Blog Giorgio von Hindenburg

Giorgio von Hindenburg

C’è chi in queste ore paragona Napolitano a Vittorio Emanuele III. Vero. Lo si potrebbe anche accostare a von Hindenburg, l’anziano presidente della Repubblica di Weimar che nominò Adolf Hitler cancelliere. Il quale Hitler aveva comunque ottenuto la maggioranza al Reichstag vincendo senza trucchi le elezioni. Quando il Führer andò a fargli visita nel 1934, alla vigilia della morte, Hindenburg pensò di trovarsi davanti al suo antico Kaiser e lo apostrofò “Maestà”. Speriamo che a Napolitano non accada di rivedere in Berlusconi il vecchio e amato Stalin oppure -più modestamente- l’amico Bettino. Anche se le differenze appaiono certo minime, e non soltanto agli occhi di un anziano presidente.

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[…] Giorgio von Hindeburg (7.3.2010) […]

Infatti sembrano tutti, dico tutti, contenti, lì, in Parlamento.
Può darsi che che il 5Stelle non sapesse che pesci prendere; non so fare un’ipotesi in quanto non conosco gli orientamenti del Mov a parte la protesta, che non è solo loro, contro lo statoladrocorrottobrutto (leitmotiv alla Giannino, pure, che però nella puntata dell’Ultima Parola del 29 u.s., rintracciabile sul sito rai, ha cominciato a dire che i servizi pubblici non devono essere toccati;) e che predispone ad accettare tagli e privatizzazioni dei servizi pubblici, appunto.

(Su che cosa si intenda per spreco sarebbe ora di far luce, tenendo presente che non sono neppure i costi della politica a determinare la crisi, e che comunque l’innegabile corruzione non ci dovrebbe essere, va da sé).

Ancora una volta, gentile Biuso, noto la sua indipendenza di giudizio rispetto davvero a tutte le parti. Auguri di Buona Pasqua a lei e a tutti i lettori.

[…] del Palazzo di giustizia di Milano è soltanto la più recente; gli ha permesso e gli permette -con l’attivo e primario contributo di Napolitano- di sottrarsi alla legge e ai tribunali; ha governato insieme a lui nell’esecutivo del banchiere […]

Non solo. E che razza di “super partes” è uno che, gira gira, manda un monito (l’ennesimo, anche se non lo chiamano così) alla magistratura, lui – presidente del Consiglio superiore della stessa – che riceve gli assaltatori del Palazzo di Giustizia di Milano e a loro non fa una piega? E neppure fa loro osservare che l’inno nazionale proprio non ci stava, in quanto inno di tutti, anche di quelli non assalitori, non intimidatori?

Non è la Magistratura uno dei tre poteri che, secondo la Costituzione, sono indipendenti, e pertanto, dico, non sottoponibili a pressione né fisica né altro né dal legislativo né dall’esecutivo e, aggiungerei, da parte di nessuno, neppure dal vero o presunto “super partes”?

E il vero o presunto “super partes” è garante di che? E da che “partes” sta?

Così, per dire…

io comprendo benissimo chi rifiuta il «voto utile», ma le conseguenze del voto non sono irrilevanti, purtroppo

c’è poco da fare, i dati sono quelli

le conseguenze possono essere tragiche, quindi preferisco far violenza alle mie idee per non rischiare di non poterle più esprimere, in futuro

detto questo, capisco, rispetto, non biasimo le opinioni come quelle dell’amico Alberto o di chiunque altro, semplicemente indico il problema, perchè almeno sapere che c’è è giusto (c’è tanta gente che non ha neanche capito come funziona il meccanismo dell’odiosa legge partorita dalla mente (si fa per dire…) del calderoli)

Il Pd ha sostenuto Monti finora e ora lo critica o fa finta; ha non-osteggiato per anni il berlusca, b doverosamente minuscola, il quale è servito egregiamente a far rimanere tra i simpatizzanti-sostenitori della sinistra di governo gli anti-berlusca; ha appoggiato, anche prima di chiamarsi Pd, politiche economiche suicide e continua. L’estate scorsa ha non-ostegggiato il Fiscal Compact, cioè non si è opposto. E’ proprio vero che la storia si ripete anche a breve.

Adesso fa parte di quelli che cantano la litania del “voto utile”, anzi ne è il corifeo. Ma se erano tutti così contro Sua Emittenza, perché NESSUNO si è impuntato contro il palese conflitto di interessi?

