Lo storicismo sovrastorico di Giancarlo Magnano San Lio
in Siculorum Gymnasium. A Journal for the Humanities
Anno LXXVII / n. X – 2024 (ma uscito nel luglio 2025)
Filosofia come umanità. Giancarlo Magnano San Lio, la ricerca, il pensiero
Pagine 187-192
Può un breve testo di uno studioso, di uno storico, di un filosofo, disvelare le fondamenta e la metodologia generale che guidano la sua opera? Il saggio dedicato da Giancarlo Magnano San Lio a Mito e Kulturgeschichte tra Hermann Usener ed Ernst Cassirer offre una risposta positiva. L’autore, infatti, vi perviene a una tesi assai chiara sulle radici e sulle direzioni della Filosofia delle forme simboliche e lo fa attraverso un percorso ampio, limpido e argomentato tra le fonti dell’opera, i maestri e gli amici che l’hanno ispirata e resa possibile, la germinazione lenta e sicura, le identità e le differenze con altre analisi dedicate allo statuto della storia della cultura, le ragioni della sua fecondità a un secolo dalla sua apparizione.
Magnano mostra come la costante presenza di Hermann Usener nel percorso di Ernst Cassirer abbia permesso al filosofo delle forme simboliche di affrancarsi dalle tendenze scientiste della sua epoca e anche e specialmente dal ristretto confine gnoseologico nel quale il neokantismo si è spesso rinchiuso, impedendo in questo modo a se stesso di arricchire le molte direzioni universali – antropologiche, etiche e anche metafisiche – dell’eredità kantiana.
Fondamentale è in Usener – ed è un elemento centrale nella ricostruzione di Magnano – andare al di là della distinzione tra mitologia e storia con la quale fede e teologia cristiane hanno pensato di poter distinguersi in modo sostanziale dai politeismi mediterranei, i quali intramano invece – come è ovvio ed evidente – molti aspetti del cristianesimo, in particolare la sua versione cattolica. Basti ricordare il culto dei santi e della madre di Dio, molti aspetti della liturgia, i nomi e le date delle festività (come il Natale, la festa del Sole che rinasce), una delle denominazioni stesse del vescovo di Roma quale pontefice massimo. Merito dell’analisi di Magnano è aver mostrato in modo assai chiaro la fondatezza di questa interpretazione, la quale si amplia ulteriormente al rapporto tra magia e religione come strutture non oppositive ma in continuità, anche se pur sempre nella differenza.
Uno degli elementi più fecondi della storiografia di Magnano San Lio è consistito dunque nella lucidità con la quale ha messo in atto il superamento della dicotomia tra Naturwissenschaften e Geisteswissenschaften, per cogliere invece la profonda unità rizomatica e molteplice del sapere umano, necessario riflesso del legame che accomuna e distingue ogni ente, evento e processo. La storia della cultura consiste anche ed esattamente in questo.





