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La La Land
di Damien Chazelle
USA, 2016
Con: Emma Stone (Mia), Ryan Gosling (Sebastian)
Trailer del film

Il film inizia con un vertiginoso piano sequenza, nel quale gli automobilisti bloccati in coda su una delle autostrade di Los Angeles cominciano a cantare e a danzare. Tra di loro ci sono Mia, che vorrebbe fare l’attrice ma intanto fa la barista, e Sebastian, il quale ama il jazz «che sta morendo», quello dei grandi maestri, e che invece è costretto a suonare insulsi motivetti dove capita. Dopo un primo incontro non proprio positivo, Mia e Sebastian si innamorano, condividono i loro sogni, il tempo, la casa, la mente. Il successo arriva ma con esso giunge anche la distanza.
Un musical totalmente anni Cinquanta, anche se girato con le tecnologie del XXI secolo. E che dunque del musical condivide il destino, l’essere una versione dimidiata e banale del melodramma europeo. Neppure La La Land sfugge all’incoercibile noia di questo tipo di spettacolo, che Damien Chazelle affronta senza un briciolo di ironia e al quale non fa mancare nulla di tipico del genere, compreso questo scambio di battute tra i due protagonisti: Mia «Ti amerò per sempre», Sebastian «Ti amerò per sempre anch’io», una delle affermazioni più provvisorie che si possano enunciare.
Rispetto a un’opera geometrica, spietata e radicale come Whiplash, Chazelle precipita qui in una melassa prevedibile, superficiale e inutile. La La Land è il già visto in forma canterina.

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8 Commenti
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Ahi ahi ahi, Alberto, tocca a me non essere per una volta d’accordo. Mi toccherà scrivere perché il film mi pare bello. Anzi molto. E servito da due attori di peso. Ma io amo il genere din da bambino. E qui siamo alla composizione dell’immagine in una rapsodia. Se ho i cinque minuti ne scrivo sul blog. Abbracci. P.

Mi tocca allora. P.

E sono d’accordo con te caro Alberto! E poi un talento per me come quello di Ryan Gosling abbastanza sprecato in questo film

“Ti amerò per sempre”… “Ti amerò per sempre anch’io”, una delle affermazioni più provvisorie che si possano enunciare.”
Esilarante. Le devo delle sane risate.

Ma guarda, un parere fuori dal coro benedicente sul neo-capolavoro musicale in corsa per ben 14 statuette, che finora (dai pareri raccolti in giro da spettatori comuni-conoscenti non cinefili) sembra metter d’accordo il colto e l’inclita… io il film non l’ho visto e non sono un fan dei musical, ma la tua rece non mi dà proprio la spinta ad esperire di persona il nuovo golden hit 😉

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