Poi naturalmente ciascuno voterà, non voterà, voterà quel che crede il meno peggio ecc, ma almeno aver chiaro il quadro.

secondo il mio umilissimo parere, esiste un fatto che «costringe» a votare per Vendola

questo dato di fatto è la probabile vittoria elettorale di S.B., nel caso che lo schieramento di centrosinistra non arrivi primo nel voto alla camera

il prossimo parlamento eleggerà l’inquilino del quirinale, e, in caso di sconfitta del centrosinistra, sarà S.B.

in questo momento il pericolo è, a detta di molti, per nulla remoto (secondo me, direi anche probabile)

mi rendo conto e condivido molte delle critiche mosse al partito democratico, e, in una elezione a carattere proporzionale, senza in gioco la stessa democrazia (e con essa la possibilità ad esempio di continuare a scrivere qui le nostre idee liberamente), voterei probabilmente per il simpatico genovese

ovviamente è un punto di vista, del quale non vado neanche fiero, ma, vista la gravità della situazione, mi permetto di esporlo, abusando anche della pazienza dell’amico Alberto, che ha opinione diversa

Leggermente OT rispetto all’argomento principale, rifletto: come fanno i vendoliani ORA a giustificare il loro leader (e se stessi, se tuttora lo seguono)?

Mi riferisco al virgolettato riportato in questa serie di commenti da agbiuso, commento n. 13 del 23 marzo 2012, ore 16:28.
Vendola ORA è proprio col Pd, nonostante qualche distinguo. Obiettivo: rientrare in parlamento.

Questo presidente conferma il suo burocratico cinismo rifiutandosi di ascoltare le tante e diverse voci che gli chiedono di rispettare i morti e i disperati del terremoto annullando la parata militare del 2 giugno e devolvendo i costi –4 milioni di euro!– alla ricostruzione.
Giulio Marcon spiega brevemente sul manifesto di ieri l’assurdo di una simile decisione: Tenete a casa i carri armati.

Giorgio Napolitano non finisce di stupire per la sua parzialità antidemocratica. Venendo meno alla correttezza istituzionale, ha commentato i risultati elettorali offendendo non una singola persona ma milioni di elettori.
Credo che con la sua risposta Grillo si sia dimostrato assai più istituzionalmente rispettoso di lui.

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08/05/2012 15:16
Grillo: “Boom? Napolitano vola basso”

“Il prossimo anno si terranno le elezioni politiche, subito dopo, sarà nominato il successore di Napolitano, che potrà godersi il meritato riposo”. Beppe Grillo risponde così al commento del
Presidente Napolitano sul successo del MoVimento 5 Stelle (“Di boom ricordo solo quello degli anni ’60”).
“Sono a bocca aperta -dice Grillo -là dove non hanno osato neppure i Gasparri e i Bersani ha volato (basso) Napolitano”. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'”unità nazionale”, dunque “anche il MoVimento 5 Stelle”.

(Fonte: Televideo)
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Ma Grillo si sbaglia sulla esclusiva di Napolitano. Un commentatore ha oggi formulato sul suo giornale il medesimo giudizio a proposito dello scarso valore del risultato ottenuto dal Movimento 5 stelle. Questo commentatore è Giuliano Ferrara. Entrambi, Ferrara e Napolitano, fraterni e fedeli amici del latitante e ladro Bettino Craxi.

Qui si può leggere la dichiarazione integrale di Grillo.

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9.5.2012
Antonio Padellaro ha scritto sul Fatto Quotidiano di oggi un editoriale, dal titolo Crisi di nervi al Quirinale, nel quale esprime concetti analoghi. Concetti che sono del tutto ovvi se si pensa alla funzione che la Costituzione affida al Presidente della Repubblica.

Su Mainstream Marino Badiale e Maurizio Tringali si pronunciano in modo assai chiaro sull’evidente abuso che Napolitano fa della propria carica.
Il loro testo si conclude con queste parole:

“Con l’insieme della sua azione di questi mesi, Napolitano mostra di essere il principale riferimento di quei ceti dirigenti, italiani ed internazionali, che hanno ormai deciso la definitiva distruzione nel nostro paese del patto sociale europeo, portandoci così dritti verso la regressione sociale, l’impoverimento diffuso, la barbarie collettiva.
Napolitano piega il suo ruolo istituzionale agli interessi dei ceti dominanti. Ha agito ed agisce come rappresentante di una parte politica, quella nemica del nostro paese e del nostro popolo”.

