Blog Per una filosofia antropodecentrica

Per una filosofia antropodecentrica

Nell’ottobre del 2022 tenni un seminario nell’Università Cattolica di Milano, dal titolo Umanità, animalità, artificio .
Ringrazio ancora Roberta Corvi per l’invito e per la sua presentazione e ringrazio Massimo Marassi per essersi soffermato su quello che da autore ritengo il mio libro più importante, Tempo e materia. Una metafisica, evidenziando la centralità della somatica del tempo anche come strumento e forma di una necessaria modestia antropologica.
Metto qui a disposizione la registrazione audio (1 ora e 20 minuti) di quanto io e i miei interlocutori discutemmo in quella piacevolissima occasione.

 

Non siamo compartimenti stagni ma soglie di coniugazione.
Non siamo strutture permanenti ma entità che emergono dal flusso temporale.
Non siamo dispositivi autarchici ma scambi di alterità con tutto ciò che delimita i nostri corpi e che però li forma, li plasma, li nutre, li guida nell’ambiente, li significa nei simboli, li rende vivi, splendidi, mortali.
Non siamo freddezze che osservano il mondo, siamo invece bisogni che lo desiderano. Siamo cura verso noi stessi e verso gli altri, siamo reciproche coniugazioni di necessità e di doni. Siamo, in una parola, Mitsein.

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Carissimo, ho riascoltato con piacere la registrazione dell’incontro seminariale che hai tenuto in Cattolica e al quale ero presente. Ho riascoltato la breve ma calzante presentazione del professor Marassi e il successivo intervento della professoressa Corvi, molto cortese e premuroso nei tuoi confronti. Tu hai parlato per un’ora e hai presentato -con precisione, forza argomentativa e coinvolgimento-, il profilo complessivo della tua ricerca filosofica. Hai tenuto una bella lezione sui principi che ispirano la tua concezione del mondo, dell’uomo, della natura e ti sei spesso richiamato alla condizione del nostro vivere, del nostro ricercare e speculare, del nostro bellissimo e complesso essere-nel-mondo. Una lezione di alto livello, di grande attualità e di avvincente argomentazione. E hai sempre accompagnato le tue parole con un accento di forte richiamo alla consapevolezza della dimensione propria dell’umano nel contesto dei limiti e dei rapporti che caratterizzano la nostra condizione mondana.

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