Acciaio
di Stefano Mordini
Con: Michele Riondino (Alessio), Matilde Giannini (Anna), Anna Bellezza (Francesca), Vittoria Puccini (Elena), Massimo Popolizio (Arturo)
Italia 2012
Trailer del film

 

Due ragazzine a Piombino. Tra genitori assenti o inquietanti, fratelli coraggiosi e sfortunati, amici infantili o adescanti e soprattutto con l’acciaieria Lucchini incombente e totalizzante. L’isola d’Elba è lì vicino, a portata di mano, ma sembra irraggiungibile. «Perché il futuro deve essere sempre altrove, da un’altra parte?», si chiede Anna nella battuta conclusiva.
La classe operaia sembra davvero non esistere più, almeno al cinema. Anche un film come questo, del quale sono protagonisti degli operai e le loro famiglie, descrive in realtà individui sfilacciati, chiusi, cupi, senza presente. Che lo sguardo sugli eventi sia quello di due quindicenni prima unitissime e poi anche loro separate fa oscillare il film tra un tentativo di analisi sociale e lo scavo nei sentimenti privati. Ma si rimane in entrambi i casi alla superficie. Le ricorrenti inquadrature del mare, della fabbrica, della città dall’alto, sembrano dei riempitivi e si ha la sensazione che spesso il regista non sappia che cosa fare. Il risultato è assai banale in entrambi i finali del film: nel primo con la morte, nel secondo con la riconciliazione. La cosa migliore è l’icasticità del titolo, che è lo stesso del romanzo di Silvia Avallone dal quale il film è tratto.

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