Inizialmente, avendo visto la possibilità dell’uscita di scena di B, avevo pensato che questo governo fosse una buona soluzione. Oggi mi rendo conto che è solo una copertura di velluto, agghindata, che maschera la clava che sta demolendo definitivamente il Paese. Sulla scuola siamo allo stesso punto in cui eravamo con la Gelmini. La novità è che governano il papa tedesco, il Vaticano e le lobby bancarie in maniera esplicita. Far pesare i danni della crisi all’80% della popolazione è una trovata meschina! Chiunque con la benzina a 2€ e le tasse alle stelle riuscirebbe a mettere “serenità nei mercati”! Ma a quale prezzo? Ma in tutto ciò il Paese dove sta andando? E’ possibile che anche il centrosinistra non si renda conto di cosa sta succedendo? “Rimanemmo in fiduciosa attesa. E poi, arrivò Mussolini”

“vogliono rendere tutti i cittadini non più dei cittadini, ma degli obbedienti, dei formalmente liberi che non sono liberi per niente”.

Ancora una volta, caro Diego, hai colto perfettamente il cuore del problema
L’articolo 18 è una questione simbolica assai più che economica.
Cancellarlo ha l’obiettivo di far capire a tutti chi è che comanda, chi ha vinto, chi da ora in poi vorrà dominare in modo ancora più incontrastato di quanto già faccia: le imprese globalizzate, vale a a dire il mercato finanziario,
Condivido per intero la tua analisi, della quale ti ringrazio.

la posta in gioco è molto grossa, molto più drammatica di quel che puo’ apparire ad un’esame superficiale del problema dell’art. 18

a prima vista parrebbe un argomento tutto sommato secondario, visto che milioni di persone, dipendenti di aziende sotto le 15 unità, lavoratori a contratto, partite iva varie, e financo artigiani come il sottoscritto, lavorano senza quella tutela

a prima vista infatti i più velenosi e furbi fra i commentatori cercano di far passare l’idea che l’art. 18 è un privilegio solo di alcune categorie, cioè statali e lavoratori delle grosse imprese

ma attenzione: lo scopo è proprio quello lì, quello di rendere precari tutti, così che nessuno puo’ più esprimere le sue idee senza paura

carissimo alberto, loro vogliono che per esempio un professore sia facilmente licenziabile, cosicchè nel suo blog non puo’ più scrivere quel che pensa, per paura di perdere lo stipendio

vogliono rendere tutti i cittadini non più dei cittadini, ma degli obbedienti, dei formalmente liberi che non sono liberi per niente

per me già accostare una parola nobile, come lavoro, ad una parola molto meno nobile, come mercato, è un oltraggio alla dignità umana

intendiamoci bene, è chiaro che il lavoro per tutti, di massa, è tramontato, causa l’avanzamento delle tecnologie, ma allora dobbiamo pensare un modello sociale dove il reddito è un diritto anche se non sei momentaneamente occupato, insomma ci vuole un salario di cittadinanza, una redistribuzione diretta, una giustizia intrinseca ai rapporti politico sociali

è un’idea dell’uomo che va salvata, a tutti i costi

mi scuso per la lunghezza, caro alberto

Sul Fatto quotidiano di oggi, l’editoriale ha come titolo Costituzione a vanvera ed è dedicato a questo incredibile -ma credibilissimo per una nazione di servi- presidente della repubblica (il minuscolo è intenzionale), per il quale “non parla a vanvera chi insulta la Costituzione o la calpesta ogni volta che respira; ma chi gli ricorda che l’articolo 74 della Costituzione gli consente di non promulgare le leggi che non condivide o, peggio, violano la Costituzione”.
Una legge -è bene ricordare che questo è il punto, al di là della questione della libertà di stampa- che assicurerà protezione a truffatori, ladri, stupratori e criminali vari.
Un governo di banditi, che ha molti complici tra gli italiani, compresi quelli che abitano in un quartiere romano che si chiama Quirinale.

Cara Filosofessa,
PURTROPPO stai difendendo un uomo che, meno di 2 mesi fa, inviava lettere di cordoglio alla moglie di Craxi, definendo suo marito come una sorta di ”perseguitato” dalla Magistratura -tralasciando invece il fatto che fosse fuggito vergognosamente dall’italia evitando le condanne-. Sul fatto poi che Napolitano fosse stato costretto a firmare il decreto interpretativo fin da subito perchè tanto, nel caso in cui non lo avesse fatto, glielo avrebbero ripresentato pochi giorni dopo, oltre a essere un ragionamento che un Presidente della Repubblica non dovrebbe mai fare, è profondamente sbagliato. Infatti, come ha anche fatto notare Ciampi in una recente intervista su Repubblica, in questi casi il Presidente dovrebbe prima di tutto respingere il decreto per far vedere a tutta la nazione che si tratta di un documento incostituzionale, dopodichè si vede cosa succede: se ci si arrende a Berlusconi con così tanta facilità, è finita anche la nostra libertà.

