto della ferrovia Circumvesuviana attraversa orribili borghi e panorami selvaggi. I conservatori del Museo Archeologico di Napoli parlano con le loro statue come con persone di famiglia. Un maestro in pensione, e che sa tutto, accoglie ragazzini per un doposcuola collettivo. I marinai di una nave siriana sbarcano grano ucraino nel porto. I Vigili del Fuoco ricevono richieste di soccorso da cittadini terrorizzati dai terremoti nei Campi Flegrei, da donne picchiate dai propri mariti, da parenti che non riescono a sollevare i loro malati caduti dal letto. Una missione archeologica dell’Università di Tokyo sta portando da anni alla luce la Villa Augustea di Somma Vesuviana. Altre ville e siti sono stati depredati dalla criminalità, dalla camorra, anche scavando per anni sotto gli edifici come è accaduto a Civita Giuliana, tanto che carabinieri e magistrati non possono che constatare con desolata rassegnazione la distruzione per sempre degli affreschi e di altre testimonianze che neppure terremoti, vulcani e umidità erano riusciti nei secoli a distruggere; nulla è infatti dannoso come la persona umana.
E infine il Parco sommerso di Baia, nel quale pesci fluttuano in mezzo alle statue, sopra e accanto ai mosaici. Dalle acque si leva la polvere della materia e del tempo.

Cavalli e fantini corrono lungo le spiagge in inverno deserte, accompagnando lo sciabordio delle acque, mentre il vulcano e le sue nuvole rimangono perenni ad assistere, nella loro perfezione, alla tragedia di Homo sapiens dentro un fazzoletto di terra. Ε lo fanno accompagnati, quasi accarezzati, dal bianco e nero di Gianfranco Rosi, da un raffinato linguaggio cinematografico che diventa poesia.

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Letto con piacere bella recensione film di G. Rosi.

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