Ringrazio coloro che sono intervenuti, che siano o no concordi con quanto ho scritto, e spero in altri commenti.
Intanto, copio qui il documento di un’associazione di cristiani che ha preso il nome dalla Rosa Bianca che si oppose a Hitler.

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Fine della Repubblica? Le parole della Rosa Bianca

«Per un popolo civile non vi è nulla di più vergognoso che lasciarsi ” governare”, senza opporre resistenza, da una cricca di capi privi di scrupoli e dominati da torbidi istinti. Non è forse vero che ogni tedesco onesto prova vergogna per il suo governo? E chi di noi prevede l’onta che verrà su di noi e sui nostri figli, quando un giorno cadrà il velo dai nostri occhi e verranno alla luce i crimini più orrendi, che superano infinitamente ogni misura? (…)
“tutto questo lo sappiamo già da tempo e non è necessario che ce lo rammentiate continuamente” Ma vi domando: se lo sapete, perché non reagite, perché tollerate che questi tiranni vi spoglino progressivamente, in modo aperto o velato, di un diritto dopo l’altro, fino a quando un giorno non rimarrà più nulla, null’altro che una macchina statale comandata da criminali e ubriaconi?
È già così vinto dalla violenza il vostro spirito da farvi dimenticare che non è soltanto vostro diritto, ma anche vostro dovere morale rovesciare questo sistema? Ma se un uomo non ha più la forza di reclamare i propri diritti, allora sì che egli deve inevitabilmente perire. Meriteremmo di essere dispersi per il mondo, come polvere al vento, se non ci sollevassimo in questa ultima ora, ritrovando finalmente il coraggio che ci è mancato fino ad oggi. Non nascondete la vostra viltà sotto il velo della prudenza. Ogni giorno in cui indugiate ad opporvi a questo mostro infernale, aumenta sempre più, come una curva parabolica, la vostra colpa.
Molti, forse la maggior parte dei lettori di questi volantini, non sanno con esattezza in che modo potrebbero fare resistenza. Non ne vedono alcuna possibilità. Cercheremo di dimostrare loro che ciascuno può contribuire alla caduta di questo regime. Non sarà certo possibile preparare il terreno per il rovesciamento di questo “governo”, mediante una resistenza individuale, da solitari amareggiati, e tantomeno si potrà in tal modo affrettarne la caduta (…)
Vi è forse, chiedo a te che sei cristiano, in questa lotta per mantenere i tuoi beni più preziosi, una possibilità di esitare, di trastullarsi con intrighi, di rimandare la decisione in attesa che altri prendano le armi per difenderti? Non ti ha forse Dio stesso dato la forza ed il coraggio per combattere? »
(dai Volantini della Rosa Bianca)

È la vergogna il sentimento che rischia di sopraffarci, è l’onta che potrebbe tracimare su di noi, sulle nostre figlie e sui nostri figli, se non accogliessimo ancora una volta l’invito di Sophie Scholl e dei ragazzi della Rosa Bianca a sollevarci in quest’ultima ora, a non nasconderci dietro il velo della prudenza, a non trastullarci con intrighi per mantenere beni più preziosi!!

Basta: tutti gli amici, le sorelle, i fratelli che ci hanno preceduto, le profete, i maestri, ci guardano dalle pagine delle nostre vite. La memoria delle loro parole, il ricordo dei loro sguardi, il suono profondo della loro voce, (ognuno ha i propri volti innanzi, io vedo gli occhi di Dossetti, sento la voce di Turoldo, penso alle parole di tutte le mie filosofe e sante) ci avvolgono, urgono, spingono, tuonano per farci nuovamente coraggio e rompere gli indugi!

In pochi giorni il percorso di demolizione della nostra Repubblica da parte di questo governo che si arroga il diritto di rappresentare la sovranità del popolo ha avuto un’altra pericolosa accelerazione.
Dopo i vari tentativi di modificare in diritto la Costituzione, dopo i colpi di mano per svuotarne di fatto i principi fondamentali, dopo il piano di delegittimazione di tutte le istituzioni ed in
particolare degli organi di garanzia e libertà, in primis la Corte Costituzionale, in meno di 48 ore l’articolo 1 del testo costituzionale sembra essere cancellato.
Il primo colpo inferto cade sul principio che la Repubblica sia fondata sul lavoro o come voleva qualche costituente sulla “fatica”.
L’approvazione del DDL sul lavoro “collegato alla Finanziaria”, al di là dei patetici sforzi di natura tattica per difenderne il contenuto, sancisce la fine del diritto del lavoro.
Non solo e non già per le singole modifiche (vedi art.18 Stat. Lav.), ma per lo spirito complessivo che lo anima e che conferma proprio l’aleggiare di quello “spirito del legislatore” che da tempo ha relegato il cosiddetto giuslavorismo alle sedi accademiche, ai dibattiti politico-sindacali, a poche aree giudiziarie d’eccezione, facendo rapina di anni di fatiche manuali, domestiche ed intellettuali di donne e uomini “repubblicani”.
Venendo meno il convincimento dell’esistenza di un’asimmetria tra chi presta la propria attività lavorativa e chi ne offre il corrispettivo, quale residuato obsoleto di derivazione marxiana o peggio ancora cattocomunista, non ha più senso il favor lavoratoris, vige il favor pecuniae, con il conseguente fondamento della Repubblica Italiana sul valore molto negoziabile del danaro.

Il secondo colpo è stato dato alla democrazia, anche se sappiamo come sia già stato messo a dura prova il volto democratico della Repubblica in tutti questi anni, violato negli ultimi mesi, annullato nelle ultime ore.
Ricordate il monarca assoluto è tale perché legibus solutus, quante volte lo abbiamo studiato, ripetuto, insegnato, questo carattere distintivo della nascita della democrazia??
Ora è così: definitivamente il dux è legibus solutus e con esso i suoi vassalli, valvassori e lacchè.
Con buona pace di tutti i giuristi da Giustiniano fino ai nostri giureconsulti costituenti e non, senza alcun pudore, con firma necessitata, ma quanto non auspicata nella triste serata di questo amaro venerdì di quaresima, del Capo dello Stato (non Presidente della Repubblica?), il governo del popolo supera se stesso:
• si inventa la categoria inesistente di un decreto legge interpretativo;
• il rispetto delle leggi diventa una “formalità”;
• il presupposto formale dell’autenticità degli atti vien ridotto al rango di orpello;
• ed infine se non fosse così tragico verrebbe solo da ridere, l’attestazione della presenza di un
soggetto in un determinato luogo può essere dimostrato con qualsiasi mezzo di prova…

Alla faccia del valore generale delle leggi, eravamo già abituati a quelle ad personam, ma anche a quelle per ectoplasmi…è veramente troppo!
Infine non dimentichiamoci del fatto che l’Italia sia una repubblica, o forse qualcuno comincia a dubitarne, peccato che l’ultimo plebiscito degli italiani per la monarchia abbia riguardato il discendente monarca-ballerino!
Ma attenzione conviene vigilare perché la trasmissione dinastica del potere può sempre avvenire quando c’è un legibus solutus e nel nostro caso con cotanto numero di figlie e figli qualche novello Caligola potrebbe evitarci la nomina di un destriero.
Che fare? Ricordiamoci che il nostro spirito non è già così vinto da farci dimenticare che non è soltanto nostro diritto, ma anche nostro dovere morale rovesciare questo sistema. Tutti noi, con i nostri mezzi, le nostre parole, con la forza delle nostre relazioni ed ogni forma di azione creativa, possiamo continuare a non tacere. Ovunque noi siamo, come persone e come gruppi.
Come ci direbbe Paolo anche oggi, avanti e buon coraggio! La Vostra Presidente. Grazia Villa

Io condivido quello che ha scritto venerdì su Repubblica Adriano Sofri in una lettera aperta per Emma Bonino sulla questione liste escluse ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/05/vittimismo-di-maggioranza.html ), in particolare dice Sofri:

“…La democrazia è il governo della maggioranza, a condizione che la maggioranza ami e rispetti le regole che tutelano le minoranze…Si descrive a ragione il berlusconismo come la pretesa di tramutare la maggioranza relativa del voto popolare in un’ investitura assoluta, cioè sciolta da regole e limiti: un governo, e anzi un potere, in deroga. Occorre, credo, aggiungere che la natura profonda del berlusconismo sta in un vittimismo di maggioranza, affine almeno in questo alla natura dei fascismi originari, al sentimento della vittoria mutilata e tradita…la maggioranza vigente chiama o minaccia di chiamare la piazza a difesa del capo secondo lo schema carnevalesco di una rivoluzione attuata da chi detiene il potere…Oggi questo vittimismo di maggioranza si spinge al punto di convocare la “prova di forza” nella piazza romana per protesta contro l’ esclusione della lista del Pdl, dunque per protesta del Pdl contro se stesso. Vittimismo autoalimentato e autosufficiente…Il pasticcio delle liste, frutto misto di un’ insipienza gonfiata dall’ abitudine a fottersene e farla franca, è affare di gruppi dirigenti che se la sono cercata. Ma è anche affare di un gran numero di cittadini frustrati nella propria intenzione di voto o disgustati da una confusione meschinissima, così da alimentare il paradossale vittimismo di maggioranza sul quale soffia la leadership del centrodestra.”

e alla fine di questa analisi precisa conclude
“Se lo sport professionale non fosse diventato una controfigura e a volte un’ avanguardia della degradazione della politica si potrebbe evocare perfino la sportività. Quella che si augura di vincere e comunque di partecipare a una gara leale, che rispetta la tifoseria altrui, che gioca secondo le regole e butta fuori la palla quando un avversario è a terra. Anche quando a buttarlo giù sia stato lo sgambetto di uno dei suoi, troppo fesso o troppo furbo, o tutt’ e due”.

Se fosse (ma proprio per assurdo, permettetemi il campanilismo, ma io a 22 anni so benissimo quali sono le procedure per la presentazione delle liste e di volta in volta ristudio tutto il regolamento per sicurezza, non è mai successo nulla!) capitata al PD, cosa non si sarebbe detto? “il pd non esiste, non è mai esistito, pretendete di governare e non sapete presentare le liste ecc…” Credo quindi che logiche del “do ut des” o del “se capita a noi almeno restituiscono il favore” non reggano.
Se fossimo in un Paese normale tutto sarebbe stato diverso.
Ma a tutto ciò non credo che si possa consentire di dare il colpo di grazia alla democrazia già mal concia di questo Paese! La non rappresentanza della metà (spero meno!) della Lombardia, ovvero gli elettori di Formigoni, avrebbe fatto saltare “il giocattolo”, e probabilmente volevano questo. (per lista PdL in Lazio il discorso è diverso perché la lista non è mai stata presentata!). Volevano che si ridicolizzasse la democrazia di questo Paese, dire che ci sono troppi “cavilli ostruttivi della libertà”, rifomentare la logica del “vittimismo di maggioranza” appunto. Ma al Quirinale non ci sta un fesso. Non è stato consentito che si facesse questo. Sempre che il TAR non faccia qualcosa… Corte Costituzionale docet! Prof, con la stima immensa ed immutata che ho per Lei, questa volta non sono d’accordo con la brachilogia ;-)!

Per chi avesse dubbi, lo stesso Schifani, se non erro fu proprio lui, ha persino innocentemente detto: «Non è importante la forma, conta la sostanza». Come dire: le leggi non contano – l’importante è che manteniamo il potere. In questa frase c’è tutto il pensiero attuale del governo. Un saluto.

E dovevamo aspettare un gesto così eclatante per capire che stiamo assitendo ad un processo di conversione della democrazia in demagogia e della repubblica in dittatura?non ci sono bastate le avvisaglie dei precedenti mesi ( zittire programmi come Annozero e Ballarò, la legge ad personam Decreto Salva-processi, lo Scudo fiscale ecc. ecc.). Imbarbarimento politico o civilizzazione della barbarie politica?

Non è che stiamo esagerando un pò?che altro poteva fare Napolitano? avrebbe dovuto bloccare il decreto, mandarlo indietro e poi firmarlo controvoglia qualche giorno dopo? se si deve cercare un capro espaitorio non possiamo trovarlo nel presidente della repubblica, ma nella casta che ci governa: la destra corrotta e mediocre, la sinistra meschina e talvolta incapace di fare vera opposizione, limitandosi a fare come il can che abbaia ma non morde. Questo è un momento storico molto importante, e non è necessario fare parogoni storici per capirne il peso e l’importanza. Siamo di fronte al più totale e completo degrado polico-democratico e se noi che ci chiamiamo “filosofi” non siamo in grado di fare nulla, cosa possiamo apettarci da gente le cui teste sono rammollite e shakerate dai reality show e dai balletti di Emanuele Filiberto?

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